Luca

E’ uscito Luca! Lu chi? Lucambiaforma!

Sì, ci siamo visti il nuovo film Disney Pixar. Perchè siamo degli inguaribili bambinoni? Certo, ovvio, ma anche e soprattutto perché è ambientato letteralmente a 10 minuti da casa nostra e la cosa era stimolante e curiosa. La Pixar ha scelto così le Cinque Terre come ambientazione per la sua nuova avventura (chissà perchè non ha scelto Lambrate o Corvetto, mah), svolgendo un lavoro eccellente nella costruzione di un universo che fa convivere molto bene fantastico e natura, con attenzione certosina ai dettagli del paesaggio (il doppiaggio italiano grazie a dio cancella gli accenti napoletani di alcuni abitanti della versione originale). Enrico Casarosa, il regista, è un genovese trapiantato da piccolo negli States e l’approccio non può che essere quello un po’ nostalgico e romantico dell’italoamericano che guarda all’Italia come terra di sogno ed eterna vacanza. E il film parla, in fondo, di questo: sogni e vacanze al mare.

La magia della grotta

La Pixar dopo qualche anno torna a fare un film pieno di avventura e buoni sentimenti senza ricordarci ogni 5 minuti che dobbiamo soffrire e morire. I protagonisti sono bambini mutaforma, che vivono sott’acqua (mostri marini, li chiamano i terrestri) ma che una volta in superficie diventano umani e si mescolano alla popolazione di Portorosso (nome farlocco che richiama tanto Portofino quanto Monterosso, località amatissime da sempre dai turisti americani). Non un’idea originalissima, ma quanto basta per farsi voler bene.

LUCA è una storia di formazione e soprattutto una bellissima storia di amicizia, quella forte e pura che si può avere solo da bambini. E no, non ci sono doppi significati, non ci sono layer nascosti (mio dio in giro si parla di omosessualità, come se da piccoli non fossimo mai stati gelosi quando un nostro amico preferiva la compagnia di una ragazza e come se il film avesse potuto assumere uno spessore maggiore se Alberto avesse fatto a Luca una sega sugli scogli). Torniamo a goderci la semplicità delle cose, senza voler sempre vederci dell’altro dietro. Si ride, ci si diverte, ci si emoziona, ci si commuove pure. E’ un film che finirà presto nel dimenticatoio (come tutti i Pixar di seconda fascia, vedi On Ward), ma è una favola leggera, piacevole e fresca che farei vedere volentieri ai miei 8 figli adottivi. E sì, ok, non avrà la profondità psicanalitica di un Inside Out, non ammiccherà ai benedettissimi adulti e alla nuova umanità turbo woke, ma CHISSENEFREGA. Luca è una bella storia, è una bella favola. Va bene così. Brava Disney.

VOTO: 7


  1. Alessandra

    18 Settembre

    Vero, una bellissima storia di amicizia senza particolari sottotesti (laddove hanno voluto trovarceli a tutti i costi). Non tra i film memorabili della Pixar, ma come sempre io mi sono emozionata.

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