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I film che abbiamo visto al Sundance 2021

I film che abbiamo visto al Sundance 2021

E’ finito il Sundance Film Festival 2021 e quest’anno abbiamo approfittato dell’edizione online per guardarci qualche filmetto. Abbiamo pescato un po’ al buio, soprattutto tra gli horror e i film che sembravano proporre cose abbastanza particolari, ma ne è valsa la pena. Giudizi flash sulle nostre visioni.

The Blazing World

THE BLAZING WORLD di Carlson Young: giovane donna viene risucchiata in una dimensione parallela, tra sogno e realtà, alla ricerca della sorella gemella defunta. Visivamente gustoso e a tratti sorprendente, guarda addirittura al vecchio cinema surreale dell’est Europa (l’Alice di Švankmajer e la Valerie di Jireš sono punti di riferimento), con incursioni nel terreno lynchano e dell’horror anni ’80. E’ un film interessante, anche se nel momento clou manca del cambio di passo decisivo. Presente un enigmatico Udo Kier.

Coming Home In The Dark

COMING HOME IN THE DARK di James Ashcroft: thriller crudo e cattivo on the road. Famigliola va in mezzo alla natura a fare un picnic e incontra due matti mattissimi. Non si scherza per un cazzo. Violenza, tensione, ammazzamenti, ansia e un paio di sequenze che fanno saltare in piedi sul divano. Dimenticatevi i buoni sentimenti e i soliti canovacci. Tutta l’asprezza e il rancore di una terra, la Nuova Zelanda, che deve ancora fare i conti con le sue radici. Bombetta.

In The Earth

IN THE EARTH di Ben Wheatley: dopo l’excursus netflixiano il caro Ben torna all’horror e lo fa con un film girato in quarantena nel quale si vedono per la prima volta mascherine, igienizzanti per mani e il virus è un dato di fatto. Ambientato tutto in un bosco, “In the earth” spazia tra “Blair Witch” e “Annientamento”, mescolando folk horror e scienza e divertendosi pure con un paio di scene splatterine. Un film minimal che rischia di sbandare più volte ma che viene salvato con esperienza da Wheatley, che lo chiude in maniera un po’ ruffiana ma efficacissima. Spacca.

Censor

CENSOR di Prano Bailey-Bond: UK, anni ’80. Esplode la fobia dei “video nasty”, ovvero quei film tra snuff ed exploitation contenenti immagini estreme di violenza e sesso. E se plasmassero le menti di chi li vede trasformandoli in maniaci assassini e stupratori? Nessuno pensa ai bambini? Il lavoro della protagonista di “Censor” è, appunto, quello di decidere quali film vanno censurati e quali no, quali vanno tagliati e quali possono essere distribuiti. Lei, però, se li deve vedere tutti, dalla mattina alla sera. Insomma, avete capito dove andremo a finire. Film dalle vibez eighties che gioca in maniera divertente con l’ambiguità tra realtà e fiction, finendo per mescolarle e regalarci un finale davvero figo. Non eccezionale ma godibilissimo. Sarà anche a Berlino. Promosso.

Abbiamo visto anche tutta la sezione cortometraggi, nella quale ha trionfato Lizard di Akinola Davies Jr.. Tante cose interessanti, che appena compariranno online vi proporremo sicuramente. Intanto beccatevi una clip di FLEX di Josefin Malmén and David Strindberg, corto esistenzial-weird su un culturista pelato. Chicca.


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