Concorto Film Festival 2020 – day 4

Quarto giorno di Concorto Film Festival, ormai giunto quasi al giro di boa. Il martedì concortiano sulla carta aveva tutto per essere la serata più tranquilla e easy di tutta la kermesse (che parola orribile), invece siamo finiti a bere scotch e a giocare a ping pong fino alle 2 di notte (per gli amanti dello sport: il nostro score di ieri parla di 5 vittorie e una sconfitta). Bene così. Il programma delle proiezioni si è suddiviso tra il pomeriggio a Palazzo Ghizzoni, con l’esordio del focus SUPERNATURE dedicato al rapporto tra uomo e natura (e nel quale ha spiccato l’animazione ELI di Nate Milton, già passata all’ultimo Sundance), e la sera al Parco, dove oltre ai film del concorso internazionale c’è stato spazio per i film sperimentali di UBIK.

Fatti degni di nota della serata: il dj set dell’ISIS (vi rimando alla foto a fondo pagina), il sorbetto all’anguria, la nostra amica Ilaria punta da un insetto e portata di corsa al pronto soccorso, l’ultras piacentino della Sampdoria. Brano del giorno: BANDO di Anna.

Recensioni time!

Nina

VADER di Isabel Lamberti (Paesi Bassi): un padre rivede il figlio teen dopo anni di separazione. I due cercano di ricreare un legame, di tirare fuori quell’amore che (forse) una volta li univa. Ma il muro di ghiaccio che li divide è ormai quasi insormontabile. Un documentario delicato e lucido, che ritrae in maniera perfetta le dinamiche di alcuni rapporti famigliari lacerati. Bello e doloroso. VOTO: 8

UZI (TIES) di Dina Velikovskaya (Germania/Russia): animazione dolciosa. Ragazza che abbandona la casa dei genitori per fare il grande salto in città. Ma un filo che non si spezza la lega alla sua famiglia. Tema non proprio originalissimo, ma lo stile ci piace molto. VOTO: 6

DESTINO di Bonifacio Angius  (Italia): arrivano i nostri e arrivano dalla Sardegna. Il corto di Angius ci mostra uno zio sbandato che riesce nell’intento di perdere la nipotina mentre la sta portando fuori col passeggino. Ritratto suggestivo di un uomo (e di una terra tutta) ancora troppo in balìa di suggestioni religiose e superstizioni. Non male. VOTO: 6+

NINA di Hristo Simeonov (Bulgaria): Nina è una giovane zingarella che vive di furti in metro. Un giorno viene beccata con le mani nel sacco e proprio la donna a cui tenta di rubare il portafogli, ergendosi a paladina dei più sfortunati, le darà attenzioni, cercando di darle “speranza”. Ma Nina è uno spirito libero. Un film di un’intelligenza rara, che va oltre i preconcetti e riesce al tempo stesso a raccontare la vita al limite di una ragazzina e a smascherare la retorica di un certo tipo di solidarietà. Ottimo. VOTO: 7,5

SOUSAPHONE di Flo Linus Baumann (Svizzera/Stati Uniti): poche ore prima di un’esibizione, un pensionato trombettista amatoriale si accorge di non riuscire più a suonare il suo susafono (trombone gigante, vabbè, questo qui). E non solo quello: ogni volta che prova a suonare uno strumento a fiato non esce nessun suono. Commedia grottesca e un pizzico amara sulla capacità di accettare la fine di un capitolo della propria vita, per aprirne un altro. Non eccezionale, ma caruccio. VOTO: 6,5

THE END OF SUFFERING (A PROPOSAL) di Jacqueline Lentzou (Grecia): difficile per la Lentzou replicare l’exploit del suo Hector Malot del 2018 (uno dei corti più belli di quell’anno), ma con questo A proposal fa un ottimo lavoro, cambiando registro e puntando su un dialogo metafisico/fantascientifico di una ragazza con…l’Universo. Amore e sogni e uno spazio infinito dove perdersi. VOTO: 7

SH_T HAPPENS di Michaela Mihályi, David Štumpf (Repubblica Ceca/Slovacchia/Francia): animazione matta mattissima e coloratissima come piace a noi. Dura 13 minuti ma se fosse durata 280 minuti non ci sarebbe dispiaciuto. Nel cuore. VOTO: 7,5

Non perdiamo altro tempo e lanciamo subito la nuovissima rubrica già entrata nei cuori di tutti: l’intervista a caso!

Oggi abbiamo con noi Ilaria da Pontenure!

Ilaria

Ciao Ilaria, partiamo subito dai film visti questa sera: quale ti è piaciuto di più?

Mi è piaciuto “Sousaphone”. Ho amato il colpo di scena finale, pensavo finisse in un altro modo, con una fine più tragica, invece è stato molto dolce. 

I tuoi pensieri sparsi sul festival. Cosa ti piace e cosa non ti piace di Concorto?

A me piace Concorto in particolare perché si tiene qua nel mio paese e molti qui a Pontenure non riescono ad apprezzare il festival come chi viene da fuori. Quindi sono molto contenta del festival appunto perché nostrano. Non ci sono cose che non mi piacciono, ho solo qualche problema personale col formato del cortometraggio, che spesso presenta finali un po’ sospesi, aperti e mi lasciano un po’ così…però mi sono piaciuti tutti quelli che ho visto stasera.

Approfittiamo del fatto che sei una local e ti chiediamo: cosa ne pensi del rapporto tra Pontenure e il festival e come lo percepisci tu?

Secondo me Pontenure sottovaluta il festival. Molta gente di qui non ci fa neanche caso e mi dispiace davvero perché il festival offre tante possibilità interessanti a pochi passi da casa. C’è poca gente del posto e quasi tutti da fuori e mi dispiace.

In cosa dovrebbe migliorare Concorto secondo te?

Mi piacerebbe ascoltare un po’ più di musica e si potrebbero allestire più spazi: il parco è così grande ed è un peccato vedere così tanto spazio buio e vuoto. Gli allestimenti sono davvero belli, ma si potrebbe pensare a qualcosa per coinvolgere tutte le zone del parco illuminandole e rendendole vive. Anche perché la Serra è davvero una chicca, la punta di diamante di Concorto.

Grazie Ilaria.

Stasera, mercoledì, in arrivo ci sono i ragazzi di SEEYOUSOUND che parteciperanno al talk su musica e cinema assieme a Silvia Di Gregorio nel post proiezioni. Noi saremo là. Vi aspettiamo.

ISIS dj set.


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