Concorto Film Festival 2020 – day 3

Terzo giorno di festival. Il lunedì è sempre un giorno un po’ difficile perché, insomma, è lunedì. Ma il programma di Concorto è stato ricco ed interessante come sempre e ci ha regalato un buon antipasto nel pomeriggio a Palazzo Ghizzoni con l’esordio del focus dedicato alla Lituania, paese che sta emergendo in maniera prepotente in ambito cinematografico (la prova è la vittoria proprio a Concorto l’anno scorso di Vytautas Katkus). E poi è luogo pieno di fighe e manzi. Arrivati a Parco Raggio sulla fiammante navetta del festival, ci siamo buttati sulla cosa che più ci sta a cuore, ovvero il cibo. Paninazzo veg con burger di ceci e barbabietole e maionese di canapa e #ciaone (come dicevano una volta i giovani e un politico di destra finto giovane). Prima di parlare dei film in concorso, ricordiamo la presenza sul palco ieri dell’artista Chiara Bersani, che ha presentato il suo nuovo progetto artistico a base di cartoline retro che sono state messe a disposizione degli spettatori all’interno del parco. Ora i film.

Chiara Bersani con il Pippo Baudo di Concorto

THE VISIT di Azadeh Moussavi (Iran): una donna dopo mesi ottiene il permesso di andare a trovare in carcere il marito assieme alla figlia piccola. Prendendo spunto da una storia vera, il film ci sbatte in faccia la tragedia dell’Iran odierno. Un film pesante e soffocante, ma senza macchie. VOTO: 7

NOITE PERPÉTUA di Pedro Peralta (Portogallo): Spagna, 1939. In piena notte due guardie falangiste bussano alla porta di una casa. Cercano una donna, per portarla via. Tragedia con la T maiuscola, di una tristezza con la T maiuscola. Madre che allatta il neonato prima di andarsene verso la morte, quadri silenziosi e lunghi ripresi a camera fissa e ansia a palate. L’aggettivo da usare in questo caso è PITTORICO. L’aria di morte che si respira però ha un suo fascino e i secondi finali sono uno splendore (e riscattano l’andamento un po’ piatto del film). Alti e bassi. VOTO: 6+

EMPTY PLACES di Geoffroy de Crécy (Francia): SEMBRA DI VEDERE IL LOCKDOWN CI SONO I SUPERMERCATI E I POSTI SENZA PERSONE TUTTO VUOTOOOOOOOOOOOO. ANIMAZIONE ATTUALISSIMAAAAAAAAAA. Bah. VOTO: 5,5

MATRIOCHKAS di Bérangère McNeese (Francia/Belgio): ragazzina liceale con treccine un po’ tanto spigliata sessualmente resta incinta. Seguono problemi. Classico spaccato di famiglia disagiata di periferia: la madre è una scoppiata che riesce a fumare, mangiare spaghetti e limonare contemporaneamente, la figlia deve affrontare da sola l’adolescenza e di conseguenza la sessualità. Se la caverà, trovando un aiuto inaspettato. Bel filmetto, ottimo cast, ma tutto già abbastanza visto. VOTO: 6

STILL WORKING di Julietta Korbel (Svizzera): un uomo lavora come custode in una centrale elettrica chiusa da anni. E’ solo, circondato da edifici e strutture metalliche decadenti e arrugginite. A fargli compagnia solo il suo cane. Ma la centrale dovrà essere demolita, il passato deve lasciare posto al futuro, no matter what. L’uomo, che ha dedicato la sua vita a quel luogo, vede crollare il suo mondo, la sua certezza, la sua vita. Per fortuna c’è il cane. Film di una tristezza inaudita, ma di una bellezza folgorante. VOTO: 8

MARADONA’S LEGS di Firas Khoury (Germania/Palestina): durante i Mondiali di Italia ’90 due bambini palestinesi vanno alla disperata ricerca dell’ultima figurina che manca loro per completare l’album: le gambe di Diego Armando Maradona. Commedia fresca ed intelligente, che lascia sullo sfondo la politica (facendola spuntare in superficie al momento giusto) e si concentra sulle vicende umane. Film innocuo ma apprezzabilissimo. VOTO: 7

I’LL END UP IN A JAIL di Alexandre Dostie (Canada): lo scrivo subito così mi tolgo il peso: FARGO. Ecco, ora posso dirvi che questo thriller canadese è davvero una bella bombetta. Non che ci sia niente di clamoroso dentro eh, però insomma violenza, tensione, incroci tragici, FARGO. Ecco. Sì. VOTO: 6,5

Non perdiamo altro tempo e passiamo subito alla rubrica del secolo: l’intervista a caso! E’ con noi oggi il buon Dario.

Dario

Ciao Dario, come ti è sembrata la serata di Concorto? Qualche impressione a casaccio sul festival.

Allora, Concorto come sempre regala emozioni. Essendo un festival in una piccola città permette di vedere e vivere una realtà particolare, oltre ovviamente alla selezione dei corti che sono sempre di ottima qualità. C’è una bella situazione, c’è della bella gente con cui passare una bella serata. 

Cosa te ne pare dell’area Boschetto, rinnovata per questa edizione del fest?

Il Boschetto veramente bello, sempre bello, sempre messo giù bene, ottima scenografia. Il posto poi di base offre molti spunti. Il cibo è veramente ottimo: ho mangiato i batarò e ne ho presi 2 perché li fanno veramente bene. Poi anche lo staff è ottimo, insomma il Boschetto di Concorto è sempre un bel posto per far serata. 

In cosa dovrebbe migliorare Concorto secondo te?

Mah, è una bella domanda. Forse dovrebbe chiudere più tardi, giusto per allungare un po’ le serate. E’ una cosa che apprezzerei particolarmente. (n.d.r.: le serate di Concorto vanno sempre oltre le 2 di notte, ma Dario giustamente è giovane e vuole fare le 5. Come anche noi).

Il tuo film preferito della serata?

Guarda, quello sulla Palestina non era niente male devo dire. Forse un po’ didascalico, però come prodotto per il grande pubblico e per un festival TANTA ROBA. 

Grazie Dario.

La serata del lunedì si è conclusa con il nostro dj set a tinte emo. Siamo partiti con QUESTA e abbiamo chiuso con QUESTA.

Non sapete cosa vi siete persi.

Il più grande dj della storia in azione.

A stasera, al Parco, ore 20. Peace.


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