Concorto Film Festival 2020 – day 2

Domenica è sempre domenica, infatti è stata una giornata caratterizzata dall’ansia temporali. Una perturbazione atlantica (le perturbazioni sono sempre atlantiche) ha sconvolto Piacenza e dintorni con una bufera passeggera che ha messo a serio rischio la riuscita della seconda serata di Concorto 2020. Ma il Signore dall’alto dei cieli ha protetto il nostro bel festivalino e ha fatto smettere la pioggia giusto in tempo per l’allestimento di Parco Raggio. E così, il festival è proseguito. Il programma domenicale è stato piuttosto ricco, con il pomeriggio a Palazzo Ghizzoni dedicato al Focus Irlanda e un post serata impreziosito dal live acustico della cantautrice Glomarì. Per quanto ci riguarda, la grave assenza del tavolo da ping pong (che, ci assicurano, verrà montato oggi, lunedì) ha pesato sul nostro entusiasmo, ma per fortuna i film in programma per il Concorso Internazionale sono stati di altissimo livello e hanno reso la serata un piccolo gioiello. Poi vabbè, anche l’amaro Montenegro ha fatto la sua parte. Ma veniamo ai film.

L’arcobaleno dopo la tempesta (grazie, o’ Signore)

ALL CATS ARE GREY IN THE DARK di Lasse Linder (Germania/Svizzera): doc pazzesco su un personaggio pazzesco. Il protagonista è un gattaro dandy di mezza età che si porta i gatti OVUNQUE (in montagna, in barca, al bar…e senza guinzaglio, spesso sulle spalle). Il film lo segue durante il periodo di gravidanza di una delle sue due micie, fino alla nascita dei gattini. C’è un po’ di disagio, ma c’è anche tanto amore. Perla assoluta. VOTO: 8

REVOLYKUS di Victor Orozco Ramirez (Germania/Messico): il nostro amico messicano si presenta a Concorto 2020 con un film autobiografico. Il mondo è un brutto posto e dobbiamo tutti costruirci il nostro piccolo rifugio e renderlo il più confortevole possibile: quello di Orozco è in una cittadina tedesca sperduta in mezzo alle montagne. La tecnica mista di animazione, stop motion e fiction è ipnotica e affascinante, mentre sullo sfondo l’autore parla di politica, umanità, 11/9 e altri temi che rischiano di far deragliare il film nel classico pippone ma per fortuna il buon Victor sa dosare le parole. Un bel lavoro. VOTO: 6,5

FISCHE di Raphaela Schmid (Austria): in un ristorante cinese fratello e sorella si incontrano per la prima volta dopo la morte della madre. I loro nervi a pezzi si riflettono su ciò che sta loro intorno, compresi gli altri clienti del ristorante. La Schmid mette sullo schermo l’incomunicabilità dei sentimenti, dipingendo un quadro che oscilla tra il decadente e il kitsch, mantenendo viva una poesia di fondo. La vasca dove nuotano i pesci rossi sembra l’unico luogo di pace. Uno degli sguardi autoriali più interessanti di Concorto 2020. VOTO: 9 

CLEAN WITH ME (AFTER DARK) di Gabrielle Stemmer (Francia): su Youtube c’è di tutto e tra quel tutto ci sono anche video di casalinghe che fanno dei tutorial su come pulire la casa. Sono felici, sono sorridenti, sono così contente di stare tutto il giorno a pulire. Prova anche tu! Sarai felice! Ovviamente dietro queste donne si nascondono malinconia, frustrazione e alienazione. La Stemmer incolla spezzoni di video presi dal web mischiandoli a sue ricerce personali sulle protagoniste dei video. Un film internettiano che con una spontaneità unica riesce a dire tanto, tantissimo, su molti temi (donne, società americana, web) e finisce per essere una vera tragedia. Da top 3. VOTO: 8,5

HOMELESS HOME di Alberto Vàsquez (Spagna): in un mondo dark e fantastico va in scena un triangolo sentimentale che finirà in tragedia. Intorno ai tre amanti, personaggi vagano senza speranza. Animazione fantasy un po’ emo, un po’ Burton, un po’ malinconica che ci regala però la sorpresa di qualche bella scena di sangue. Il tratto di Vàsquez è inconfondibile e resta negli occhi. Ci piace. VOTO: 7

THE PRESENT di Farah Nabulsi (Palestina): che dire di questo film palestinese? Partiamo col dire che non ha un capello fuori posto e che è un prodotto quasi perfetto (applausi alla brava Farah Nabulsi e al suo cast). Ma però ma però ci sono dei ma e ci sono dei però. Data la provenienza geografica è quasi inevitabile aspettarsi un film politico e infatti The Present lo è. Il problema è che la narrazione presentata è troppo semplice e vittima di una retorica che a noi piace davvero poco: così il padre palestinese con la figlioletta (entrambi bellissimi e con gli occhi azzurri) attraversano un check point presidiato da soldati israeliani (ovviamente bruttissimi e stronzi) per andare a fare compere. Quando la tensione esploderà, solo l’intervento della bambina risolverà la situazione (perché come tutti sappiamo I BAMBINI SALVERANNO IL MONDO). Insomma, siamo in zona RAI. Ma le cose positive vanno oltre questa pecca. VOTO: 6,5

FAMILY PLOT di Shuichi Okita (Giappone): se c’è una cosa che amiamo dei film giapponesi è che sono pieni di idee mattissime e le realizzano in maniera perfetta e sorprendente. Il film di Okita purtroppo non è niente di tutto ciò: idea di partenza appena accettabile (ragazzo che si imbuca a casa dei vicini per cercare di trovare la password del loro wifi), una specie di twist debole debole a metà film e una conclusione telefonata. Non credo che in Giappone ci leggeranno mai, quindi possiamo tranquillamente dire che è il peggior film visto a Concorto 2020. VOTO: 4

Homeless Home

Proiezioni off al Teatro Serra ieri sera dedicate al focus femminilefemministafemminiello ELLE (tra l’altro durante la serata è stata presente al festival l’assemblea territoriale di Non Una Di Meno Piacenza) e al secondo slot di DEEP NIGHT, che ieri si è focalizzato sull’importanza dei capezzoli. Ma sento che è partita la sigla, quindi spazio alla nuova rubrica: l’ intervista a caso!

Questa volta ai nostri microfoni abbiamo una coppia di ragazze, Beatrice da Collecchio inprovinciadiparma e Marcella da Fiorenzuola.

Beatrice e Marcella.

Quali sono le vostre impressioni sulla serata di Concorto e sul festival in generale?

M: E’ la prima volta che vengo, mi è piaciuto molto il modo in cui sono disposti gli ambienti, con aree dedicate ad attività e proiezioni diverse, come la Serra. Mi piace anche il fatto di poter votare e dire la mia sui film in gara. Ecco, migliorerei l’illuminazione tra una zona e l’altra, quelle di raccordo. 

Quali sono stati i vostri film preferiti della serata e quelli che vi sono piaciuti di meno? 

M: “Revolykus”. Mi è piaciuto soprattutto per la storia che racconta e per il suo affrontare e mettere in comunicazione temi come la guerra in Afghanistan, l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre e l’immigrazione. 

B: Mi sono piaciuti quasi tutti in egual modo. Forse quello che mi è piaciuto meno è stato “Fische”. Ho apprezzato di più sinceramente i corti che avevano una tematica sociale, una componente di indagine sociale come quello sulle ragazze fissate con la pulizia, invece quelli più intimistici, introspettivi, mi hanno colpito di meno. Preferisco che un corto condensi al suo interno più tematiche e riflessioni possibili. [n.d.r.: nel mentre minaccia di querelarci se riportiamo errori, con un “scrivi anche questo”. Ecco fatto.]. Volevo anche dire che “Homeless Home” l’ho trovato molto inquietante, ci fosse stato un bambino avrebbe avuto paura. Di sicuro non ci fermeremo a guardare i film horror stasera.

Siete state nella zona food&drink, avete assaggiato qualcosa?

M: Io ho mangiato l’hamburger veg con le panelle, mi è piaciuto molto, molto buono e saporito. 

B: Anch’io ho preso un hamburger e mi è piaciuto. Abbiamo anche preso da bere, la birra è buonissima. 

Grazie ragazze. 

Oggi è lunedì e si continua con il festival: stessa storia, stesso posto, stesso park.

E SOPRATTUTTO ACCORRETE NUMEROSI CHE STASERA NELL’AREA BOSCHETTO C’E’ IL NOSTRO DJ SET (dobbiamo ancora decidere se passare solo metal o dark o musica tropicale, sarà una decisione last minute). 

Baci.

Il magico palco per concerti e talk dell’Area Boschetto di Concorto


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