Concorto Film Festival 2020 – day 1

E’ iniziato! Non sembra quasi vero visti i tempi che corrono (i latini dicevano Mala tempura eccetera) ma Concorto Film Festival c’è. Ieri sera il Parco Raggio di Pontenure ha riaperto i suoi cancelli al nostro festival preferito e abbiamo potuto scoprire tutte le novità di Concorto 2020. Prima di tutto parliamo della nuovissima area Boschetto, che ok che il cinema e l’arte sono importanti ma il bere, il mangiare e il relax lo sono di più (anche qui i latini avranno sicuramente detto qualcosa). Quest’anno il festival ha allestito una zona food/drink/music davvero bella: tra tappeti colorati (un po’ hippy) per sdraiarsi sul prato, palchetto illuminato per dj set e talk e camioncini con cibo vegan, avveniristici batarò, gelati artigianali e birra alla spina. Insomma, 3 o 4 chiletti ce li portiamo a casa anche quest’anno. Detto questo, concentriamoci sul cinema e parliamo dei primi corti del concorso internazionale che sono stati proiettati ieri nell’Arena di Parco Raggio.

Genius Loci

DESPUÉS TAMBIÉN (IF THEN ELSE) di Carla Simón (Spagna): apertura in allegria con un film sull’AIDS. Visto il periodo che stiamo vivendo, il film della Simón fa aleggiare fantasmi covidiani, col giovane protagonista che deve convivere con la scoperta di essere sieropositivo. Un film senza infamia e senza lode, che si porta appresso anche una discutibile rappresentazione della malattia. Non ci piace. VOTO: 5

GENIUS LOCI di Adrien Merigeau (Francia): “Non piangete per me, sono già morto.” diceva Barney nel suo ottimo film presentato al Festival di Springfield. Questa animazione francese rischia spesso di infilarsi nel vicolo cieco della pretesa arty bidimensionale, ma ne esce sempre con un guizzo, con una trovata, con un cambio di registro e sempre con un tratto e dei disegni meravigliosi. Applausi. VOTO: 6,5

LA QUARTA PARCA di Angelica Gallo (Italia/Svizzera): doc italiano sul fine vita. Vorrei poter aggiungere qualcosa in più sul film della Gallo, ma purtroppo è davvero tutto qui. Oltre all’idea lodevole di realizzare un film su un tema attuale e importantissimo attraverso le parole di chi lavora ogni giorno in situazioni così delicate, resta un film sospeso tra documentario e fiction, che purtroppo fa fatica ad aprire una breccia nel nostro cuore (forse a causa di una protagonista che non riesce a bucare lo schermo, come si dice volgarmente). Peccato. VOTO: 5,5

POSTCARD FROM THE END OF THE WORLD di Konstantinos Antonopoulos (Grecia): famigliola in vacanza su un’isola del Mediterraneo si trova a dover gestire l’arrivo di un’apparente apocalisse. Atmosfera straniante, crisi coniugale che si intreccia con la crisi dell’umanità intera. Film intrigante ma che si appesantisce col passare dei minuti. Però ci sta. VOTO: 6

APFELMUS di Alexander Gratzer (Austria): in questa animazione due uccelli e due orsi polari si interrogano sul significato della vita. In mezzo, due guardie cazzeggiano. Un film semplice ma incisivo con la sua filosofia ironica e i suoi tre quadretti colorati. Promosso. VOTO: 7

SONA di Maryam Mahdiyeh  (Iran): donna iraniana in difficoltà va in cerca del marito desaparecido assieme ai figlioletti. Non lo troverà. Troverà cavalli. Nel film non accade sostanzialmente nulla, ma Sona trasmette bene il senso di vuoto e di spaesamento che vive la protagonista. Plauso. VOTO: 6+

DARLING di Saim Sadiq (Pakistan/Stati Uniti): non facile essere una ragazza trans in Pakistan. La protagonista di Darling, splendida ballerina, lotta per cercare di farsi accettare nel gruppo delle danzatrici di uno spettacolo di Lahore. Un film bello, intelligente e senza retorica spicciola che mostra quanta strada l’umanità debba ancora fare in termini di accettazione. Protagonista da applausi. VOTO: 8 

Il Teatro Serra di Concorto 2020

Per quanto riguarda i fuori concorso, ieri al Teatro Serra (quest’anno splendidamente illuminato da una luce verde X-Files, come potete vedere nella foto qui sopra) hanno aperto le danze i focus Music Riot (dedicato alla musica, come da titolo) e Deep Night (horror, cose matte e weird). Tutto molto bello, tutto molto giovane e fresh: dopo i film pakistani e iraniani CI STA.

Siamo lieti ora di presentarvi una nuova rubrica che ci accompagnerà per tutta questa settimana concortiana: l’intervista a caso! Abbiamo deciso di selezionare (c’è chi dice sequestrare, ma non è vero) uno spettatore del festival a casaccio e fargli due domande sulla sua serata. L’ospite di oggi si chiama Rebecca ed è di Pavia.

Rebecca da Pavia

Ciao Rebecca, quali sono le tue prime impressioni a caso su Concorto?

Allora, il posto è bellissimo. Molto bello il parco. Atmosfera rilassata, molto accogliente. 

Cosa te ne pare dell’allestimento del festival?

Ecco, è un po’ buio. Un po’ troppo buio. Mi sono persa un paio di volte ma poi ho ritrovato la strada. 

Un film in particolare che hai apprezzato stasera? 

“Genius Loci”. Mi ha tuonato la testa, proprio letteralmente. Molto, non lo so…mi ha catturato completamente. 

La cosa che ti è piaciuta di più e quella che hai apprezzato di meno della tua serata a Concorto.

Mi è piaciuta la Serra con le cuffie. Silent movie, davvero bellissimo. E’ una cosa che ti permette un’esperienza molto individuale di visione, mi è piaciuta tanto. Invece non ho apprezzato…il buio. E’ suggestivo ma è troppo buio.

Grazie Rebecca. 

Chiudiamo questo primo reportage da Concorto 2020 facendo la lista delle cose ingerite da noi ieri sera: riso nero vegan, gelato al caramello pralinato Concorto Special Edition, piadina al formaggio, patatine fritte. Birre alla spina: 6.

Stasera (pioggia permettendo) seconda serata! E oltre alle proiezioni ci sarà anche il live della adorabile Glomarì.

See ya in the park!

Vegan gnam.

 


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