Joker

Send in the clown… Eccolo che è arrivato finalmente al cinema il film più discusso degli ultimi tempi, il (cine)fumetto che sbanca Venezia facendo infuriare i cinefili di tutto il mondo ma, al tempo stesso, il (cine)fumetto che fa esultare altri cinefili e, soprattutto, fa piangere di gioia milioni di nerd. Il motivo è semplice: Joker di Todd Phillips è la vittoria del cinema pop contro il cinema d’autore (inteso in senso stretto), la New Hollywood che si appropria di tutto, la riscossa di un cinema snobbato e messo in un angolo che prendendosi il Leone d’Oro alza un grosso dito medio a tutti i grandi critici e teorici della settima arte. E’ un bene? E’ un male? Joker è un capolavoro o stiamo assistendo a scene d’isteria di massa figlie dei tempi che corrono? Siamo molto combattuti ed è per questo che abbiamo deciso di proporvi due punti di vista, uno pro-Joker e uno non proprio contro, ma quasi. Choose your side.

Il Joker di CRISTINA C.

Una delle domande che mi sono posta prima della visione era sicuramente come sarebbe potuto funzionare un film su Joker senza Batman. La risposta è semplice, trasformando il più classico dei villain in un antieroe nato dalla follia, che ispira le persone oppresse di Gotham a ribellarsi ai ricconi di Wall Street e ai “fascisti” che occupano le posizioni politiche. Joker non ha bisogno di Batman perché questa volta è lui l’eroe: i cattivi di questo film sono la povertà, lo stato che ti opprime e che ti abbandona a te stesso, e che si accorge di te solo quando compi un gesto eclatante. Joker ci urla in faccia che viviamo in una società che metaforicamente puzza, come puzza invece realmente Gotham sommersa dalla spazzatura. E per eliminare la spazzatura, si sa, bisogna bruciarla. Questo non vuole in alcun modo giustificare la violenza come soluzione finale, ma Joker e Batman sono due facce della stessa medaglia, dove il bene non è solo bene, e il male può avere delle profonde ragioni di fondo.

È probabilmente questo forte messaggio politico (più che le scene di violenza, che non sono mai eccessive o fini a sé stesse) ad avere provocato simili reazioni negli Stati Uniti, dove è stato chiesto a gran voce di boicottare il film. Importanti testate giornalistiche sono passate da recensioni a 5 stelle a stroncature nel tempo di un battito di ciglia, e sono arrivati a fare appostare la polizia fuori dai cinema. Un cartello “Kill the rich” è molto più pericoloso di una sparatoria o un coltello piantato in un occhio, d’altronde that’s America (a tal proposito, leggete il post definitivo di Michael Moore).

Todd Phillips ha quindi elevato quello che poteva essere un classico cinecomic a un film di denuncia sociale, che riflette inoltre sull’incapacità della società di affrontare la malattia mentale. È infatti più forte la connessione con Taxi Driver o Re per una Notte che con un qualsiasi altri cineomic, tanto che l’opera funzionerebbe benissimo anche se, al posto di raccontare la genesi di Joker, avesse raccontato la storia di un qualsiasi personaggio disturbato X.

L’interpretazione di Phoenix è magistrale e la sua risata, talmente disperata che ti scava nell’anima, è già cult. Phoenix è riuscito nell’ardua impresa di prendere un personaggio già abusato, distruggerlo e ricrearlo in una versione totalmente nuova ed originale. Un Joker che rimarrà nella storia, al pari di quello di Nicholson o di Ledger. È una performance che ti entra dentro, fisicamente e psicologicamente, e ti fa provare una profonda empatia per questo pazzo disagiato. Phoenix è dimagrito 25 chili per la parte, ed è riuscito a trasformare la sua struttura scheletrica creando con il suo corpo configurazioni inquietanti, mentre corre in un modo quasi comico o mentre butta fuori il suo dolore danzando.

Perfetto inoltre tutto il comparto tecnico, dalla regia all’uso incredibile dei colori, a un’estetica autentica e realistica. La scelta delle location e la scenografia sono curatissime, in quanto gli ambienti in cui si muove Arthur mostrano parecchio della sua vita e sono parte di essa (basti pensare alla scala che percorre tutti i giorni nei tragitti casa/lavoro/ospedale). L’OST originale è stata affidata alla talentuosa Hildur Guðnadóttir, che abbiamo già conosciuto per il grande lavoro fatto nella serie Chernobyl, e non sbaglia nemmeno questa volta, creando dei pezzi che esaltano ogni scena e ne diventano parte integrante.

Per concludere, Joker è assolutamente un film da vedere, quindi put on a happy face, don’t (forget to) smile e andate al cinema.

Il Joker di Steiner.

Allora, riassumo in due righe velocissime il mio giudizio personale su questo Joker per poi passare ad un discorso più ampio: il film mi ha annoiato tantissimo per più di un’ora, irritandomi a tratti, per poi diventare più piacevole con l’avvicinarsi della bella esplosione finale. Mi è piaciuto? Tirando le somme posso dire che sì, mi è piaciuto. Quanto? Più di Infinity War, meno di Aquaman.

Il problema del Joker di Todd Phillips è che poggia tutto il suo peso su due cose due: l’interpretazione monstre di Joaquin Phoenix e l’omaggio ad un certo cinema anni ’70-’80. Se su Phoenix c’è poco da dire (possiamo scrivere anche otto paragrafi su di lui, ma alla fine si riassume in: bravo, bravissimo, da Oscar), qualcosa in più si può dire sulla scelta di Phillips di far muovere il suo protagonista in un mondo uscito direttamente dai film di Scorsese e Lumet degli anni ’70, per citare due autori facili facili. E’ quella New York lì: sporca, sull’orlo di una crisi di nervi, vissuta da migliaia di disperati tra i quali di tanto in tanto emerge l’outsider che mescola le carte. Chi è Arthur Fleck se non un incrocio tra Travis Bickle e Rupert Pupkin? Nessuno, o meglio, il personaggio di un fumetto, che sarebbe andato troppo stretto però ad un Phoenix in questo stato. Citare i film omaggiati all’interno di Joker è quasi imbarazzante perchè è un omaggio che sfiora il plagio (non solo ci sono intere sequenze prese pari pari dai film  con De Niro che non vogliamo citare, ma addirittura dei personaggi!) e fa sorridere. Sia chiaro, va bene così eh, vorrei vederne altri 100 di film che si ispirano a quel cinema e non alla merda, però c’è un però: se punti a fare un film derivativo, il cinema a cui ti ispiri deve essere un punto di partenza per poi aprire un tuo discorso personale, imponendo un tuo stile, una tua visione del mondo (e del cinema). Todd Phillips tutto questo non lo fa (E dire che esempi ce ne sono stati in passato: lasciamo perdere Nolan, ma basta vedere Mangold e il suo Wolverine western di Logan, vero diamante grezzo e ingiustamente snobbato dalla critica), limitandosi a mettersi nelle mani di un superbo Phoenix che piange e urla e si dispera e, grazie a dio, ammazza. E’ questo immobilismo da parte dell’autore ad ancorare a terra un film che vorrebbe spiccare il volo verso il grande cinema con la C maiuscola. Invece resta a suo malgrado un film con la DC maiuscola.

Secondo alcuni la grandezza del film sta anche in come affronta i temi sociali e la spinosa questione della malattia mentale. Non vorrei risultare pomposo e arrogante nello stilare una lista di film (anche recenti) di fronte ai quali il Joker impallidirebbe, ma credo che questo giudizio entusiasta sia dovuto soprattutto al fatto di vedere un personaggio come quello del Joker umanizzato all’estremo e portato fuori dal suo mondo fantastico: il contrasto è talmente netto e d’impatto che la sensazione che abbiamo è di essere di fronte ad un qualcosa di incredibile e mai visto prima. Ma non è così. Stesso discorso vale per la questione sociale, la guerra tra ricchi e poveri, i malati di mente abbandonati a loro stessi and so on. Io in Joker ho visto titoli di quotidiani buttati qua e là sullo schermo, breaking news dai telegiornali e un’assistente sociale che dice al protagonista “guarda, han tagliato i fondi, ciao“. Più un’imbarazzante dichiarazione pubblica di Wayne dove dà dei pagliacci ai suoi rivali, facendo toccare nuove vette inesplorate al classico spiegone. Sinceramente mi sembra un po’ poco per assegnare al film di Todd Phillips la medaglia di cinema impegnato politicamente e socialmente. Certo, se lo paragoniamo a Suicide Squad o Ant-Man senza dubbio, ma in generale…

Ciò che voglio dire è che credo che Joker sia la più grande truffa cinematografica degli ultimi tempi, una truffa fatta in buona fede e con ottimi risultati (impossibile negare il valore del film) e che ha avuto il merito di creare subbuglio all’interno del cinema contemporaneo, facendo nascere un dibattito tanto divertente quanto utile (forse). Non offendetevi se parlo di truffa: anche i Sex Pistols lo sono stati, eppure chi non ama i Sex Pistols? La differenza è che i Pistols furono precursori di qualcosa che cambiò la storia della musica e della cultura pop del tempo, cosa che difficilmente il film di Todd Phillips sarà in grado di fare (Phillips che tra l’altro ad ogni intervista sul film appare sempre più confuso, segno che probabilmente non si aspettava nemmeno lui di creare tutto questo trambusto).

Voglio chiudere con questo video perchè mi sta girando in testa da quando ho iniziato a scrivere.


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