Concorto Film Festival – day 5

Siamo arrivati a metà di Concorto 2019. Ieri gita in Trebbia per tutti gli ospiti internazionali del Festival, che hanno lasciato il Festival Center deserto per andare a tuffarsi nelle acque cristalline del fiume. Niente bagno e divertimento invece per me, alle prese con depressione agostana e Polase. Molte sono però le cose da raccontare su questo mercoledì concortiano che è iniziato alle ore 18 a Palazzo Ghizzoni con il focus sul coming of age Absolute Beginners, il quale ha presentato all’interno del programma quel Fauve che quest’anno si è giocato addirittura l’Oscar. La notte è stata invece dedicata al concorso internazionale che, come ormai capita puntualmente ogni sera (davvero altissima la qualità della selezione quest’anno), ha regalato delle peeerle. Un capitolo a parte meriterebbe il mio ritorno sulle scene da giocatore di ping pong, ma non vorrei dilungarmi troppo e diventare troppo autoreferenziale (sono fortissimo). Parliamo dei corti in concorso.

Steiner vs Proiettile at Concorto 2019

HÉCTOR di Victoria Giesen Carvajal, Cile (2019): Potrebbe quasi essere un classico teen drama indie se non fosse per un’ambientazione straniante, tra scogliere e un mare d’alghe. Amicizia, sessualità e varie turbe giovanili si intrecciano fino ad arrivare al confine con il soprannaturale. Héctor è sicuramente qualcosa, ma l’impressione è che il cerchio non sia completamente chiuso. VOTO: 6,5

PRACTICE di Iyabo Kwayana, Cina (2018): Doc su dei giovani cinesi che si allenano a colpi di kung fu in un tempio Shaolin. Cosa vuoi di più dalla vita? VOTO: 8

LEOFOROS PATISION (PATISION AVENUE) di Thanasis Neofotistos, Grecia (2018): Una donna cammina veloce verso un’audizione che potrebbe dare una svolta alla sua carriera d’attrice. La telecamera è alle sue spalle e seguiamo i passi della protagonista in un’Atene quasi surreale nella quale tutto sembra essere sul punto di cadere a pezzi. Così come nella vita della donna. Un gran bel film. VOTO: 7,5

MEMORIE DI ALBA di Andrea Martignoni e Maria Steinmetz, Italia/Germania (2019): Una dolce vecchina racconta la storia dell’amore (e) della sua vita. Un’animazione che fa commuovere grandi e piccini e tutto il pubblico di Rai 1. VOTO: 6

Practice

PRENDRE FEU (CATCHING FIRE) di Michaël Soyez, Francia (2019): Ragazzini borderline si muovono tra boschi e sentieri di campagna, nel silenzio più assoluto, rotto solo dal rumore delle fiamme e dai versi degli animali. Ritratto generazionale atipico, nel quale la voglia di distruggere tutto spesso prende il sopravvento. C’è tanto stile in questo corto di Soyez, la bellezza delle immagini sono bilanciate da una scrittura che non convince in pieno. VOTO: 6,5

SUC DE SINDRIA di Irene Moray, Spagna (2019): La vita sessuale di una giovane coppia raccontata in tutta la sua complessità con una chiarezza ed una consapevolezza rare. La Moray sa cosa vuole dirci e lo fa con semplicità e delicatezza, senza sbavature, senza indecisioni. Il risultato (al netto della lettura femminista) è la più bella storia d’amore che vedrete quest’anno a Concorto. VOTO: 8

Olla

OLLA di Ariane Labed, Gran Bretagna/Francia (2019): Il film di Ariane Labed era il più atteso della serata ed è un corto che lascia senza dubbio spazio a molte considerazioni. Se la storia di questa moglie dell’est che arriva “per corrispondenza” ad un uomo senza qualità coinvolge e si fa apprezzare per il suo tono grottesco e senza filtri, convince meno lo stile della regista, che a tratti ricorda troppo, troppo da vicino quello del celebre marito. E la cosa un po’ fa sorridere, un po’ fa storcere il naso. Resta una convincente revenge-story femminista, la vendetta di una donna che non accetta di perdere la sua identità e la sua sessualità per mano di un uomo che vorrebbe trasformarla in una sua copia sottomessa (ovvero un robot depersonalizzato e vuoto). VOTO: 6,5

Da segnalare inoltre la presenza di nuovi e brillanti ospiti che sono intervenuti durante la serata, con interviste e talk: Simone Rovellini di Motel Forlanini, Luca Pacilio di Spietati.it e il grande Nikita Diakur, animatore russo quest’anno in concorso con Fest e spacciatore della migliore vodka in circolazione.

Stasera si replica. Sempre al Parco (pioggia permettendo). Olè.


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