Concorto Film Festival 2019 – day 1

E’ iniziato Concorto! L’opening party  di venerdì sera nei giardini della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi è stato bello (grazie al live degli ottimi Be Forest e al dj set brutto ma ballerino del sempre piacente Daddy Bardo) e piuttosto impegnativo (a livello alcolico, ça va sans dire), ma sono riuscito a rimettermi in piedi in tempo per godermi la prima serata vera e propria del Festival a Parco Raggio. E’ sempre bello tornare al Parco dopo tanto tempo e riempirmi gli occhi con il verde del prato, la maestosità dello schermo open air e la fauna locale (cani strani e zanzare). Così come è bello mangiare un piatto di pasta molto, molto speziato sotto le fresche frasche pontenuresi. Ma siamo qui per il cinema, quindi parliamo di cinema.

Prima però una foto di un cane strano.

Sono tredici i film in programma nel sabato di Concorto. Sette film in concorso (tra cui tre prime italiane), un film per il focus dedicato al Portogallo e ben cinque per l’angolo horror di Deep Night. Vediamo nel dettaglio i primi film che si contenderanno l’Asino d’Oro 2019.

SHE RUNS di Yang Qiu, Cina/Francia (2019): Qiu Yang si presentò a Concorto nel 2017 con un film che mi fece letteralmente perdere la testa. Adesso torna con la storia di una ragazzina costretta da famiglia e insegnanti ad allenarsi per diventare una stella dell’aerobica. Un film bello intenso che toglie il respiro in più di un’occasione. Cinesata purissima. VOTO: 7,5

IN OUR SYNAGOGUE di Ivan Orlenko, Ucraina/Francia (2018): Tratto da Kafka, l’opera prima di Orlenko è il tragico e grottesco percorso di un ragazzino ebreo che si estranea dalla realtà inseguendo un animale mitologico, senza rendersi conto del mondo che crolla attorno a lui. Un modo originale per raccontare la tragedia dell’Olocausto, un film non indimenticabile ma che lascia qualcosa. VOTO: 6,5

ALL INCLUSIVE di Corina Schwingruber Ilic, Svizzera (2018): Una cosa divertente che non farò mai più si fa cortometraggio ed ecco a voi il film di Corina Ilic. La crociera come simbolo del decadimento della società occidentale. Voilà. VOTO: 7

She Runs

MÉMORABLE di Bruno Collet, Francia (2019): Il vincitore di Annecy è un’animazione 3D commovente (pure troppo) su un anziano malato di Alzheimer. Collet ci porta dentro la mente del malato e ci fa guardare il mondo con i suoi occhi, portando sullo schermo una delle malattie più strazianti che possano esistere. E’ una favola triste ed emozionante, una storia d’amore da lacrima (facile, ma vabbè). Bravò. VOTO: 7

MINA di Martino Chiti e Daniele Stefanini, Italia (2019): Gli italiani Chiti e Stefanini ci portano in Nicaragua, raccontando la storia di una cittadina, Mina el Limon, devastata dalle malattie provocate dall’attività lavorativa nelle miniere d’oro. La morale è sempre quella: i poveri sudano, lavorano, si ammalano, muoiono e i ricchi si prendono l’oro. Doc dal grande impatto visivo, che trasforma la città di Mina in uno “sporco” presepe vivente abitato da tanti eroi disgraziati. Bendita y siempre libre (?). VOTO: 7+

MITYA’S LOVE di Svetlana Filippova, Russia (2018): Animazione russa old school (quasi sovietica) che racconta la disperata ricerca dell’amata da parte di un uomo un po’ borderline. Fiaba che oscilla tra campagna e città, tra racconto e surreale, ma a cui manca qualcosa per far breccia nel nostro cuore. VOTO: 6

CADOUL DE CRACIUN (CHRISTIMAS GIFT) di Bogdan Muresanu, Romania/Spagna (2018): Il corto rumeno di Muresanu ha vinto Clermont-Ferrand e si presenta carico in prima fila col motore rombante. Siamo ai tempi di Ceausescu e il Comunismo guarda tutto e tutti in Romania. Durante le feste natalizie un bambino ha la bella idea di scrivere una lettera a Babbo Natale dicendo che il padre desidera la morte del leader comunista. Il padre lo viene a sapere e sclera, cercando di recuperare la lettera ed evitare la ritorsione del regime. Dramedy dalla tensione sempre alta, interpretata magistralmente dal protagonista Adrian Vancica. Senza retorica e propaganda, l’assurda realtà della vita sotto il Comunismo raccontata con lucidità e stile. VOTO: 7

Mina

Per quanto riguarda i film fuori concorso, nelle proiezioni di Mezzanotte spiccano il portoghese Tudo o Que Imagino di Leonor Noivo (che non ho visto ma che sicuramente spicca) e i deepnightiani Helsinki Mansplaining Massacre di Ilja Rautsi e l’applauditissimo It’s Not Custard di Kate McCoid. Nella Serra di Parco Raggio è inoltre stata inaugurata la bella mostra fotografica “BORDERS” (con donne nude! 😮 ).

Nel boschetto del Parco si sono tenute anche interviste e dj set (a cura dello scatenato DJ SIAE) e il pubblico ha sfiorato numeri record. Meglio di così, difficile fare per Concorto. Per oggi, domenica 18, l’appuntamento clou è l’inaugurazione della mostra di Pelo di Cane a Palazzo Ghizzoni Nasalli, con vino frizzante e simpatia liberi. Poi di nuovo tutti a Pontenure per la seconda serata di proiezioni. Io stasera in ogni caso punto tutto sulla birra alla spina.


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