The Sinner

Creato e scritto da Derek Simonds, The Sinner è un thriller psicologico basato sull’omonimo romanzo della scrittrice tedesca Petra Hammesfahr. Lo show targato USA Network (uscito nell’estate 2017) ha subito riscosso un notevole successo di pubblico e critica, tanto che Netflix ci ha messo le mani sopra, facendolo uscire poche settimane fa. Da amanti dei thriller quali siamo ci siamo buttati a bomba nella visione.

Cora Tannetti (Jessica Biel) è un’amabile giovane madre e moglie fedele. Sposata con Mason Tannetti (Christopher Abbott), lavora con il marito e sopporta stoicamente una suocera molto invadente. In un tranquillo pomeriggio di luglio la famiglia Tannetti si reca in gita al lago: la spiaggia è affollata, la coppia incontra qualche amico, stende una coperta sulla spiaggia, Cora sbuccia una mela al figlio. Vicino alla famiglia c’è un gruppo di ragazzi molto rumorosi, un giovane bacia con passione la sua ragazza, la tocca, parte una canzone dal telefono di lei. E’ solo un attimo: Cora si alza all’improvviso, il coltello impugnato saldamente in mano e si getta sullo sconosciuto. Una pugnalata al collo e poi un’altra ancora, ancora e ancora. Nello shock generale, Mason si lancia sulla moglie per fermarla, ma è troppo tardi. Il ragazzo è morto. Cora viene arrestata e lei non fa nulla per difendersi. Sostiene di non sapere il motivo del suo gesto e sembra non esserci nessun movente.

Del caso si occupa il detective Harry Ambrose (Bill Pullman), uomo tormentato e con qualche scheletro nell’armadio, come ogni detective che si rispetti. Harry rimane subito affascinato da questa donna fragile e inquietante al tempo stesso e decide di dare una riposta a quello che appare inspiegabile. Perché una giovane madre dovrebbe uccidere dal nulla un perfetto sconosciuto, davanti agli occhi atterriti di decine di persone? Si tratta davvero di un inspiegabile raptus di follia o c’è dell’altro? Tramite flashback, che ricalcano la struttura già utilizzata  ad esempio da una serie come The Affair, conosciamo il passato della donna, un passato non semplice tra una madre ossessionata dalla religione (sempre sia lodata) e dal peccato, una sorella malata che sfrutta i suoi sensi di colpa per manipolarla, e un violento trauma rimosso.

Il punto di forza di The Sinner è sicuramente la narrazione, che capovolge la struttura tipica del thriller e ti serve sin da subito l’assassino. La domanda che si pone lo spettatore non è quindi “chi” ma “perché”. La sceneggiatura segue fedelmente il romanzo e ci appassiona fin da subito riuscendo a mantenere alta la curiosità del pubblico e dosando i molti colpi di scena. Il viaggio nella mente di Cora, alla scoperta delle parti mancanti di questo intricato mind game, ci porta a riflettere sulla connessione tra un passato oscuro e le scelte morali del presente, sulla sopraffazione e sull’estremismo religioso che provoca prima paura e poi follia. Flirtiamo più volte con la verità, che ci sfugge puntualmente di mano fino all’inatteso finale, che stupisce come fece l’inglesissimo Broadchurch nella sua brillante prima stagione. Gli episodi volano via alternando l’approfondimento psicologico dei personaggi alle scene di indagine e processuali.

Jessica Biel dimostra inaspettate doti recitative, e riesce a tratteggiare molto bene una donna lacerata, che ricorda la Camille Preaker di Amy Adams in Sharp Objects. Anche Bill Pullman è abile nel dare vita ad un personaggio complicato, che vuole salvare Cora per salvare in realtà se stesso e giungere ad una liberatoria catarsi finale. Pullman con la Biel danno vita a due protagonisti disperatamente connessi dalla loro infelicità e dall’essere persone sbagliate nel posto sbagliato. Buona anche la prova dei personaggi secondari, marito e mamma matta in primis.

Consigliamo The Sinner perché è un thriller affascinante che vi terrà inchiodati allo schermo e che è stato in grado di ridare linfa vitale ad un genere talmente abusato da avere perso originalità. La seconda stagione è già disponibile e vediamo la Biel passare dal ruolo di attrice a quello di produttrice esecutiva. La storia cambia, ma abbiamo sempre per protagonista il detective Ambrose. Buon mistero a tutti.

VOTO: 7 


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