Shirkers

Il primo Outsider del 2019 è un film che ha trionfato nella categoria migliore documentario all’ultimo Sundance e che è comparso magicamente su Netflix come un regalo inaspettato, visto che le speranze di poterlo vedere in Italia erano poche.

Parliamo di Shirkers di Sandi Tan, film che racconta in prima persona la storia dell’autrice, una creativa e talentuosa adolescente nella Singapore degli anni ’90 che passava il tempo libero a divorare film insieme alla sua amica Sophie Siddique. A 14 anni Sandi inizia a scrivere per la rivista di cultura BigO e a 18 anni diventa critica cinematografica per lo Straits Times, il più grande quotidiano nazionale di Singapore. Durante questo periodo frequenta un corso serale di produzione cinematografica tenuto da un americano enigmatico e indecifrabile di nome Georges Cardona, che sarebbe diventato il suo mentore.

Nel 1992, Sandi e Sophie, alle quali si aggiungono Jasmine Ng e altri amici sotto la direzione dello stesso Cardona, hanno dato vita al primo film indipendente di Singapore, intitolato appunto Shirkers, un road movie rivoluzionario per il luogo e il tempo in cui è stato concepito. Sandi ha scritto la sceneggiatura e ha interpretato il ruolo principale, Cardona è alla regia. Finite le riprese, Cardona doveva occuparsi del montaggio ma di lui non se ne saprà più nulla e scompare insieme alla pellicola. Nessuno vedrà mail film ultimato. Più di vent’anni dopo la scomparsa di Cardona, le bobine vengono recuperate a New Orleans dopo aver fatto il giro del mondo insieme al regista, che se le è portate sempre dietro in tutti i vari spostamenti fatti negli anni. Chili e chili di filmati come bagaglio. Il sonoro è andato perso, ma Shirkers rivede la luce. Sandi, ora scrittrice a Los Angeles, attraversa due continenti, ritorna nel suo paese d’origine e si tuffa nel passato, ripercorrendo la storia della sua vita e del suo film. Così tra 16mm, digitale, Hi8, Super8, diapositive, animazioni, disegni e lettere scritte a mano, ci racconta la sua folle storia.

Shirkers è un collage di scene originali del film ritrovato e di interviste con il cast e la troupe: passato e presente si fondono, uniti dall’ottima regia della Tan. Il risultato è un affascinante inno all’amore per l’arte e all’amicizia al femminile. La storia di un film andato perduto diventa la storia di un gruppo di giovani donne che inseguono un sogno e fanno breccia in una Singapore ancora soffocata dai divieti imposti dal governo. Il documentario e il cinema per Sandi e le sue compagne diventano una terapia che permette alle protagoniste di elaborare questa sorta di lutto che le ha accompagnate per molti anni. Shirkers è un coming of age profondo, avvolto in un caleidoscopio surreale di tinte pastello. Non sapremo mai perchè Cardona ha fatto quello che ha fatto e rimane sospeso un enorme what if: che cosa sarebbe successo se il film non fosse scomparso? Ma in fondo poco importa, perchè Shirkers vive.

Shirkers, 2018, Sandi Tan


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