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Facciamo ordine con Marie Kondo nel C.A.S. per ric...

Facciamo ordine con Marie Kondo nel C.A.S. per richiedenti asilo

Marie Kondo aiuta un gruppo di richiedenti asilo a voltare pagina e a ritrovare la serenità riordinando il C.A.S. di cui sono ospiti.

Nel C.A.S. di prima accoglienza di Pizzighettone c’è molto disordine. I richiedenti asilo provenienti da Ghana, Mali, Afghanistan, Bangladesh, Togo, Nigeria e Camerun dormono in camere da 5. Queste hanno un diametro di circa 30 metri quadrati, fatto che rende complesso muoversi e pulire. I ragazzi, inoltre, hanno a disposizione solo quattro armadi a stanza, condizione che li costringe a condividere i vestiti o a metterli in delle borse affianco ai letti.  Mohammed, Touré, Mamadi, Jamal, Soumahoro, Ibrahim, Amadou e Abdul sono quindi molto stressati e tristi.

“Il disordine nella stanza è per me fonte di stress e amarezza”, dice Mamadi.

“Quando torno nel C.A.S. e non trovo più i miei vestiti perché Jamal li ha buttati nella spazzatura sento molta tristezza”, conferma Abdul.

“Sì”, dice Mohammed.

“Ibrahim si porta da mangiare in camera e mette le pentole piene di cipolle e sugo sotto il letto. Quando lo fa per più di tre sere di fila la stanza comincia ad avere l’odore di un porcile e allora io lo picchio”, aggiunge Amadou.

“Un altro problema che abbiamo è che Soumahoro ha la malaria. Non è contagiosa, però a volte lui vomita in piena notte. Sta facendo le cure ma se non gli rinnovano il permesso di soggiorno provvisorio non può andare dal medico di base e quindi sta molto male”, dice Touré.

“Una situazione difficile e il nostro umore ne risente”, parla per tutti proprio Soumahoro.

Arriva Marie Kondo: “Oggi vi aiuterò a superare questo momento difficile e a ritrovare la serenità mettendo ordine nel vostro centro di accoglienza.”

“Grazie Marie, siamo contenti che sei qui!”, dice Jamal.

Marie Kondo: “Per cominciare, bisogna ringraziare la propria casa. La casa ci protegge sempre e le dobbiamo far sentire che le vogliamo bene attraverso l’ordine.”

“è vero hai ragione Marie”, fa Mohammed.

Marie Kondo: “Bisogna rendere giustizia alla casa. La mia filosofia è: ‘voglio apprezzare quello che ho invece di volere più cose’. L’obiettivo è mettere ordine nella vostra casa così da raggiungere la serenità nella vostra vita. Con questa prospettiva nei nostri cuori, iniziamo”.

“Si Marie grazie”, dice Touré.

Marie Kondo: “voglio cominciare facendovi sedere in cerchio con gli occhi chiusi. Concentratevi per un minuto, pensando a quanto volete bene alla vostra casa, e poi dite insieme: “Grazie casa!”

“Grazie casa!”, fanno in coro i richiedenti asilo dopo un minuto di concentrazione a occhi chiusi.

Marie Kondo si rivolge ora alla telecamera: “I richiedenti asilo del C.A.S. di Pizzighettone sono una famiglia amorevole e affettuosa, me ne sono accorta dal primo momento che sono entrata. Sento che questo C.A.S. sarà incantevole. E’ già incantevole, certo, ma lo sarà ancora di più”.

 Dopo il ringraziamento alla casa, Marie Kondo: “Ora voglio che prendete tutti i vostri vestiti e che li mettete sul letto.”

“Tutti??” chiede Touré.

Marie Kondo: “Tutti!”

I richiedenti asilo tirano fuori i vestiti dagli armadi e dalle borse. Poi li posano sul letto.

Marie Kondo: “Adesso voglio che scegliate quali vestiti tenere e quali gettare via.”

“Gettare via??”, chiede preoccupato Soumahoro.

Marie Kondo: “Sì.  Solo quando ci rendiamo conto di quante cose abbiamo capiamo cosa veramente vogliamo”.

“Ok Marie”, dicono i ragazzi.

“Dovete prendere in mano un capo vestiario alla volta, chiudere gli occhi, pensare a quanto significa per voi e poi  decidere. Quando sentite quella sensazione particolare, quando sentite “CHING!”, allora significa che dovete tenere quel vestito che avete in mano”.

“CHING??”, chiede Ibrahim.

Marie Kondo: “Sì, CHING. Conoscete la sensazione della Gioia? E’ quella sensazione calda e positiva, come avere un cucciolo tra le mani o avere dei vestiti nuovi. Forse alcuni di voi potrebbero non sapere ancora qual è la sensazione della Gioia, ma appena la sentirete pensando al vostro vestito, la riconoscerete. Quello è il momento in cui sentite CHING.”

“Ok”, dicono i ragazzi e cominciano a fare la selezione.

Abdul è un pochino preoccupato perché possiede solo 4 magliette e due paia di pantaloni.

Marie Kondo, in suo soccorso: “Non preoccupatevi troppo dei vestiti. La sensibilità verso la gioia aumenterà sempre di più durante il riordino”.

La selezione dei vestiti da parte dei richiedenti asilo dura meno di 5 minuti perché possiedono tutti pochissimi vestiti. Dopo la selezione ne posseggono ancora meno.

Marie Kondo: “Ora che avete scelto, dovete ringraziare il vestito di cui vi libererete per quello che ha fatto per voi.”

Mamadi dà l’esempio, ringraziando una maglietta tarocca del Paris Saint Germain: “Grazie!”

I richiedenti asilo sono già più sereni. “E’ divertente” dice Mohammed.  “Mi sento meglio”, afferma Jamal. “Grazie Marie, non avevo mai pensato a questo approccio”, chiosa Amadou.

Marie Kondo: “Bene! Ora è il momento di piegare i vestiti che avete deciso di tenere. Li piegate fino a trasformarli in dei minuscoli rettangoli.”

I ragazzi si mettono al lavoro.

“Piegare i tuoi vestiti”, continua Marie Kondo, “non è solo un modo di renderli piccoli, è anche un modo di salutarli e ringraziarli”.

Il buon umore comincia a serpeggiare nel C.A.S. “Sono elettrizzato”, dice Soumahoro. “Grazie Marie per essere da noi”, aggiunge Abdul.

Dopo una pausa, Marie Kondo dice: “Ora è arrivato il momento di fare ordine tra gli oggetti che non sono vestiti. La mia filosofia prevede di compartimentare i cassetti per tipi di oggetti. Ma siccome ci saranno sempre delle cose che avanzano che non sapete in quale cassetto mettere, userete un nuovo cassetto per gli ‘Oggetti Miscellanea’.”

“I miei oggetti sono il tappeto per pregare, un orologio rotto, le sigarette, un libro di italiano”, dice Mohammed.

“I miei oggetti sono dei braccialetti, un paio di occhiali da sole, una piccola radio e delle scatole di Seropram e Zoloft prescritte dallo psichiatra contro la depressione” dice Touré.

“Io ho un bastoncino di liquerizia, un dizionario francese-italiano, un anello di mia madre e i farmaci per curarmi dalla malaria”, dice Soumahoro.

“Io ho un posacenere, un sacchetto di marijuana, un quaderno, una penna, gli occhiali da vista e delle scatole di Benzodiazepine contro il disturbo post-traumatico.” Dice Amadou.

I ragazzi si mettono al lavoro cercando di compartimentare i cassetti degli armadi ma si rendono conto che non è possibile perché gli armadi del C.A.S. hanno un solo cassetto. Decidono allora di scrivere “oggetti miscellanea” sopra i singoli cassetti e metterci dentro tutte le loro cose.

Marie Kondo: “Bravissimi! Dopo il vostro lavoro la stanza è quasi irriconoscibile! E’ deliziosa!”

I richiedenti asilo sono felici della riorganizzazione della loro camera.

“Devo dire che è stato molto interessante”, dice Abdul.

“Wow”, fa Touré

”Fantastico”, aggiunge Mamadi.

“E’ tutto così bello”, ammette Mohammed.

“Sono emozionato”, dice Jamal.

Nel C.A.S. di Pizzighettone è tornata la serenità.

“E’ adorabile” dice Amadou.

“Pulire è sexy” riflette Abdul.

“Ora mi sento a mio agio” dice Soumahoro.

“Perfetto!”, esclama Ibrahim.

“bellissimo”, rincara la dose Touré.

“Marie mi ha cambiato la vita”, dice Mamadi,

“C’è un senso di serenità ora” racconta Jamal.

“Riordinare fa riavvicinare le persone”, ammette infine Mohammed.


  1. Lea

    16 Gennaio

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