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Animali Fantastici: c’è qualcosa di sbagliato ne “I Crimini di Grindelwald”

I fan di Harry Potter e compagnia bella (ovvero tutti i rowlinghiani) sono davvero entusiasti! Dopo un’attesa di 2 anni è finalmente uscito il secondo capitolo della nuova saga Animali Fantastici (…yeeeeee) e la Warner sta già respirando l’aria dei bei soldoni concentrandosi su una promozione da capogiro. Se avete messo mi piace alle varie pagine FB e Instagram sul film la vostra bacheca sarà un continuo di immagini e video promo: e gli attori in posa e i cosplayer e i Lego e gli artwork dei fan e il nuovo hashtag dedicato… Ecchepalle!

Insomma tra questa promozione violenta e le opinioni di quelli che hanno visto il film lodandolo e commentandolo con incredibile entusiasmo uno si aspetterebbe una cosa stupenda! Almeno un voto 10 bello pieno.

E invece no. Ma magari sono solo la solita detrattrice.

Seguo e amo i lavori della Rowling da quando avevo 10 anni e anche io  (un po’ piegata da tutta questa aspettativa) sono andata a vedere il film il primo giorno dell’uscita in sala, immaginando che sarebbe stato migliore rispetto al primo della serie (ne ho parlato QUI). Ma no. Anzi l’ho trovato abbastanza debole. Ergo, non fatevi ingannare da tutto l’entusiasmo che ci gira intorno e andate a guardarlo razionalmente.

A parte la presenza in sala delle super fan, che prese dal l’entusiasmo creano tutta una confusione strillante (di quelle che impedisce di apprezzare davvero  il film e per la quale le prenderesti per le spalle scuotendole violentemente) ci sono anche diversi altri problemi, non dovuti alla mia insofferenza verso i giovini isterici.

Non voglio spoilerare, MA. Ho già parlato dell’autocompiacimento della Rowling (forse in questi film incoraggiato dal regista David Yates) e posso solo sottolineare in grassetto questa osservazione. Il film è autocompiacimento puro, addirittura superiore a quello già evidenziato in maniera spesso stucchevole nel primo film della serie. Modestia e credibilità sono assenti anche nelle scelte narrative. La “rivelazione” finale è incredibilmente improbabile e macchinosa, di quelle che fanno alzare un sopracciglio facendogli raggiungere i capelli. Peraltro, se sei abituato alle “trovate della Rowling” a livello di trama tutto suonerà già visto (Harry Potter, lo si voglia o no, ha lasciato un segno non ignorabile). Personaggi buoni/cattivi che cambiano opinione, confusione delle parentele, desideri privi di ragionevolezza e così via. Ci si aggiunge la solita umanità e la morale tipica della scrittrice britannica: contro razzismo, pregiudizi, emarginazione ecc. ecc. (anche se qui c’è anche quel populismo che in HP era sempre un po’ dato per scontato e mai veramente approfondito).

Il tutto, ovvio,  ammorbidito dalla presenza delle creature fantastiche e buffe del titolo (e francamente adorabili) che inducono i fan più giovani ad emettere urletti isterici di gioia.

I Crimini di Grindelwald è un filmetto simpatico ma privo di originalità. E’ spettacolare, sorprende a più riprese per effetti speciali che lasciano a bocca aperta, ma fatica ad andare oltre la magia dell’impatto visivo. La Rowling ormai pare un libro aperto e sembra follemente innamorata di se stessa, del suo mondo e dei suoi fan (e per questo si trova sempre più spesso ad assecondare le idee storte che il fandom nutre sui suoi personaggi e sulla sua storia).

E niente, godetevi il film, ma senza urlare.


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