Overlord

Ormai qualunque cosa venga prodotta da J.J. Abrams e la sua Bad Robot sembra debba avere a che fare con Cloverfield e il suo universo di mostri, alieni e robe strane (e spesso noiose). Di Overlord si è parlato per mesi come possibile prequel della saga iniziata nel 2008 col filmone di Matt Reeves, ma poi sono arrivate smentite e l’internet si è dovuto rassegnare ad un film separato, chiudendo decine e decine di thread su vari forum per nerd.

Overlord è un film di guerra e mostri, di nazi e americani che si scontrano e muoiono male, di scienziati pazzi che fanno esperimenti, di siparietti comici e sangue, tanto sangue. Quello di Julius Avery (barbuto giovane regista già ingaggiato dalla Fox per girare il nuovo Flash Gordon), diciamolo subito, non è un film da prendere troppo sul serio, perchè è un film che per primo evita di darsi delle arie e di passare per ciò che non è. Overlord è una grossa baracconata, è un film da coca e pop corn, da vedere rigorosamente su grande schermo. Ed è dannatamente divertente.

Siamo agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale e un gruppo di soldati americani viene paracadutato nel nord della Francia. Missione: distruggere un’antenna radio situata in un minuscolo villaggio di campagna, per far sì che i tedeschi non possano controllare coi radar l’arrivo degli alleati in quello che sarà lo sbarco in Normandia. Per i soldiers va tutto malone: l’aereo sul quale viaggiano viene abbattuto e solo in pochi riescono a salvarsi e a mettersi in cammino per portare a termine la missione. Missione che assumerà i tratti di impresa quasi impossibile quando i soldati scopriranno che la stazione radio è situata dentro una chiesa/fortino piena di nazi, tra i quali vi è un folle scienziato che sta cercando di mettere a punto il siero dell’immortalità, usando gli abitanti del villaggio come cavie (con risultati mostruosamente pericolosi). Ma il blitz, con l’aiuto di una bella e agguerrita francesina locale, si farà. Feuer frei!

Io non so quali siano i vostri gusti personali, ma se in un film mi metti nazisti, mostri e scienziati pazzi hai già i miei soldi in mano. Overlord ricalca in parte le orme percorse dallo scult olandese Frankenstein’s Army e a ben vedere se si fosse chiamato Wolfenstein: The Movie nessuno si sarebbe sorpreso: d’altra parte i punti di forza del film di Avery sono gli stessi di quello di Raaphorst e dello storico videogame, ovvero lunghe scorribande in sotterranei/corridoi/cunicoli strettissimi dai quali da un momento all’altro può saltare  fuori una minaccia (che sia un nazi con un mitra o un mostro-zombi poco importa). Purtroppo il film di Avery dà più spazio alle parti da war movie che a quelle horror e non è che sia proprio un bene, perchè spesso e volentieri sembra di assistere ad una parodia Asylum di Inglorious Basterds (anche se l’intro del film è di un impatto spettacolare).

Se la sospensione dell’incredulità è scontata per quanto riguarda la parte fantastica, dovrebbe esserla un po’ meno quando ci si trova di fronte a ricostruzioni di avvenimenti storici: in Overlord la credulità va a farsi benedire quasi immediatamente, con gli americani che arrivano nel villaggio occupato e non fanno altro che urlare e urlarsi contro, facendo un casino della madonna e riuscendo miracolosamente a non farsi sentire dai nazi. Ma vabbè, siamo qui per i mostri no?

Sì, siamo qui per vedere un horror e Overlord quando decide di lasciare in secondo piano il tentativo goffo di dare una profondità ai suoi personaggi (il protagonista black buono, il Capitan America de noantri cazzuto, QUELLO SIMPATICO, l’ebreo, il bambino ecc ecc) per dedicarsi a caos e distruzione è una gran figata. Non ci saranno mostri enormi e sorprendenti, non ci sarà il tocco di genio che si fa ricordare negli anni e non ci saranno grossi colpi di scena, ma bastano i combattimenti, gli inseguimenti e le esplosioni per farci divertire (c’è anche Mathilde Ollivier che imbraccia un lanciafiamme ad un certo punto, cosa volete di più?). I mostri, nati dagli esperimenti del dott. Wafner (che assomiglia in maniera imbarazzante a Giulio Tremonti), sono dei proto-zombi viscidi e spietati, che regalano emozioni più quando si snodano spaccandosi ossa e vertebre che quando entrano in azione.

Julius Avery se ne frega della tanto ricercata “atmosfera” e si dedica solo ed esclusivamente a fare del gran macello, trasformando così Overlord in un fumetto splatter che può raccogliere le simpatie di un pubblico piuttosto eterogeneo. Intrattenimento con la I maiuscola e schizzi di sangue qua e là. Promosso.

VOTO: 6,5


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