Apostolo

Apostolo è un film molto più importante di quello che pensate. “Perché mai?” direte voi. In effetti a vedere il brutto poster che sembra uscito dalla Sagra del Peperoncino Rebelde del Forte di Roma verrebbe da ignorarlo bellamente e guardare, che se io, Maniac, Hold the Dark o DiMartedì. Invece no! Apostolo è un film importantissimo che qui, nella redazione inesistente degli Sbandati, aspettavamo con ansia. Apostolo è infatti è il nuovo film scritto e diretto da Gareth Evans.

Prima che scriviate il suo nome su Google per scoprire chi è, lasciate che vi spieghi un paio di cose. Quali sono i film più belli degli anni 2010? Manca ancora un anno prima della fine del decennio ma possiamo accordarci su alcuni nomi di massima: Spring Breakers, The Act of Killing, Amour, Drive.. e The Raid 1 e 2 di Gareth Evans! Il regista britannico è infatti la mente dietro i due più grandi film di sempre del cosiddetto “cinema di menare” di 400calcistica memoria.  Con i due capitoli di The Raid Evans ha rivoluzionato il cinema di arti marziali orientale, sporcandolo, allontanandolo dai balletti de La Tigre e Il Dragone e The Grandmaster e avvicinandolo a Tarantino, alla violenza vera di una rissa. Insomma, Gareth Evans è questa roba qua:

Ecco, Apostolo è il film Netflix girato da Gareth Evans. Insomma, per una volta siamo di fronte ad hype non mal riposto. Gareth Evans si confermerà come “autore” di cinema che spacca i culi? Come se la sarà cavata lontano dall’Indonesia? Sarà in grado di gestire bene un mystery/horror in costume? Ci saranno un po’ di calci in bocca??

La trama. Siamo agli inizi del 900. Dopo aver saputo che sua sorella Jennifer (Rhys) è stata rapita da una setta religiosa e trasportata sull’isolotto gallese di Eridsen, il bel tenebroso Thomas Richardson (Dan Stevens) s’imbarca per andare a salvarla. Giunto sull’isola si trova di fronte a una comunità di fanatici, a metà tra i Puritani e Daesh, che celebrano il culto di una signora. Il capo del villaggio è il Profeta Malcolm (Sheen), che manda avanti la baracca a colpi di riti e torture. Forte del suo sguardo penetrante, Thomas si metterà alla ricerca della sorella, scoprendo un po’ di cose horror e bleah.

bel tenebroso

Apostolo è una ciofeca. Fa male dirlo ma è meglio dirlo subito. Se Jeremy Saulnier con Hold the Dark era riuscito misteriosamente a evitare il kiss of death di Netflix  (trattasi della capacità della piattaforma streaming di far fare brutti film a bravi registi), Gareth Evans invece toppa in pieno o quasi.

Film decisamente spaccato in due, Apostolo soffre particolarmente nella prima parte, in cui il regista deve sobbarcarsi l’arduo compito di creare un’atmosfera minacciosa e (cosa ancora più difficile) far muovere l’imbronciato protagonista in giro per il villaggio. Ecco, quando il film deve organizzare non dico una sceneggiatura, ma quantomeno un intreccio, un motivo per cui Thomas si muove dal punto A al punto B, in quei momenti è possibile avvertire chiaramente il cigolio degli ingranaggi del cervello di Gareth Evans, che è sicuramente un grande metteur en scene, ma la penna la tiene in mano come uno scimpanzé. Personaggi completamente mancanti di scrittura e attori pessimi (Michael Sheen a parte) completano la noiosa prima parte dell’opera, che rimane in una mediocre zona grigia tra The Wicker Man, The Village e The Witch.

Bel tenebroso tagliuzzato da Michael Sheen

Passati  60 minuti, Apostolo vira di colpo verso l’horror paranormale e sanguinolento, riuscendo a risollevarsi parzialmente. Pur rimanendo critiche le condizioni della mano con cui Evans scrive la sceneggiatura, il regista imbrocca un paio di sequenze horror riuscite ( SPOILER: la casa da Labirinto del Fauno della Signora/Santa/Strega/Suora), mostrando qua e là il suo talento per le sequenze monumentali con grandi movimenti di macchina. Il film parrebbe quasi riuscire a trascinarsi fino alla sufficienza ma la serie di ridicoli colpi di scena (compreso l’imbarazzante fotogramma finale) e la più totale assenza di un calcio in bocca fanno inabissare tutto.

Insomma, fail. Apostolo è una sonora delusione. Gareth Evans ha probabilmente messo via il cash per fare qualcosa che prevede calci in bocca e martellate in faccia e noi siamo contenti, ma il contenitore dell’indifferenziata digitale Netflix ha fatto un altro scalpo.

VOTO: 4.5


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