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Three Identical Strangers

Three Identical Strangers

Come vi sentireste se scopriste all’improvviso di avere un fratello gemello del quale ignoravate l’esistenza? E se quei fratelli fossero addirittura due? L’Outsider di questa settimana è un documentario che ha vinto l’U.S. Documentary Special Jury Award for Storytelling al Sundance di quest’anno e racconta una storia pazzesca.

Three Identical Strangerstre estranei identici (appunto) come Eddy, Bobby e David, tre ragazzi diciannovenni americani che nel 1980 per puro caso hanno scoperto l’esistenza l’uno dell’altro. Una storia che nasce come la trama di una commedia eightees, ma che si trasforma presto in qualcosa di molto distante da una fiaba a lieto fine.

Tim Wardle (già autore di un doc piuttosto disturbante come One Killer Punch), avvalendosi della testimonianza diretta dei protagonisti, ripercorre le tappe di una vicenda che fa letteralmente cadere la mandibola al suolo. E’ un peccato svelarvi troppo di questa storia, anche se quella dei tre gemelli (conosciuti come i Triplets) è molto nota al pubblico statunitense, che negli anni ’80 trasformò Eddy, Bobby e David in dei personaggi pop, tanto da far loro guadagnare milioni di dollari. Sì, perchè i ragazzi, sbattuti su tutte le copertine e invitati in ogni salotto televisivo (fecero addirittura una comparsata in Cercasi Susan Disperatamente con Madonna), diventarono ricchi e vissero qualche anno a New York da veri party harders: alcol, droga, sesso, festini e presenza fissa allo Studio 54.

Quella a sx è Madonna.

I ragazzi aprirono un ristorante (chiamato The Triplets, obviously), vivendo alla grande. Ma assieme al cash e alla bella vita arrivarono anche risposte sul loro passato. Risposte non facili da buttare giù. Perchè furono separati alla nascita? Perchè furono assegnati a tre famiglie di tre strati sociali diversi? Perchè i genitori adottivi furono tenuti all’oscuro della presenza degli altri gemelli? Perchè da piccoli venivano monitorati costantemente da degli psicologi? E qui si apre un capitolo differente e tragico che vi invitiamo a scoprire con la visione del film.

Three Identical Strangers non è solo la ricostruzione di una vicenda assurda, è un film che alza questioni delicate e spaventose sulle influenze esterne (spesso inconsapevoli) che riceviamo durante la nostra vita e sull’effettivo valore del libero arbitrio di ogni individuo. Ma il film di Wardle si sofferma anche su scienza ed etica, sulla malattia mentale e sul male di vivere, affiancando così all’indagine sul passato dei ragazzi un ritratto toccante ed intimo della loro vita famigliare. Se vi piacciono i documentari shock (e se ci seguite da un po’ sapete quanto li amiamo – esempi qui e qui, ma anche qui) non perdetevi per nulla al mondo Three Identical Strangers, uno dei lavori più belli dell’anno.

Three Identical Strangers, 2018, Tim Wardle


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