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Orange Is the New Black – Stagione 6

Orange Is the New Black – Stagione 6

[SPOILER ALERT: potrebbe contenere spoiler dalla stagione 6 di OITNB]

Boh, bel casino! Si potrebbe riassumere così la nuova stagione di Orange Is the New Black (uscita il 27 luglio su Netflix), che arriva dopo una stagione assolutamente vincente come la quinta (leggi QUI), la quale aveva detto addio al vago puzzo di stantio che iniziava ad aleggiare su Piper & co.

Dopo la rivolta le ragazze sono state trasferite tutte nel carcere di massima sicurezza di Litchfield e hanno iniziato ad interagire con nuove soavi figure (imparerete a conoscerle e ad odiarle: parliamo ad esempio di dolci fanciulle come Badison e Daddy o delle due sorelle protagoniste di una nuova faida).

Se la quinta stagione riusciva a compattare bene la varietà dei personaggi delle inmates, questa fa davvero tutt’altro, presentandosi in modo piuttosto confuso e senza dare una direzione molto chiara alla storia. Difficile riuscire a fare ordine, ma proviamoci.

C’è Cindy divisa tra passato e presente: lei e Suzanne hanno assistito all’insabbiamento dell’omicidio di Piscatella da parte delle stesse guardie (che in questo caso sono infami davvero), ma non ne hanno fatto parola con gli investigatori e sembrano aver seppellito la cosa in un remoto angolo della loro coscienza, lasciando la colpa alle loro (ex?) amiche. Ma come biasimarle visto che queste disgraziatissime donne sembra non possano ottenere mai giustizia?

C’è Pennsatucky, che prima si dà alla fuga (spazio comico non proprio riuscitissimo) e poi ritorna; Daja che diventa una fattona lesbo; la povera Maria ripudiata dalle sue ex compagne di cricca; Red (capro espiatorio di turno) che inizia ad odiare Frieda e quest’ultima che si trova in mezzo alla rivalità tra due sorelle che vogliono entrambe farla fuori (finendo poi per ammazzarsi a vicenda mentre lei dal blocco neutrale se la “gode”, trollandole metaforicamente alla grande).

Abbiamo poi Taystee – ufficialmente accusata di omicidio – forse l’unica ragazza protagonista di una vicenda drammatica della quale non vediamo l’ora di scoprire la fine (anche considerando che dalla sua parte c’è Caputo, personaggio che alza sempre il livello di una tacca e al quale in questa stagione sono dedicati dei bei momenti off, come quello del karaoke). Che dire poi della reclusione della sopraccigliona nel nuovo carcere ad hoc per immigrati? Inevitabile riferimento al trumpismo?

Piper invece è non pervenuta. La ex super-protagonista interpretata da Taylor Schilling si sta piano piano defilando, arrivando in questa nuova stagione ad essere addirittura ininfluente (così come la sua compagna Alex). Peccato, ma questo è forse l’emblema del grosso problema di scrittura che la serie sta attraversando. Sembra che gli sceneggiatori non riescano più a seguire una linea precisa ed equilibrata, puntando ad un minestrone disomogeneo e spesso noioso, che risulta ancora più difficile da digerire considerando quanto è stata curata la quinta stagione.

Ma che fine hanno fatto Norma, Watson, Boo e compagnia bella? Nessuno lo sa. Di sicuro lo scopriremo prossimamente.

L’impressione è che Orange dopo 6 stagioni abbia perso lo smalto di un tempo, diventando lentamente la copia sbiadita di sè stessa. Resta l’affetto per i personaggi, restano alcuni dei meriti storici  (il finale di stagione è super e pieno di pathos) e resta una serie che potenzialmente potrebbe dare ancora tantissimo (il solo subplot legato a Taystee offre mille spunti). Ma l’energia e la carica irriverente di un tempo non ci sono più e forse sarebbe meglio arrivare in fretta ad una conclusione, magari già dalla prossima stagione. Per non rovinare una delle più belle avventure di questi ultimi dieci anni.

VOTO: 6-


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