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A Concorto trionfa l’animazione tedesca “SOG”. Lo Sbandato d’Oro è “GROS CHAGRIN”

And the winner is SOG.

Il tedesco Jonatan Schwenk si porta a casa l’Asino d’Oro 2018 e alla fine può anche essere giusto così. L’animazione coi pesci urlanti ha un bel messaggio, è realizzata splendidamente ed è un film che mette davvero d’accordo tutti. Vorrei però riavvolgere un attimo il nastro della serata di sabato prima del consueto listone con tutti i vincitori ufficiali (e soprattutto prima di annunciare i nostri personali premi).

Il Gran Galà finale di Concorto si è tenuto indoor, perchè Piacenza ha pensato bene di regalarci una bella giornata di ottobre, dopo una settimana libica. Nemmeno il tempo di bere una birretta per entrare nel clima della serata che subito un simpatico signore inciampa all’ingresso crollando su una lampada e distruggendola in mille pezzi. Può forse essere questa una metafora? No. Però tutto fa brodo e lentamente la sala si riempie di pubblico, sfiorando il sold out. Dopo la proiezione di alcune opere realizzate dai registi presenti in giuria (Giovanni Aloi, Simone Rovellini e il greco Christos Massalas) si parte con le premiazioni. Ladies and gentleman ecc. ecc.

La Giuria annuncia il vincitore assieme ai potenti di Concorto. Da sx: Carolfi, Romax, il Bardo, la Praolini, Simone Rovellini, Christos Massalas, Eibh Collins, Giulio Sangiorgio, Giovanni Aloi

ASINO D’ORO: Sog di Jonatan Schwenk, Germania, Animazione
Per la capacità di costruire un mondo originale tramite l’animazione e proporre un’allegoria efficace del conflitto tra i meccanismi della Storia e il volere individuale.

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA: Prends mon poing (Fist) di Sarah Al Atassi, Francia, Fiction
Per la voce nuova e forte di una regia che sa veicolare potenti performance attoriali al fine di indagare e fare parodia di una virilità tossica e primitiva.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA: Matria di Alvaro Gago, Spagna, Fiction
Un film semplice e forte illuminato e guidato da una performance fatta di emozioni ed espressioni contenute, in grado di esprimere però con estrema chiarezza i moventi del personaggio.

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA: All These Creatures di Charles Williams, Australia, Fiction
Per la composita sinfonia di immagini e suoni che sprigiona dal tema centrale, quello della separazione.

PREMIO L’ONDA – GIURIA GIOVANI: Min börda (The Burden) di Niki Lindroth von Bahr, Svezia, Animazione
Per il sorprendente mix di stop motion e musical che crea un raffinato immaginario e offre una profonda riflessione circa le condizioni esistenziali del presente.

MENZIONE SPECIALE GIURIA GIOVANI: O Orfao (The Orphan) di Carolina Markowicz, Brasile, Fiction
Menzione speciale a Kauan Alvarenga, protagonista del cortometraggio per la magistrale prova di recitazione che arricchisce e sostiene l’intera struttura di un film coinvolgente ed estremamente sincero.

PREMIO DEL PUBBLICO: Kapitalistis di Pablo Munoz Gomez, Belgio, Fiction

Jonatan Schwenk, vincitore dell’Asino d’Oro 2018 per “Sog”

Applausi, ringraziamenti, emozione per essere arrivati alla fine e poi tutti a sbevazzare nella hall all’ingresso con spumante e vini frizzantini.

Ora però parliamo del premio più importante di tutti, ovvero quello assegnato da noi Sbandati. Quest’anno oltre al classico Sbandato d’Oro assegneremo anche lo Sbandatino di ceramica (menzione speciale) e lo Sbandatiello di marzapane (menzione speciale, ma meno speciale). Rullo di tamburi.

SBANDATO D’ORO: Gros Chagrin (You will be fine) di Céline Devaux, Francia, Fiction
Un film che usando un linguaggio originale riesce a raccontare con grande incisività la fine di una storia d’amore in maniera dolce e straziante allo stesso tempo (in realtà lo abbiamo premiato perchè siamo degli hipster).

SBANDATINO DI CERAMICA: Xamca (The Hamsa) di Gadzhimurad Efendiev, Russia, Fiction
Il mattone russo che non è piaciuto quasi a nessuno a noi ha fatto impazzire. Viva Sokurov, viva i silenzi, viva la tristezza, viva le lande desolate e viva la Russia.

SBANDATIELLO DI MARZAPANE: Min börda (The Burden) di Niki Lindroth von Bahr, Svezia, Animazione
I pupazzetti canterini disperati sono tra le cose più belle viste negli ultimi anni. La cantilena finale ce la porteremo dentro per sempre.

Questo è quanto. Mi spiace lasciare fuori film bellissimi come Ugly di Diakur e gli stessi Sog e Fist già premiati dalla Giuria seria, ma quest’anno la qualità altissima dei film in concorso ha reso davvero difficile la scelta.

Concorto è finito come meglio non poteva finire, ovvero tra musica tamarra passata da un Giovanni Aloi improvvisatosi dj, nachos al formaggio, balli, abbracci e tanto, tanto alcol. Ma questo succedeva nell’after party, ormai lontani dal clima istituzionale della premiazione. Chiudo in fretta questo pezzo per evitare di diventare troppo emo parlando del Festival.

Torneremo l’anno prossimo. E sarà splendido come sempre.


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