Concorto Film Festival 2018 – day 6

Concorto Film Festival si avvicina al gran finale ed inizia a calare gli assi. La giornata di giovedì, sesto giorno di proiezioni, è stata la più ricca (con ben 10 film) e questa sera, per l’ultimo appuntamento a Parco Raggio, si prevedono fuochi d’artificio. Vi consigliamo di non mancare, nonostante il meteo non ci sia molto amico. In caso di pioggia comunque, tutti gli spettacoli verranno spostati al mitico e kitschissimo cinema OMI di Pontenure. Ma siamo sicuri che Allah sarà clemente con noi e ci risparmierà il temporale (almeno per stasera).

Ad ogni modo, la prima grande notizia del mio personale giovedì concortiano è che non ho pranzato all’Auchan ma in un vero ristorante con del vero cibo cucinato da persone vere. Credo replicherò anche oggi, anche se mi stavo abituando al sapore della plastica. Tornando a concentrarci sul programma del fest, a Palazzo Ghizzoni Nasalli ieri è stato il turno di Wabi Sabi, focus sul cinema giapponese dopo il quale si è addirittura scatenato un dibattito/polemica tra due illuminati spettatori. Ah, il caldo. Ma parliamo della serata a Parco Raggio, una serata piena di ospiti e di film interessanti.

“Damiana”, Andrés Pulido

Concorso. Il greco Hector Malot: the last day of the year (voto: 7,5) ha trionfato alla Semaine de la Critique dell’ultimo Festival di Cannes e non si fa molta fatica a capirne il motivo. La regista Jacqueline Lentzou ci mostra il 31 dicembre di una ragazza sola e malinconica, alla ricerca disperata di calore e di affetto. Non troverà nulla di ciò che va cercando e non le resterà che trovare un po’ di conforto nel suo bellissimo cane. Un film sulla solitudine ma, in qualche modo, anche su un’umanità fredda e di plastica che non riesce più ad andare oltre i comportamenti stereotipati. Sofia Kokkali, l’attrice protagonista, è bravissima. Arrivano i nostri e arriva Pippo Mezzapesa, che con il suo La giornata (5,5) ci parla di caporalato. Il film è un omaggio alla memoria di Paola Clemente, morta di fatica nei campi pugliesi nel 2015 mentre stava lavorando per 2 euro l’ora. Un film apparentemente inattaccabile, ma che si avvicina di più ad una pubblicità progresso che al cinema. Schächer (6,5) è un film sul quale continuo a riflettere a distanza di mesi dalla prima visione. Potenzialmente questo drama-thriller asciutto e molto, molto hanekiano, sarebbe potuto essere il mio film preferito dell’intera selezione, ma dopo un’eccezionale apertura si perde un pochino, iniziando a scricchiolare ed inserendo nella storia personaggi piuttosto discutibili come un ispettore di Polizia che sembra uscito da un telefilm tedesco degli anni ’90. Un film comunque di grande intensità. Sog (7) è un’animazione eccezionale. Jonatan Schwenk in pochi minuti riesce a raccontare una storia che si presta a mille interpretazioni e significati, mostrandoci la strana reazione di un gruppo di simil cavernicoli alla comparsa di tanti pesci urlatori sui rami degli alberi. Cosa fare di fronte a questi fastidiosi pesci che urlano? Cercare di salvarli? Prenderli a sassate? Ignorarli? Un bello spunto per un corto tanto strano quanto affascinante. Quello del colombiano Andrés Pulido è invece un film che col tempo mi è entrato in testa e non se n’è più andato. Damiana (8) è la storia di una giovane chiusa in una specie di centro di recupero per ragazze difficili nel bel mezzo della foresta amazzonica. Sotto il controllo dittatoriale di una direttrice che per simpatia ricorda il Sergente Hartman, Damiana sogna di riappropriarsi della propria vita, tentando la fuga da quello che doveva essere un luogo di salvezza ma che si è rivelato solo l’ennesimo Inferno. Il monologo della direttrice (con quel “Nessuno ti ama!” urlato in faccia senza pietà) è una delle cose migliori viste quest’anno al festival.

“Schacher”, Flurin Giger

Fa la sua comparsa in concorso anche un film candidato agli ultimi Oscar. L’animazione francese Negative Space (7+) è una bellissima opera in stop motion sul legame padre-figlio, uniti dalla comune passione per la preparazione delle valigie (sì, i protagonisti amano proprio mettere la roba dentro le valigie in perfetto ordine). Un po’ di Wes Anderson, un po’ di black humor, un po’ di dolcezza. Il classico gioiellino. Dalla Finlandia arriva invece il folle Sex at the Ski Center (7), tre minuti di pupazzetti di peluche meccanici che si muovono al ritmo dell’audio di un film porno.  Il regista Heikki Ahola, presente sul palco di Concorto per presentare il film, si merita comunque un 10 per l’idea. Nudità e ambiguità anche nel belga Vihta (6,5) firmato da Francois Bierry, incentrato su un gruppo di colleghi che devono passare la giornata in un raduno aziendale all’interno di una specie di centro termale per nudisti. Commedia fantozziana recitata divinamente. Si ride per gli equivoci, si ride per i peni al vento, si ride per la ribellione finale del protagonista. Insomma si ride, e non è poco.

“Negative Space”, Max Porter and Ru Kuwahata

Dopo aver mangiato la superba pasta ai fagioli di Basilio (miglior piatto mangiato quest’anno a Concorto senza dubbio), ho skippato volentieri l’appuntamento musicale del boschetto (non voglio aggiungere altro) e sono volato con la mia diciottesima bottiglietta d’acqua frizzante in Serra per assistere al terzo blocco di Mirrors, rassegna dedicata all’identità di genere. E’ il brasiliano Vaca Profana, che parla di transessualità e maternità in maniera brillante e toccante, il vincitore virtuale dei film fuori concorso del giovedì. Un film davvero potente che avrebbe forse meritato spazio in competizione, ma che si è comunque beccato tutti i miei applausi.

E’ un po’ triste da dire, ma questa sera saremo a Parco Raggio per l’ultima volta. Serata bomba con Vampyr musicato dal vivo da Paolo Spaccamonti e Ramon Moro, Lago Nero live e tante altre cose fighissime. Non mancate.


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