Concorto Film Festival 2018 – day 5

Siamo arrivati al quinto giorno di Concorto e il sottoscritto inizia a sentire tutto il peso dei suoi trentatrè anni. Eppure Nikita Diakur (artista 3D e autore di uno dei più bei film in competizione quest’anno) aveva provato ad illuminarmi la via: se vuoi bere e far festa ai Festival per giorni e giorni lascia perdere birra e vino e bevi solo vodka. Non ho seguito il suo consiglio e adesso quando mi guardo allo specchio la mattina appena sveglio assomiglio in maniera preoccupante a Jared Leto da vecchio in Mr. Nobody.

Whatever. Il mercoledì di Concorto è stato intenso, coinvolgente e pieno di spunti interessanti. Nessuna proiezione in programma per il pomeriggio a causa del Summer Connection: Industry Day, evento dedicato a produttori/distributori/autori e addetti ai lavori che hanno discusso del futuro dei festival e del cinema corto europeo. Roba per persone colte e importanti, delle quali io non faccio parte. Andiamo quindi a parlare della serata di Concorto a Parco Raggio e dei film in concorso ieri.

“O Orfao”, Carolina Markowicz

Concorso. Il film che ha aperto la serata ieri ha vinto il Grand Prix all’ultimo festival di Clermont-Ferrand. Parliamo del polacco Tremors (voto: 6), film che sprizza teenage angst da tutti i pori e che ci mostra gli scleri e le crisi (epilettiche?) di un giovane skater senza mai farci capire veramente cosa diavolo stia succedendo. Lo spettatore non può fare altro che dare una sua interpretazione al tutto, cercando di empatizzare con il bulletto protagonista. Film curioso e coraggioso, just not my cup of tea. Meglio fa O Órfão (7) di Carolina Markowicz, film brasiliano su un orfano gay che non riesce a trovare una famiglia adottiva a causa dei suoi orientamenti sessuali. Un film che mescola due tematiche forti e che al tipico mood da disagio brasiliano affianca momenti di tenera magia. Applausi. E’ una commedia surreale invece quella di un altro polacco, Roman Przylipiak, che con Jerry (7) ci racconta la storia di un tizio disoccupato che si spaccia per curatore miracoloso. E’ ovviamente un modo imbroglione per sbarcare il lunario, ma un giorno nella vita dell’uomo entra un cane. Da quel momento le cure dell’uomo inizieranno a funzionare e il protagonista diventerà presto una specie di guru. Potere canino. Un film surreale molto ben diretto e recitato, con un finale davvero potente. Del già citato Nikita Diakur è Ugly (8), animazione 3D che racconta la storia di una piccola creatura deforme che cerca spazio in un mondo post-apocalittico che cade a pezzi. Una storia dolce che lega animazione d’avanguardia a tematiche molto classiche come l’ambientalismo e l’accettazione del diverso. Una piccola perla (la trovate integrale in fondo all’articolo). Matria (7) è invece un film che parla di tutt’altro e ci mostra una donna che si fa, scusate il termine, un culo così per riuscire a stare dietro contemporaneamente a lavoro, famiglia e impegni personali. Alvaro Gago riesce a trasmettere allo spettatore tutto lo stress e la disperazione della vita di un’operaia che non ha, letteralmente, nemmeno il tempo per fermarsi a respirare. Un film forte, ma necessario. Parla di omosessualità in maniera delicata e particolare il canadese Marguerite (6,5), film su una donna anziana che dà un nuovo significato agli amori della sua vita dopo aver scoperto che la sua badante è lesbica. La prima volta che ho visto il film ho pianto, alla seconda ho mantenuto la lucidità, ma il lavoro di Marianne Farley, nonostante scivoli un paio di volte nel melò più pop, resta un piccolo diamante grezzo che vi toccherà nel profondo.

“Marguerite”, Marianne Farley

In Serra sono poi continuati gli appuntamenti con le sezioni parallele: cinema sperimentale e horror protagonisti assoluti con Ubik e Deep Night. Per la sezione de paura presenti dalla Francia Hugues Guéguen e Julian Taillard, regista e sceneggiatore di Conte Cruel, un dimanche a la chasse, film piuttosto pesantuccio che racconta il problema dell’immigrazione clandestina in maniera grottesca e ultraviolenta, con dei cacciatori che vanno a caccia di immigrati e li trattano letteralmente come selvaggina. Pubblico piuttosto scosso dalle immagini forti, con qualche isolata protesta (lol).

Stasera si continua con le proiezioni a Parco Raggio e poi festa grande coi ragazzi di Bleach. Spero di sopravvivere.

 


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