Concorto Film Festival 2018 – day 1

Smaltita la letterale sbornia dell’opening party, Concorto Film Festival si sposta a Pontenure per la prima serata di proiezioni. E’ sempre un piacere ritrovare Parco Raggio, soprattutto quando il centro di Piacenza  si presenta come una sorta di Death Valley emiliana, con un clima che ti invita ad entrare in qualsiasi luogo abbia l’aria condizionata. Io, ad esempio, per sfuggire al caldo mi sono rifugiato dentro l’Auchan. Ottime insalate con feta, cassiere disponibili. Ma siamo qui per parlare di cinema e di Concorto (anche se l’idea di scrivere un reboot di Shipping Out di DFW ambientato a Piacenza ad agosto inizia a girarmi in testa), che nella sua sede centrale di Palazzo Ghizzoni Nasalli ha accolto già dal primo pomeriggio i primi ospiti internazionali (a proposito di Ghizzoni: non perdetevi oggi pomeriggio l’inaugurazione della mostra di DEM, Anima Mundi).

Yuval Shapira, autore di “Babies”

Parlando di ospiti, il bomber qui sopra è Yuval Shapira, regista israeliano based in NYC in concorso con Babies. Il suo film verrà proiettato questa sera, assieme a quello di un’altra ospite, la turca-finlandese Sevgi Eker, che presenterà all’interno della sezione parallela Ubik il corto sperimentale The 99 steps left from the square. A Concorto è tornato anche il tedesco David Krippendorff (nel 2016 ci aveva ammaliato con Nothing Escapes My Eyes, un filmone), mentre per la prima volta arriva in Italia da Montreal, Canada, Olivier Labonté LaMoyne, regista supercool che ha avuto l’onore di aprire il ciclo Deep Night con il suo Déjà Vu (ha avuto anche l’onore di essere intervistato da me, troverete l’intervista video sui social di Concorto e Sbandati).

Il pomeriggio concortiano è stato comunque all’insegna dell’attesa per la grande serata d’apertura che, diciamolo subito, è stata un successo. E non era scontato viste le novità che il Festival presenta quest’anno: dalla nuova area ristoro/relax/concerti (o come dice il Bardo, “il boschètto”) al silent cinema con cuffie wireless per le proiezioni di mezzanotte, tante erano le cose da testare. Esame superato, nonostante il furto di una costosa cuffia (ti stiamo cercando, ti verremo a prendere e faremo in modo che le cuffie non ti servano mai più. Scherzo.) e la presenza di solo caffè decaffeinato, una vera macchia nella storia dell’intero Festival (tranquilli, da stasera potrete tornare a drogarvi di caffeina).

“Counterfeit Kunkoo”, Reema Sengupta

Il programma di ieri sera era particolarmente ricco: 7 film del concorso, 6 film per Deep Night e concerto del pianista Umberto Petrin. Tanta verdura al fuoco che non ci ha lasciato un minuto libero per guardare le stelle o accarezzare le zanzare.

Concorso. Il film d’apertura quest’anno ha avuto un valore particolarmente simbolico: Futuro Prossimo (voto: 6,5) di Salvatore Mereu racconta la storia di una donna e di una bambina immigrate, clandestine, scappate da un centro d’accoglienza. La spigolosità della Sardegna (e della sua gente) fa da contraltare alla lotta per la sopravvivenza delle due donne. C’è della dolcezza dietro la tragedia. Un altro film “forte” è Counterfeit Kunkoo (voto: 7) e arriva dall’India. Diciamoci la verità: noi dell’India non sappiamo nulla, per noi rimane una terra e una società sconosciuta e quando pensiamo all’India pensiamo ai fachiri, agli elefanti e ai ristoranti. Reema Sengupta ci mostra tutte le difficoltà dell’essere donna nel paese di Gandhi, difficoltà che nel film sono rappresentate dall’impossibilità di trovare una casa in affitto da donna single. Una situazione frustrante e quasi kafkiana, dalla quale non si vede una via d’uscita. Brillante. Il canadese Poisson de Mars (6) è invece una commedia isterica su un depresso che deve affrontare a cena una famiglia insopportabile. Sclererà in puro stile Festen e manderà tutto all’aria. Il pubblico ha applaudito molto, io ho apprezzato solo in parte. Gros Chagrin (7,5) vince il premio hipster della serata (dopo aver vinto Orizzonti a Venezia), ma è un film davvero bellissimo che scava a fondo nella psicologia di coppia, analizzando le menti confuse e banalmente disperate di due ragazzi che si stanno lasciando dopo anni di relazione. Un fiume di parole, un mix tra animazione e fiction che mi ha fatto a pezzi lentamente, ma che mi fa segnare sul taccuino il nome di Céline Devaux, autrice dal futuro luminoso. Kali (6+) è il nuovo film del già citato David Krippendorff: stessa attrice del precedente film, stessa impostazione teatrale, stesso fortissimo impatto sullo spettatore. Manca forse quel colpo di genio che mi fece amare Nothing, ma questa rivisitazione di Pirate Jenny di Nina Simone lascia comunque il segno. Min Börda (8) è un corto d’animazione in stop motion buffo e triste, che ci mette davanti tanti animaletti che danzano, ballano, cantano e aspettano la fine del mondo, l’apocalisse, la liberazione da un fardello che si sono portati dietro per tutta la vita. Un film di un’intensità e di una dolcezza incredibili, che dipinge bene lo stato di alienazione nel quale spesso ci troviamo a vivere. Perdere ogni speranza è la vera liberazione. In Ato San Nen (6+) un uomo giapponese e una donna spagnola di mezza età si trovano per pura casualità a stringere un legame. Lost in translation, queste due persone un po’ perse riscopriranno nella semplicità dei piccoli gesti il vero valore dello stare insieme.

Umberto Petrin live @ Concorto

Dopo il buffet di mezzanotte (per me riso afgano, grazie), la serata è continuata con lo spettacolo Japan Suicide Trip di Umberto Petrin e in Serra con Deep Night versione silent cinema. Del concerto posso dirvi poco perchè ero impegnato altrove, ma voci di corridoio dicono che il pianista era bravo. Deep Night è invece partita alla grandissima (a proposito, gli altri 2 appuntamenti con l’horror di Concorto sono per il 21, il 22 e il 24 agosto), con un sold out totale in Serra in pochi minuti. Grandi applausi per Déjà Vu di Olivier Labonté LaMoyne, presente tra il pubblico, sconcerto e imbarazzo per il weirdissimo Botanica, mentre una quasi standing ovation ha accompagnato il formidabile Death Metal di Chris McInroy, che ha chiuso di fatto la serata di Concorto. Nota tecnica: la visione dei film con le cuffie potrà togliere qualcosa a livello di socialità, ma come esperienza è davvero una bomba.

The amazing experience of silent cinema in Serra

Il proverbio recita “Chi ben comincia eccetera” e anche se può sembrare banale, calza a pennello con il Day 1 di Concorto Film Festival. Appuntamento a stasera. Be there.

p.s.: ragazza col cartone della pizza ti stimo.


  1. April

    19 Agosto

    La ragazza col cartone della pizza ha appena letto l’articolo!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.