READING

The Devil and Father Amorth

The Devil and Father Amorth

L’anno scorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è presentato un film che ha destato molta curiosità. Stiamo parlando di The Devil and Father Amorth, film con il quale William Friedkin, a più di quarant’anni dall’uscita de L’Esorcista, tornava a parlare di Satana, preti e possessioni. Impossibile non lasciarsi attrarre da un progetto del genere, con un grande come Friedkin (che, ricordiamo, l’ultima volta che si è messo dietro la macchina da presa ci ha regalato un capolavoro come Killer Joe) che torna alla sua vecchia passione, quella a cui ha legato indissolubilmente il proprio nome e la propria carriera. E poi nel film è presente un vero esorcismo, ripreso dal vero, in real time, senza effetti speciali, senza vomito verde e senza Linda Blair. Capito? Un vero esorcismo! Il documentario (perchè di doc si tratta) è sbarcato su Netflix ed è finalmente arrivato agli occhi di noi plebei.

Fuck semolino, combattiamo Satana.

Dopo un intro nel quale Friedkin ci fa fare un tour dei luoghi in cui ha girato L’Esorcista, con testimonianze un po’ a caso di William Peter Blatty (pace e gloria all’anima sua), voliamo a Roma, dove l’autore parla un po’ di Vaticano e di storia inquadrando chiese e palazzi e poi ci presenta Lui, il personaggio attorno a cui ruota tutto il film: Padre Gabriele Amorth.

Amorth è l’ultimo grande esorcista della Chiesa Cattolica, riconosciuto a livello mondiale e con decenni di esperienza nella lotta al demonio. Si capisce da subito che Friedkin è ammaliato da questa figura dalla “spiritualità elevatissima”, che ha dedicato tutta la vita a lottare contro il maligno, e in modo sapiente attraverso discorsi pomposi cerca di circondarla di un’aura mistica ed inquietante. Ma noi siamo come San Tommaso (per restare in tema di santi, preti e suore) e dobbiamo vedere coi nostri occhi. Eccoci quindi al vero esorcismo.

La posseduta è Cristina, donna romana dai tratti che ricordano vagamente la Sindaca Raggi: ha subito ben otto esorcismi e non si è mai liberata dal demonio. E’ una lotta estenuante, la sua. Ma Padre Amorth non si arrende e ci riprova per la nona volta. Il tutto sotto l’occhio della telecamera di Friedkin. Il risultato è un quarto d’ora di questa poveretta seduta su una sedia con il vecchio prete che mugugna preghiere e parla col presunto Diavolo. Ogni tanto la posseduta tira uno strattone e urla cose tipo “Satana”, “Siamo eserciti!” “Mai!”. Le urla sono state modificate in post produzione per renderle simili ad un suono satanico. LOOOOL.

L’esorcismo non è niente di che, non ha la teatralità che ti aspetti da una cosa del genere e risulta anche piuttosto noioso. E’ comunque la cosa più interessante del film, che si dirige verso un epilogo dai tratti comici. Già, perchè dopo averci mostrato il tentativo di liberare la povera Crist(in)a, partono interviste esilaranti a due scienziati, al vescovo di Los Angeles e a Jeffrey Burton Russell. Col passare dei minuti diventa chiaro che Friedkin non ha la più pallida idea di cosa stia facendo e di dove voglia arrivare con il suo film e che l’unica cosa che gli interessava fin dal principio era riprendere un esorcismo dal vivo. Di questa cosa sembra rendersi conto anche lui, che decide infatti di stupire il pubblico con un colpo ad effetto nel finale, un tentativo goffo e ridicolo di svoltare verso il mockumentary che fa quasi tenerezza. Una trovata sbagliata e risibile ma, ammettiamo con un po’ di generosità, coraggiosa.

Vogliamo bene a Friedkin così com’è, con la sua arroganza e quel suo fregarsene di tutto e tutti (a proposito, se non l’avete ancora fatto ascoltatevi questa cosa imperdibile), ma non possiamo davvero promuovere un film così impacciato ed imbarazzante come The Devil and Father Amorth. Magari in America potranno anche restare affascinati dall’esorcista italiano, ma noi conosciamo Padre Amorth da prima del film di Friedkin e non possiamo dimenticare certe cose. Padre Amorth è quello che ha detto che “Mario Monti è uno strumento nelle mani di Satana”, che “Crozza è sotto l’influenza malefica del maligno”, che “Satana si nasconde subdolamente in certi spettacoli e giochi televisivi, per esempio quello dei pacchi di Affari Tuoi” e, dulcis in fundo, che “Maometto è un perfetto esempio di possessione satanica”.

Ecco perchè ci risulta difficile prendere tutto sul serio. Nonostante Friedkin e nonostante la simpatia che proviamo verso il Diavolo.

VOTO: 4,5


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.