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Ragazzine scomparse, cittadina creepy e Amy Adams: “Sharp Objects” è una serie da tenere d’occhio

Dato che Netflix sembra essere in una fase di anestesia totale e due colossi come Westworld e The Handmaid’s Tale stanno arrancando non poco alla prova della Season 2, non ci resta che tornare a guardare in casa HBO che, in attesa di lanciarci addosso il finale di GoT, continua a produrre roba di qualità.

E’ il caso di Sharp Objects, serie che ha esordito domenica e che ha catturato da subito la nostra attenzione. Il pilot è una discreta bombetta e non poteva essere diversamente quando parti da un romanzo di Gillian Flynn (colei che ha scritto Gone Girl e che firma anche la sceneggiatura della serie), hai alla regia un volpone come Jean-Marc Vallée (#quellodiDallasBuyersClub, che si porta dietro anche il direttore della fotografia Yves Bélanger) e hai tra i produttori Jason Blum. E poi c’è lei, la protagonista indiscussa, Amy Adams amore mio della mia vita.

Il primo episodio, Vanish, ci presenta Camille (AA), reporter alcolizzata e un po’ sbandata che viene spedita dal suo capo a Wind Gap, sua cittadina natale, per seguire il caso di due ragazzine scomparse. Wind Gap è quasi la copia carbone della Derry di IT (con una spruzzata di Twin Peaks) e Camille si trova a dividersi tra il suo lavoro di giornalista e quello di figliola prodiga che dalla città torna al paesello dopo anni. La donna deve affrontare la madre sclerotica, la sorellina un po’ psycho e tutti i suoi vicini di casa, gente non proprio simpaticissima.

Ma c’è un caso da seguire, quello delle ragazzine scomparse. E i flashback che ci mostrano l’infanzia di Camille ci fanno già intuire che ci potrebbe essere un filo nascosto che lega il passato col presente. Un filo oscuro che non vediamo l’ora di seguire per scoprire cosa si nasconde a Wind Gap.

Camille da giovane interpretata da un’attrice a caso: la ragazzina di IT.

Sharp Objects si prende il suo tempo e non cerca facili colpi ad effetto: Jean-Marc Vallée non è l’ultimo arrivato e fa di tutto per dare un taglio personale alla serie, che se per ambientazione e immaginario va un po’ troppo dalle parti dell’ultimo film di Muschietti, si smarca nettamente per quanto riguarda i personaggi, molto solidi e maturi (e vicini a quelli del cinema del regista canadese). Amy Adams poi fa il resto con la sua presenza, interpretando con naturalezza esemplare una donna problematica, dal carattere forte e dall’animo lacerato. La comparsa del primo cadavere a fine puntata è tanto inevitabile quanto utile per alzare il livello di tensione, che tocca l’apice con l’ultimo fotogramma, un cliffhanger fincheriano che ci fa gridare di gioia un bel bravò.

La serie è in onda ogni domenica e si concluderà dopo 8 puntate il 26 di agosto. Tenetela d’occhio, è il mistero giusto per la vostra estate.


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