Possibly in Michigan

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Oggi vi parliamo di Cecelia Condit e del suo cortometraggio/opera d’arte visiva Possibly in Michigan, girato nel 1983. Artista americana, nata a Philadelphia nel 47, Cecelia ha esposto le sue creazioni in tutti i principali musei d’arte contemporanea del mondo e ha vinto premi a pioggia da Gugghenheim Foundation, American Film Institute, Centre George Pompidou etc. Le opere d’arte di Condit si pongono a cavallo tra il cortometraggio d’autore e l’installazione di videoarte, dove i codici del linguaggio cinematografico abbracciano elementi alieni come il found footage, elaborazioni video e filmati in Super 8. Lo stile di Cecelia si caratterizza per un bizzarro mix di horror, musical, grottesco e weird, al cui centro si pone la riflessione sulla donna, sul suo rapporto contraddittorio e perverso con il maschio.

Possibily in Michigan è probabilmente il suo lavoro più celebre. Siamo in un centro commerciale – probabilmente in Michigan 🙂 – dove due donne in cerca di un nuovo profumo da acquistare vengono inseguite da uno stalker cannibale. Tra schegge di satira pop, jingle stranianti e innesti apocalittici, finirà con un pasto di carne umana.

 

Tra il David Lynch più pop/lo-fi (Twin Peaks 3, Inland Empire), atmosfere grottesche à la David Byrne e il teatro dell’assurdo, Possibly in Michigan è – senza mezzi termini – un capolavoro, una piccola opera d’arte horror che attraverso l’iperbole surreale racconta le fantasie oscure della psiche femminile nella guerra contro la violenza del maschio.

Full stream qui on vimeo:

Possibly in Michigan, Cecelia Condit, 1983


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