Obbligo o Verità

Che roba brutta, ragazzi. La Blumhouse ci ha abituato piuttosto bene negli ultimi anni, anche quando si è presa qualche libertà in più e ha deciso di fare robe più cazzare (che nel peggiore dei casi erano filmetti divertenti), ma stavolta non ci siamo. Obbligo o Verità (Truth or Dare? nella vo) arriva al cinema in Italia dopo esser stato piuttosto pompato negli USA ed è un film brutto e sbagliato su tutti i livelli possibili. E pensare che alla regia c’è quel Jeff Wadlow che ha dalla sua dei filmetti belli garrosi come il sequel di Kick-Ass e Never Back Down. Il problema forse deriva prevalentemente da una sceneggiatura stupida che più stupida non si può, della quale il maggior responsabile è tal Michael Reisz. Shame on you, Michael.

La storia alla base del film è facilmente intuibile dal titolo: trattasi di ragazzi che giocano al famoso Obbligo o Verità, ma che muoiono male se non rispettano le regole o mentono. E’ un plot dal respiro cortissimo e infatti il film dopo aver fatto schiattare in modi più o meno ridicoli un paio di bulletti (uno scivola su una palla da biliardo e si rompe il collo, un altro si infila una penna nell’occhio) inizia ad arrampicarsi sugli specchi cercando di iniettare nuova linfa in una storia che dopo mezzora sembra già essere giunta al capolinea. Il risultato è che Truth or Dare? ad un certo punto si trasforma in una puntata di un telefilm americano anni ’90 con un triangolo amoroso imbarazzante che azzera del tutto i pochi motivi di interesse che poteva mantenere il film.

In realtà i motivi di interesse sono pochini e quei pochi vengono sprecati malamente con spiegazioni davvero risibili e scopiazzate qua e là da altri horror. Ci son di mezzo delle suore, un prete maniaco e ovviamente un immancabile demone che SI E’ IMPOSSESSATO DEL GIOCO. Ora non so come possa un demone impossessarsi di un gioco, ma sono contento si sia impossessato di un gioco di merda che andava di moda 35 anni fa e non di FIFA o del gioco della bottiglia, perchè mi avrebbe reso molto triste.

Un film così poco ispirato ha solo una strada da percorrere se vuole salvarsi: sangue e morti spettacolari. Final Destination (film a cui lontanamente guarda questo qui) ci ha costruito un franchise di 5 film su un giochino semplice semplice tutto improntato sulle morti dei protagonisti, con lo spettatore che non aspettava altro che uscisse un nuovo capitolo per vedere cosa si sarebbero inventati (lo ha fatto anche Saw, ma in maniera più strutturata). Obbligo o Verità invece azzera o quasi il sangue e annacqua le morti, quasi come se si stesse rivolgendo ad un pubblico di tredicenni chierichetti. Aggiungete il fatto che il gioco demoniaco si manifesta attraverso un ghigno in stile filtro simpa di Snapchat sui volti delle persone e la frittata è completa.

Obbligo o Verità è in definitiva un film bruttissimo, che non sfrutta nemmeno il fatto di avere una potenziale ottima final girl come Lucy Hale ma che cerca di tenere in maniera goffa e disperata assieme horror, teen drama, amori adolescenziali e roba presa qua e là dai teen horror più mainstream. Non c’è davvero niente da salvare. Statene alla larga.

VOTO: 4


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.