Thelma

Presentato in anteprima al Norwegian International Film Festival (dove ha vinto il premio come miglior film) e successivamente a Toronto, Thelma, il nuovo film di Joachim Trier, arriva finalmente nelle sale italiane grazie a Teodora Film.

Thelma è un film che sta a metà tra thriller paranormale d’autore e un coming of age dalle tinte piuttosto oscure, tra flashback e sequenze oniriche.

Thelma (Eili Harboe) è una ragazza proveniente da una famiglia integralista cattolica. Lascia la casa di campagna, nella quale ha sempre vissuto al riparo da ogni pericolo, per trasferirsi all’università di Oslo. Per la prima volta è sola e libera dallo strettissimo controllo dei genitori. Un giorno, mentre si trova in biblioteca, viene colta da un attacco epilettico e viene soccorsa dalla studentessa Anja (Kaya Wilkins). Le due ragazze diventano amiche e ben presto il loro rapporto sfocia in qualcosa di più profondo, nonostante Thelma cerchi dentro di sè di combattere contro l’attrazione che prova per Anja. Gli attacchi epilettici della protagonista diventano sempre più frequenti e sembrano avere una strana influenza sull’ambiente circostante, in particolare con gli uccelli. Insomma, quella che sembra una patologia è in realtà il manifestarsi di poteri paranormali.

Impossibile non pensare subito a Carrie, il capolavoro di Brian De Palma tratto dal primo romanzo di Stephen King. Gli ingredienti ci sono tutti: la famiglia ultra cattolica, una giovane ragazza, le umiliazioni, i poteri paranormali incontrollabili. Thelma inoltre strizza l’occhio anche a The Exorcist, al terrore metallico degli ospedali e delle analisi mediche che tentano di dare un nome all’inspiegabile, a quella cosa incontrollabile che prende possesso del tuo corpo.

Trier però ha un approccio stilistico e di linguaggio diverso, non si sofferma tanto sui fenomeni fisico/naturali o su sequenze horror, ma preferisce soffermarsi sulla psicologia dei personaggi. Le convulsioni di Thelma richiamano minacciosi stormi di corvi verso di lei, ma non avremo un’apocalisse alla Hitchcock. C’è una costante inquietudine di fondo che tiene alta la tensione nello spettatore in maniera naturale, senza ricorrere all’uso di facili espedienti orrorifici. Forte è la componente sessuale, con le sequenze erotiche tra le due ragazze accentuate dai primi piani insistenti del regista. La telecamera accarezza dolcemente Thelma e Anja con grande sensibilità, senza mai cadere nei cliché e nella banalità del sesso sbattuto in faccia, mantenendo sempre un’incredibile eleganza.

La vicenda si muove con la lentezza tipica del cinema di Trier, rivelandoci sempre di più dei poteri di Thelma e del suo passato in maniera fluente e senza fretta, fino a raggiungere un finale mozzafiato.

Il messaggio del film è piuttosto chiaro: il passaggio dall’infanzia  all’età adulta è un film horror, condito dall’inevitabile perdita di controllo e dal terrore dell’ignoto, e in questo ci fa pensare a Lasciami entrare di Tomas Alfredson o al più recente Raw di Julia Ducournau. Trier però non è solo interessato a raccontarci gli orrori del dover crescere, ma è ugualmente desideroso di evidenziare il potere dell’auto-determinazione, del dovere scegliere chi siamo, accettando la nostra vera natura. Tutto il film si muove sulle conseguenze dell’accettazione dei poteri da parte di Thelma e solo quando scenderà a patti con essi sarà finalmente libera.

La protagonista può essere vista come un mostro o come una vittima, magari come una combinazione di entrambe le cose, ma è una scelta che il regista lascia fare a noi, senza scadere in facili moralismi o in facili definizioni di cosa è giusto e cosa è sbagliato. E questo è ciò che rende Thelma un film per il quale vale la pena spendere un po’ del vostro prezioso tempo estivo.

VOTO: 6,5


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