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The Terror

The Terror

Oggi vi parliamo di una serie ingiustamente passata inosservata. Prodotta da Ridley Scott e scritta da Dave Kajganich (sceneggiatore di A Bigger Splash di Guadagnino!) The Terror doveva essere il titolo di punta di Amazon Prime Video, ossia la piattaforma streaming con cui Jeff Bezos vorrebbe sfidare Netflix. Purtroppo, complice il boom inaspettato de La Casa di carta, la serie non è decollata e, nonostante la buona accoglienza critica, non se l’è filata nessuno.

Abbiamo dunque deciso di renderle onore, nella speranza che qualcuno la recuperi, magari al posto di qualche titolo trash tipo The Rain o Altered Carbon.

Ciarán Hinds as John Franklin - The Terror _ Season 1, Episode 3 - Photo Credit: Aidan Monaghan/AMC

Storia vera. Siamo nel 1845. L’Inghilterra comanda sul globo grazie al suo mix di colonialismo e fiuto per gli affari. Con questo spirito la Corona finanzia la più costosa e tecnologicamente avanzata missione per trovare il leggendario Passaggio a Nord-Ovest: un presunto canale tra i ghiacci dell’Artico che metterebbe in comunicazione diretta l’Europa e il Nord America, portando fantastilioni di sterline di guadagno ai capitalisti inglesi. La missione viene affidata sir John Franklin (Hinds), capitano avventuroso e fanatico religioso, e a Francis Crozier (Harris), lupo di mare scettico e con la pellaccia dura. Le cose, chiaramente, non vanno come previsto. Giunte in mezzo ai canali tra Groenlandia e Canada nell’autunno del 45, le due navi Terror ed Erebus rimangono incagliate nel ghiaccio. L’unica soluzione è passare l’inverno e aspettare lo scioglimento dei ghiacci di primavera. Non ci sarebbero problemi – visto che le due navi hanno provviste a non finire – se non fosse che le persone cominciano a morire sbranate dopo l’incontro/scontro con una famiglia di Inuit. E c’è qualcuno che dice di aver visto un mostro gigantesco….

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“Ma questo è cinema!” è il pensiero che mi ha attraversato il cervello appena ho iniziato a vedere The Terror. Un pensiero che solo un’altra volta mi era capitato di avere guardando una serie televisiva – e la serie in questione era niente popò di meno che Mad Men. The Terror è cinema. Per la precisione, è cinema d’autore portato nel mondo della serialità televisiva. Un’operazione  complessa e rischiosa quella di Amazon, soprattutto per quanto riguarda i palati non esattamente fini del pubblico di massa delle serie tv di Netflix, non abituati a tempi, atmosfere e ritmi così dilatati e rarefatti.

The Terror è dunque un oggetto singolare nel panorama seriale di quest’anno. Tratta dal romanzo di Dan Simmons La Scomparsa dell’Erebus, la serie di Kajganich si presenta come una serissima opera storico-marittima, in cui la ricostruzione della vita sulle navi dell’800 raggiunge livelli di pignoleria che, negli ultimi 10 anni, si sono visti solo in quel capolavoro di Master & Commander. A questo approccio da docente di storia della Royal Navy, però, viene aggiunto lentamente il lato horror, metafisico, ancestrale, bestiale e – senza tanti fronzoli – splatter. Il risultato è quindi, da un punto di vista visivo, una curiosa fusione tra i film sui galeoni, l’Herzog del periodo Klaus Kinski e La Cosa di John Carpenter.

Per rendere l’idea, si passa da lunghissime discussioni tra capitano e comandante sulla differenza tra ghiaccio vecchio, ghiaccio giovane, sulle tecniche per sbloccare le eliche dal gelo o su come si manifestano i primi sintomi dello scorbuto, a cose come questa:

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Non è una serie facile The Terror. Come detto, certe lungaggini da nerd della storia della navigazione e l’atmosfera opprimente, lenta e mortifera – benché assolutamente funzionali alla descrizione dell’essere umano occidentale che viene lentamente mangiato dalla natura – possono far calare la palpebra. Ma c’è della rara potenza maligna in questa serie, soprattutto negli splendidi ultimi due/tre episodi, in cui l’horror soprannaturale e il cannibal horror prendono il sopravvento in modo estremo.  E la riflessione sul clash culturale tra la tecnologia occidentale e  – SPOILER – la magia eschimese riesce a colpire nel profondo, mostrando tutta la vacuità della presunta superiorità europea.

Un’ultima menzione alla scrittura dei personaggi: ambigui, perturbanti, falsi e perversi, i protagonisti di The Terror hanno una maturazione psicologica quasi sempre imprevedibile e oscura, con punte disturbanti in Cornelius Hickey, vero protagonista “nascosto” di tutta la storia.

Con ogni probabilità, la miglior serie “d’autore” dell’anno.

P.S. Le vere navi Erebus e Terror sono state ritrovate rispettivamente nel 2014 e nel 2016.

VOTO: 7


  1. Lea

    25 maggio

    Hickey fra i cattivi più cattivi mai visti,fra l’altro, complice quella faccetta d’angelo che alla fine é più odiosa di un brutto grugno

  2. Giovanni Tani

    27 maggio

    Io SONO un nero di storia della navigazione. Mi sta piacendo tanto tanto tanto tanto.

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