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Evil Genius

Evil Genius

La storia che racconta la nuova docuserie Netflix è ai limiti dell’incredibile. Il 28 agosto del 2003 un porta-pizza entra in una banca armato di un bastone-fucile (una roba artigianale che manco nei cartoni animati) e con un ordigno esplosivo legato attorno al collo. Dopo aver dato un foglio alla cassiera nel quale spiega che lui è solo una vittima costretta a compiere la rapina sotto ricatto, l’uomo (Brian Wells, 46 anni) esce dalla banca e si mette in macchina. Fermato dopo pochi metri dalla Polizia (che lo ammanetta e immobilizza), Wells resta seduto sull’asfalto, spiegando con una strana calma agli agenti che devono trovare le chiavi del lucchetto che lega la bomba al suo collo, altrimenti esploderà. La Polizia non ci capisce un cazzo e resta pietrificata a pistole spianate sull’uomo. Il tempo passa e arrivano le tv: ora Wells è in diretta sugli schermi di tutta America.

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Wells cerca di spiegare che le chiavi per disinnescare l’ordigno si trovano in un luogo preciso e che bisogna seguire degli indizi che si trovano su foglietti disseminati qua e là. Ehm, sì, una caccia al tesoro. Ma il conto alla rovescia termina e l’epilogo è drammaticamente esplosivo.

Una cosa del genere a Hollywood se la sognano di notte. Forse giusto gli sceneggiatori di Saw ci sarebbero potuti arrivare. Sta di fatto che a portare sullo schermo questa vicenda pazzesca ci hanno pensato i fratelli Duplass (e chi sennò?) con lo stesso team che ha lavorato al già apprezzato Wild Wild Country. Ecco così  arrivare Evil Genius: The True Story of America’s Most Diabolical Bank Heist, quattro puntate di docu-indagine per cercare di capire chi siano i veri responsabili della morte di Brian Wells.

marjorie

Le due facce che vedete qui sopra appartengono a Marjorie Diehl-Armstrong e William “Bill” Rothstein, due bei personaggini che imparerete a conoscere attraverso il documentario. La prima è una sorta di vedova nera: tutti (o quasi) gli uomini che sono stati con lei sono morti in circostanze misteriose o bizzarre. E’ anche stata processata per omicidio la cara Marjorie, ma è riuscita incredibilmente a cavarsela. E’ una donna bipolare, dalle strane manie e dalla personalità sfaccettata e indecifrabile. Il secondo è un omone dall’apparenza innocua ed è colui che con una telefonata alla Polizia farà partire una delle indagini più difficili e sconclusionate viste di recente.

Ma cosa c’entrano questi due personaggi con il povero pizza-man saltato per aria? E’ un’impresa titanica riuscire a descrivere a parole tutto ciò che accade in questa vicenda, ma sappiate che c’è di mezzo un cadavere congelato in un freezer, droga, quiz, ricatti, puttane, debiti, FBI, altri due morti e soprattutto c’è lei, Marjorie Diehl-Armstrong, una donna che racchiude in sè tutto il fascino (e la follia) del male.

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Potremmo dividere Evil Genius in due parti: una più marcatamente crime che analizza nei dettagli il caso della rapina e della morte di Wells e una focalizzata su Marjorie, sulla sua storia, sul suo personaggio, sulla sua vita drammatica. Uno degli autori della serie riesce a stringere uno stretto rapporto con la donna (in carcere), iniziando una corrispondenza che sfocerà in un’intervista video che è solo una delle tante frecce all’arco di Evil Genius.

Forse è proprio la parte dedicata a Marjorie quella più interessante della serie, il ritratto di una donna vittima di sè stessa e della malattia mentale, passata in pochi anni dall’essere una sorta di studentessa modello al college, piena di uomini e soldi, al degrado più totale. Una manipolatrice geniale, così viene definita, una donna che riesce ad influenzare anche solo con uno sguardo chi le sta intorno. Marjorie è stata ritenuta responsabile della morte di Brian Wells, nonostante le ombre sul caso restino ancora numerose.

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L’unica pecca della serie è forse quella di non riuscire, come hanno fatto serie simili in passato (Making a Murderer e The Jinx, per citare i casi più famosi), a fare nuova luce su ciò che è accaduto. Resta infatti un senso di incompiutezza, come se la verità sul caso Wells fosse una cosa che è lì, visibile sotto la superficie dell’acqua, ma mai raggiungibile a causa del caos che crea Marjorie con la sua sola presenza. Evil Genius ci offre anche l’ennesimo sguardo sull’America borderline, quella più marcia e disagiata, un’America che personalmente mi affascina più di quella patinata dei grattacieli e delle spiagge.

Evil Genius è la conferma che Netflix nell’ultimo periodo sta facendo un lavoro enorme a livello di docuserie, produzioni spesso sottovalutate e che passano quasi inosservate, ma che a conti fatti sono quelle dalla qualità maggiore. Prendetevi 3 ore libere e fatevi esplodere il cervello.

VOTO: 6,5


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