L’Alienista

[contiene spoiler dalla season 1, se non l’avete ancora vista procedete a vostro rischio]

The Alienist ha fatto parlare di sé ad inizio anno quando è andato in onda su TNT. Poi è finito piuttosto rapidamente nel dimenticatoio finché il 23 aprile ecco che appare magicamente su Netflix.

Cosa ci ha attirato fin da subito di questa serie? Siamo davanti ad un period drama, c’è un serial killer e nel progetto è coinvolto Cary Fukunaga (regista di True Detective season 1, e non aggiungo altro). Fukunaga doveva dirigere anche i 10 episodi che compongono The Alienist ma poi, per problemi con la produzione, è stato sostituito da Jakob Verbruggen, rimanendo però come produttore esecutivo.

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La serie è tratta dall’omonimo romanzo di Caleb Carr, e racconta la caccia ad un killer di bambini di strada, nella New York del 1896. L’opening title, che appare in ogni puntata, ci chiarisce bene cosa sia un alienista: nel diciannovesimo secolo era luogo comune pensare che le persone che soffrivano di disturbi mentali fossero alienate dalla loro stessa natura. Gli esperti che li studiavano, antenati dei moderni psichiatri e psicologi, venivano perciò chiamati alienisti.

Il racconto è ambientato nella Gilded Age, anni caratterizzati da una rapida crescita economica, a cui si contrappone una grande disuguaglianza sociale. Alle classi agiate, che possiedono la quasi totalità della ricchezza, si contrappongono i ceti più poveri, costituiti in gran parte da immigrati (perlopiù europei) arrivati negli Stati Uniti in cerca di fortuna. I bambini, abbandonati a loro stessi, erano costretti a crescere prima del tempo e a sopravvivere con le proprie forze, arrivando anche a prostituirsi. E’ questo il terreno di caccia del nostro assassino, i bambini invisibili a cui l’infanzia è stata negata.

The Alienist ricostruisce in maniera ottima il contesto storico, dando particolare rilievo ai problemi sociali del periodo, che diventano parte fondamentale del racconto stesso. Le vittime infatti (cosa che non accade spesso nei crime di questo tipo) non sono personaggi marginali, utili esclusivamente per seguire le gesta dell’assassino, ma sono fortemente caratterizzati, con una storia, un’anima. Impossibile non empatizzare con questi piccoli innocenti dal destino segnato, che si conquistano così una parte importante nella serie.

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Ma chi sono i nostri eroi? I personaggi principali sono tre, tutti azzeccatissimi. Abbiamo l’alienista Laszlo Kreizler (Daniel Brühl), l’illustratore John Moore (Luke Evans) e Sarah Howard (Dakota Fanning), prima donna assunta dalla polizia di New York, personaggio ispirato alla prima detective della Grande Mela. I tre sono uniti da un passato tormentato, che verrà svelato lentamente puntata dopo puntata. Quando alienista e soci si ritrovano coinvolti nel caso del killer dei bambini, utilizzeranno inconsciamente le indagini per risolvere i loro conflitti interiori, quasi come una catarsi.

Sarah è la segretaria di un giovane Theodore Roosevelt (Brian Geraghty) che, prima di diventare Presidente degli Stati uniti, è stato un integerrimo commissario di polizia. Tra i personaggi secondari vanno citati i due gemelli Isaacson, detective ebrei con la passione per le scienze forensi, che entrano a fare pare di una sorta di task force creatasi con il benestare di Roosevelt. La nazionalità degli Isaacson è pretesto per mostrarci come l’antisemitismo abbia già cominciato a farsi strada nella società. Una menzione speciale va anche alla nonna di John Moore, con la quale l’illustratore vive, veramente adorabile.

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Ma come mai c’è bisogno di indagini alternative a quelle della Polizia? Perché la pula (con a capo il Capitano Connor) è in gran parte corrotta, più sensibile alle bustarelle che a proteggere i bambini poveri che si prostituiscono, e cerca in ogni modo di ostacolare le indagini. La caccia all’assassino di The Alienist è piuttosto classica: siamo in un’epoca in cui la medicina moderna e le scienze forensi sono ancora agli albori e le indagini si svolgono quindi sulla base della ricerca di indizi e dell’analisi degli stessi. Da un altro punto di vista però abbiamo delle indagini più anticonvenzionali, con un Laszlo vero precursore: il Dottor Kreizler è infatti ossessionato dal comprendere l’assassino, non segue solo gli indizi, ma cerca di capire cosa significano, non vuole sapere come l’assassino uccide ma il perchè, cosa lo spinge a farlo. Il nostro Alienista è affascinato dalla devianza delle menti disturbate e ha già capito l’utilità di interrogare altri malati mentali per tentare di costruire quello che, a tutti gli effetti, è la prima forma di profiling (ciao Mindhunter)

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Nonostante qualche buco di trama qua e là, The Alienist è un crime avvincente, con atmosfere gotiche e dark (un po’ alla Penny Dreadful), un serial killer bello tosto, disturbato e disturbante (così come il pedofilo creepy di Josef Altin) e alcune scene di omicidi e di ritrovamento dei cadaveri davvero d’impatto. Il killer segue un rituale che ricorda quello di Jack the Ripper, quindi aspettativi sventramenti vari e parti del corpo prese come trofeo o peggio ancora.

Essendo The Alienist tratto dal primo di una trilogia di romanzi, le possibilità di una seconda stagione sono piuttosto buone, con la Fanning che ha già dichiarato che sarebbe entusiasta di tornare nei panni di Sarah Howard. E noi non potremmo che condividere il suo entusiasmo.

VOTO: 7


  1. Sognostrano

    1 Maggio

    Grazie mille a tutti per gli spoiler non segnalati. Vi pare che in una recensione di un “giallo” si faccia il nome dell’assassino? Era proprio necessario? Complimenti.

    • Steiner

      1 Maggio

      Ci siamo dimenticati di inserire lo spoiler alert a inizio articolo, sorry. Rimediamo.

    • Giulia

      3 Agosto

      Ma non c’è alcuno spoiler sull’assassino o almeno, io non l’ho minimamente visto o letto.

  2. Maria

    23 Giugno

    Ragazzi come voi ho amato profondamente la serie, ma sono rimasta senza parole sul finale.
    Non capisco perché la polizia andasse tanto contro di loro anche nel finale, inizialmente pareva fosse così per proteggere il primo sospettato, ma dopo? Sono continuate le minacce (ad es. la morte di Mary) e gli attacchi (la caduta dalla carrozza in cui l’alienista si è fatto male alla gamba). Solo perché non gli andava che qualcuno indagasse su qualcosa?! Non so non mi ha proprio convinto. Voi che ne pensate?

  3. Cristina C.

    24 Giugno

    Ciao Maria,
    come hai potuto vedere la polizia è estremamente corrotta, gli onesti sono un’eccezione. L’arrivo di Roosvelt ha portato scompiglio in questo sistema ormai profondamente radicato, in quanto è una persona integerrima e dai saldi principi. Ha cominciato a mettere ordine licenziando in primis il Capitano Connor. La reazione estrema di Connor e soci non ha quindi solo lo scopo di proteggere, per guadagno, un potenziale serial killer figlio di persone molto ricche e potenti. Si è arrivati alla ricerca di una vendetta anche personale, in quanto Connor vede l’inizio di tutti i suoi guai anche in Laszlo e il resto della task force, oltre che in Roosvelt. Sicuramente Connor ha le spalle coperte anche da persone ben più potenti di lui, interessate anche loro a liberarsi di chi ha osato ribellarsi a questo sistema. Da qui le minacce, gli incidenti, e la morte di Mary, vittima innocente di un gioco più grande di lei.

    • Salvatore

      21 Settembre

      Ciao,
      sono rimasto anche io sconcertato come Maria sul finale e per come è stato interpretato l’accanimento contro Moore e Laszlo anche nelle scene finali, hanno lasciato adito di pensare comunque in un coinvolgimento della vecchia guardia (vedi anche lo sguardo finale di Byrnes al capitano). Sarebbe stato giustificato un “sapevano ma non hanno parlato”.. ma così forse è pò troppo enigmatico.

      • Cristina C.

        22 Settembre

        Ciao Salvatore,
        è passato un pò di tempo da quando ho visto la serie quindi il momento specifico dello sguardo a cui fai riferimento non lo ricordo, ma concordo sul fatto che c’era un sistema ben radicato di connivenze anche nella vecchia guardia, e Roosvelt ha rotto l’equilibrio che si era creato.

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