Requiem

“Se non c’era un fantasma prima c’è ora, ed è la stessa Eleanor che si aggira sola per le stanze di Hill House” (The Haunting of Hill House, di Shirley Jackson)

Oggi parliamo di Requiem una delle ultime serie proposte da Netflix, disponibile con le sue 6 puntate sulla piattaforma italiana dal 23 marzo, dopo essere stata trasmessa dalla BBC.
Non è facile posizionare Requiem (creata e sceneggiata da Kris Mrksa) all’interno di un unico genere perché è un mix omogeneo tra thriller, horror soprannaturale e ghost story, e prende ispirazione dalla reale vita di un alchimista inglese del sedicesimo secolo.

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Matilda Grey (Lydia Wilson) è una violoncellista londinese lanciata in una carriere molto promettente. La sera di un importante concerto la sua vita viene sconvolta dal suicidio inspiegabile di sua madre, che si taglia la gola proprio di fronte a lei. La madre le fa trovare una scatola che contiene vario materiale in merito alla scomparsa di una bambina, Carys Howell, avvenuta 23 anni prima a Penllynith (fittizio paesino gallese, cornice perfetta per questo tipo di storie). Matilda, accompagnata dal collega e amico Hal (Joel Fry), decide quindi di intraprendere un viaggio verso Penllynith per capire cosa c’è dietro il suicidio di sua madre e cosa centri in tutto ciò la scomparsa di Carys.

Quello della madre di Matilda non è l’unico suicidio inspiegabile che sconvolge la storia: a Penllynith Ewan Dean – proprietario della dimora Dean House – si getta da una delle torri della casa. L’arrivo di Matilda e Hal turba gli abitanti di Penllynith, che cercano in tutti modi di lasciare sepolto questo episodio del passato: per alcuni perché ancora troppo doloroso, per altri perchè hanno molto, troppo da nascondere. Matilda si rende subito conto di appartenere a quel luogo, in particolare a Dean House, dove lei e Hal alloggiano ospiti di Nick Dean, nipote ed erede di Ewan Dean. Non sarà facile per Matilda e Hal arrivare alla verità, che si rivela essere molto più terrificante di quanto ci si aspetti.

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Dean House è il fulcro di tutto, scopriamo insieme alla protagonista i tanti misteri celati da questa antichissima villa, una cantina con strane e agghiaccianti registrazioni, una stanza segreta murata con dei disegni infantili sotto la carta da parati (ed è subito Profondo Rosso), soprammobili e libri particolari, strani rumori e sospiri.
Anche L’ambientazione gallese è grande protagonista, rievoca le storie dei druidi e dei celti, che sono un tutt’uno con le brughiere britanniche e con quella nebbia così tipica di questo paesaggio antico, misterioso e magico. Non ci stupiremmo se a un certo punto spuntasse dai dintorni di Dean House il mastino di Baskerville. È una serie molto british, dalla narrazione alla fotografia, così come l’estetica e l’ottima regia che riesce a mantenere un costante clima creepy e di tensione, grazie anche ai movimenti lenti della telecamera che seguono gli spostamenti dei protagonisti, mettendoti una buona dose di ansia addosso.

Per quanto riguarda i protagonisti, la Wilson pecca forse di mancanza di carisma, qualità che invece non manca a Joel Fry (volto già noto per i fans di Game of Thrones) che riesce a portare sullo schermo un personaggio credibile e con il quale si empatizza subito. Spiccano inoltre Trudy Franken (Sian Reese-Williams), unica cittadina di Penllynith sinceramente interessata ad aiutare Matilda e Hal a fare luce sui tanti misteri sepolti, e Rose Morgan (Claire Rushbrook, veterana della televisione made in UK), che ci offre un’ottima interpretazione della madre di Carys, donna estremamente fragile e incapace di superare la scomparsa della figlia, nonostante si sia ricreata una nuova famiglia.

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Forse si tratta di una storia già vista e l’originalità non è il suo punto forte, ma Requiem è comunque una serie godibile, soprattutto nelle parti horror, prodotto perfetto per il tanto sbandierato binge watching. Il finale lascia aperte molte possibilità per il futuro del racconto e Kris Mrksa in una recente intervista ha detto di aver concepito lo show come un two-part story. La seconda stagione potrebbe arrivare l’anno prossimo. Attendiamo.

VOTO: 6,5


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