La Rabbia dei Morti Viventi

Per il nostro consiglio settimanale andiamo indietro nel tempo fino al 1970 e andiamo a pescare dentro al meraviglioso mondo del cinema Grindhouse. Stacchetto musicale.

I Drink Your Blood è un film matto, incasinato, violento e assolutamente caotico. Diretto da David E. Durston, il film uscì nelle sale americane in coppia con I Eat Your Skin e con gli anni si è guadagnato la corona di piccolo cult. Il titolo italiano, La rabbia dei morti viventi, è un titolo che può far pensare ad un’orda di zombi inferociti, ma in realtà nel film non ci sono zombi. C’è però la rabbia, nel senso della malattia. E ci sono anche i morti viventi, ma sono i membri di una setta di hippie sfigati e tossici adoratori di Satana (vagamente ispirati a Manson and co.) che si fanno appunto chiamare “Morti Viventi” e vanno in giro a rubare, stuprare e uccidere la gente a casaccio.

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Capita però che i fricchettoni violentino la ragazza sbagliata. Già, perchè Silvia (questo il nome della povera malcapitata) ha un fratellino che ha un’idea tanto geniale quanto diabolica per vendicare lo stupro della sorella. Ciccio Pasticcio (così abbiamo ribattezzato la piccola peste) preleva con una siringa del sangue dal cadavere di un cane morto per rabbia e ci farcisce delle tortine di carne, che poi porta alla banda di satanisti, che sta bivaccando in una casa abbandonata. Avete già capito come va a finire.

Va a finire così.

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I Drink Your Blood nasce come un rape&revenge atipico, per trasformarsi col passare del tempo in un delirio di sangue e violenza. C’è più o meno tutto quello che si può chiedere ad un film estremo, dagli stupri alle decapitazioni, da gente bruciata viva ad arti staccati a colpi d’accetta.

Quello di Durston è un film che non ha rispetto di niente e di nessuno. Se nella prima parte l’autore cerca ancora di dare un tono alla pellicola descrivendo i legami tra i personaggi (un paio di love story mega-sessiste e le relazioni all’interno della setta), nella seconda sbraca completamente, fregandosene di dare un filo logico anche alle cose più semplici e pensando solo ad infilare una sequenza shock dopo l’altra.

E noi di questo siamo ovviamente molto felici.

La rabbia dei morti viventi può risultare a tratti insostenibile, ma è un diamante grezzo (grezzissimo) che si deve apprezzare proprio per il suo andare totalmente fuori dai binari, inseguendo improbabili modelli alti (Romero in primis). Buona visione e buon appetito.

I Drink Your Blood (La Rabbia dei Morti Viventi), 1970, David E. Durston


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