READING

Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple

Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple

Quando si parla di Jonestown si parla di Jim Jones. Probabilmente molti di voi conosceranno questo nome e la  tragica storia che si porta dietro, altri lo sentiranno per la prima volta. Jim Jones era un predicatore, fondatore del People’s Temple, il Tempio del Popolo, movimento religioso (o per meglio dire, setta) che tra gli anni ’60 e ’70 negli Stati Uniti fece molto parlare di sè. Jones veniva dalla strada, da una famiglia disagiata, ma riuscì sorprendentemente a raggruppare attorno a sè un numero alto di persone, che credevano nel suo messaggio di fratellanza e pace, un messaggio quasi rivoluzionario per quel tempo negli USA, perchè per uguaglianza Jim Jones intendeva una vera uguaglianza, senza distinzione di sesso, nazionalità e, soprattutto, razza. Sì, per Jim Jones i neri erano come i bianchi. E fu proprio lui il primo bianco ad adottare un bambino black nella storia dello Stato dell’Indiana. Splendido, no? Per Jim Jones poi non esisteva la proprietà privata. All’interno del Tempio tutto doveva essere al servizio della comunità, che garantiva alla sua gente ogni servizio possibile immaginabile, da quello sanitario, al cibo ai semplici mezzi di trasporto. Socialismo? Socialismo.

kt7199r9q3-FILEID-1.87.43

Un movimento affascinante, quello di Jones, che nel giro di pochi anni arrivò ad avere migliaia di seguaci, rendendo il suo leader uno degli uomini più influenti d’America. Ma gli Stati Uniti non vedevano di buon occhio tutta questa uguaglianza (strano eh?) e così Jones decise di trasferirsi in Guyana, per fondare una comunità in mezzo al nulla, nella quale tutti i membri del Tempio avrebbero dovuto vivere in pace e armonia, senza pensare ai problemi della vita moderna. Migliaia di persone partirono entusiaste. Sembrava tutto bellissimo.

Ma Jim Jones presto uscì di testa. Alcol. Stupri. Droga. Paranoie. Fino alla decisione finale: il mondo vuole distruggerci, non lo permetteremo, dobbiamo morire con dignità. Risultato: 909 persone costrette a suicidarsi bevendo del veleno. Una comunità annientata. Il più grande suicidio di massa della storia.

jonestown-suicide-massacre

Passato per numerosi festival internazionali prima di debuttare in televisione nel 2006, Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple, diretto da Stanley Nelson su soggetto di Marcia Smith, è un documento incredibile su una delle storie più tristi del Novecento americano. La figura di Jim Jones viene ricostruita con minuzia di particolari, partendo dalla sua infanzia fino ad arrivare al culmine del suo successo, attraverso interviste alle persone che gli sono state vicine nel corso della sua avventura con il Tempio, dal figlio adottivo ai pochi superstiti della strage del 18 novembre 1978.

234234-11

Colpisce al cuore e allo stomaco assistere al lento declino di un’utopia, nata su basi inattaccabili e a suo modo rivoluzionarie per l’epoca. Il film non è solo la ricostruzione di un evento drammatico ma è anche un ritratto psicologico dell’America del tempo (e chissà, forse anche di quella attuale), disperatamente alla ricerca di un punto di riferimento, di un motivo di aggregazione, di una via di fuga. Jim Jones era la risposta, il Tempio era la risposta a tutti i problemi. Jonestown è un film forte e coinvolgente, che se visto con la giusta prospettiva può aprire infiniti tavoli di discussione. Qui sotto vi mettiamo la versione originale, disponibile su Youtube.

Invece QUI potete trovare una bellissima raccolta di immagini di Jonestown e la sua gente.

Jonestown: The Life and Death of Peoples Temple, 2006, Stanley Nelson


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.