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The Disaster Artist

The Disaster Artist

Yes! You did it James! Il nostro poliedrico e instancabile James Franco ha tirato fuori dal cilindro il suo film più bello. Dopo aver già ampiamente dimostrato le sue capacità attoriali (nel nostro cuore rimarrà per sempre la sua interpretazione di Alien in Spring Breakers) e dopo essersi cimentato dietro la cinepresa con risultati altalenanti, ecco che il nostro James ci regala una delle commedie più brillanti degli ultimi anni. The Disaster Artist è tratto dal libro dell’attore/modello Greg Sestero intitolato appunto The Disaster Artist: My Life Inside The Room, the Greatest Bad Movie Ever Made e racconta la storia della sua amicizia con Tommy Wiseau, l’ormai celebre mente dietro a The Room, definito “Il Quarto Potere dei film peggiori della storia del cinema”, talmente brutto da fare il giro e diventare un cult.

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Il film si concentra su Tommy, personaggio misterioso del quale nessuno conosce il vero nome, le origini o quanti anni abbia, uomo dai comportamenti sempre sopra le righe, accompagnati da un accento strano e caratteristico e con una risata che ha già fatto storia. Tommy stringe una stretta e sincera amicizia con Greg, giovane compagno di recitazione, con il quale condivide la voglia di sfondare a Hollywood. Dopo una serie di porte chiuse in faccia, Tommy decide di scrivere lui stesso il film che ha sempre sognato, di produrlo e di interpretarlo insieme a Greg. Come fa a prodursi il film? Wiseau ha un conto in banca stratosferico. Da dove arrivino questi soldi nessuno lo sa, ma sono tanti (verranno spesi 6 milioni di dollari per la realizzazione di The Room).

Prende quindi il via la produzione cinematografica più strampalata e sconclusionata della storia.

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The Disaster Artist è un film divertentissimo. Era da tanto tempo che non ridevo così di gusto, ma il film di Franco riesce allo stesso tempo ad essere anche un’opera malinconica: parla di sogni e di un’amicizia che supera tutte le abissali differenze che ci possono essere tra le persone (e per farlo Franco ha voluto nel cast gli amici di sempre, il fratello Dave e Seth Rogen). È anche un film che parla di accettazione della diversità, e soprattutto di human behaviour, concetto ripetuto più volte da Tommy. Non aspettatevi quindi una classica commedia tutta scenette e risate, perchè col passare dei minuti vi accorgerete che un senso di malinconia farà capolino e le lacrime saranno dietro l’angolo. The Disaster Artist è l’esaltazione del fallimento, ma sempre di un fallimento, più umano che artistico in fin dei conti, stiamo parlando.

Franco ha dato vita al migliore film che potesse essere realizzato sul peggiore film di sempre, raccontando non solo la strana storia della nascita di un film, ma mettendo sullo schermo il sogno, folle, di una persona folle. E il paragone con l’Ed Wood di Tim Burton diventa quasi obbligatorio. Un consiglio, rifiutatevi categoricamente di vederlo doppiato: vedere questo film in italiano non avrebbe alcun senso, essendo un’opera che si basa per il 90% sul lavoro incredibile svolto da James Franco per emulare la parlata e i gesti di Tommy Wiseau. Godetevelo in originale, anche per riuscire a capire perchè James si è portato a casa il Globe per il miglior attore.

Due piccole segnalazione per concludere: nel film ci sono vari cameo, ma il cameo più bello lo troverete dopo i titoli di coda, quindi non fate l’errore di alzarvi e andarvene, aspettate e sarete ripagati; la colonna sonora è qualcosa di entusiasmante, un mix che passa da Rick Astley ai Faith No More (quando Franco arriva sul set sulle note di Epic ci siamo esaltati non poco), da Kylie Minogue addirittura a Corona, una bomba. Come tutto il film, del resto.

VOTO: 7


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