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Everything Sucks!

Everything Sucks!

Salve, sono uno Steiner immaginario di 48 anni e ho un paio di figli in età scolare. La più grande è femmina, si chiama Beverly Kimberly Steiner e ha 14 anni, il secondo è un maschio, Bartosz Togliatti Steiner, e ne compirà 11 nel mese di aprile. Oggi sono qui a parlare con voi, care amiche mamme e cari amici papà, perchè su Netflix è uscita da pochi giorni la serie perfetta da far vedere ai nostri figli. Non preoccupatevi, non ci troviamo di fronte ad altre cose volgari e diseducative come quelle viste in The End of the F***ing Worldnè all’ennesima avventura mistery-horror con le canzoncine anni ’80. Parliamo di una serie divertente, intelligente e piena di buoni sentimenti, una serie che insegnerà ai vostri figli valori importanti e come crescere al meglio, toccando tutti quei temi delicati che i ragazzi si trovano ad affrontare quando fanno il grande passo dalle medie al liceo, in particolare i temi dell’amicizia e della figa.

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Everything Sucks! (questo il titolo dagli echi punk della serie creata da Ben York Jones e Michael Mohan) è ambientata nel 1996 in Oregon, nella cittadina di Boring (sì, vabbè..). I due protagonisti sono la matricola Luke, ragazzino intraprendente con madre single, e Kate, ragazzina outsider, figlia del preside della scuola. Attorno a loro due ruotano una serie di personaggi: c’è il ragazzino nerd con gli occhiali, c’è il ragazzino sdentato coi vestiti buffi, c’è la bionda tettona, c’è il fighetto artistoide, c’è la catholic school girl, ci sono i normcore inutili. Luke ama Kate, ma Kate ama segretamente Emaline che sta con Oliver ed è l’obiettivo di McQuaid. Insomma, Ambra ci aveva scritto una canzone (restando in tema anni ’90). Sullo sfondo nasce una “simpatia” tra il padre di Kate e la madre di Luke (subplot inutilmente utile).

Tra amori, litigi e prese di consapevolezza, i ragazzi si butteranno in un progetto ambizioso: realizzare un film di fantascienza da proiettare alla fine dell’anno scolastico.

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Nonostante in molti si siano affrettati a bollare Everything Sucks! come “la serie nostalgica sugli anni ’90”, la verità è piuttosto diversa. Ben York Jones (che compare nella serie nel ruolo dell’insegnante a capo del A/V club) e Michael Mohan non ci sventolano in faccia ogni 10 secondi i simboli di quel decennio (come fa Stranger Things in maniera invadente con gli anni ’80), ma ne utilizzano usi e costumi in maniera intelligente e ben dosata, facendo restare sempre i personaggi al centro della scena. Se c’è un aspetto nel quale, però, gli anni ’90 si fanno sentire in maniera prepotente è quello legato allo stile e al linguaggio.

Everything Sucks! è infatti più vicino ai vecchi telefilm per ragazzi che alle moderne serie tv (il format è quello sperimentato recentemente da Netflix con puntate da poco pù di 20 minuti). E’ un ibrido molto ben riuscito tra un Bayside School (per fare un esempio di telefilm cazzaro nineties tutto sorrisi e t-shirt colorate) e le avventure liceali contemporanee, sempre di più caratterizzate da dramafeels. Questa serie fa prevalere una descrizione soft e innocua dei rapporti umani e delle relazioni che si instaurano col passare del tempo tra i protagonisti, senza mai cadere in isterie, in eventi shock o in toni troppo drammatici. Certo, ci sono i momenti emo, alcuni riusciti (vedi alla voce Oasis) e altri meno (vedi alla voce banana slug), ma è chiaro che l’intento non è mai quello di commuovere, quanto quello di rendere più dolci e teneroni i ragazzini e farli ben volere dal pubblico (strano ma vero: non ci sono ragazzini insopportabili).

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Un altro punto a favore della serie è il modo in cui tratta l’omosessualità di Kate: nessuna volgarità, nessun esibizionismo e nessun cliché, con la ragazzina che non viene trasformata ne “il personaggio figo della lesbo teen” ma resta sempre una ragazza con le sue debolezze, i suoi difetti e i suoi pregi. Un’operazione di normalizzazione dell’omosessualità teen della quale c’è sempre più bisogno.

Un paragrafo a parte meriterebbe la colonna sonora, ovviamente importantissima e ovviamente ruffiana e anni ’90 fino all’osso. Vi diciamo che Wonderwall diventa momento da lacrimuccia e che vengono rispolverate perle come Beautiful Life degli Ace of Base e Cornflake Girl di Tori Amos. Poi ci sono Ride, Offspring, Weezer, Bloodhound Gang, Cardigans e il bacio più importante della stagione viene accompagnato da Ordinary World. Manco starlo a dire: gli anni ’90 surclassano gli ’80 con nonchalance.

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Dopo tutte queste lodi è giusto aggiungere una cosa. Everything Sucks! è la serie perfetta per i nostri figli perchè noi vediamo il mondo con gli occhi di ultraquarantenni cresciuti negli anni ’90. La verità è che in quei ragazzini vediamo noi stessi più che i nostri figli. Luke, Kate, Emaline e gli altri protagonisti vivono come vivevamo noi l’adolescenza più di 20 anni fa, non come la vivono i giovani di oggi. E questo è il punto debole della serie: siamo sicuri che i giovani cresciuti con meme, porno e internet siano attratti da un tipo di racconto così morbido e rassicurante? Temo che la risposta sia no. Pur parlando di liceali, Everything Sucks! finisce per essere un ottimo prodotto per gli under 14 e per gli adulti, rischiando di venire ignorato ed etichettato come cazzata proprio dai teen a cui vorrebbe rivolgersi.

Dopo stupri, assassini, psicopatici, mostri e casi umani, accettiamo di buon grado l’arrivo di una serie così leggera e spensierata. Everything Sucks! per ora si aggiudica il Premio Carineria di questo 2018.

VOTO: 6,5


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