The Love Witch

Se ci state leggendo sappiamo che il vostro film di San Valentino quest’anno non sarà 50 sfumature di rosso. Lo sarà però l’Outsider di questa settimana, ovvero The Love Witch.

Questo gioiellino arty è girato tutto in 35 mm, formato non semplice da utilizzare in questo mondo digitale ma caro a molti registi. Fare film in pellicola costa soldi, tempo e fatica, per cui rendiamo onore alla brava regista Anna Biller (proveniente manco a dirlo da una famiglia di artisti: la madre è una fashion designer e il padre un visual artist), che è anche sceneggiatrice, produttrice, costumista, scenografa e si è occupata personalmente del montaggio (montando il film pezzettino per pezzettino). Insomma, un lavoro enorme, tanto che tra The Love Witch e Viva, il suo precedente film, sono passati 9 anni. Ditemi voi se non vero amore per il cinema questo.

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Il film si apre con Elaine (Samantha Robinson), strega contemporanea bellissima e ammaliante, che a bordo della sua auto viaggia verso una piccola cittadina californiana per iniziare una nuova vita, dopo aver ucciso con una pozione l’ormai ex marito, colpevole di volerla abbandonare. C’è solo una cosa che vuole Elaine: trovare un uomo che la ami fedelmente per tutta la vita. In realtà potrebbe avere qualunque uomo senza bisogno di sotterfugi, ma ha un concetto totalmente sbagliato dell’amore, che per lei significa soddisfare in tutto e per tutto chi desidera, per riuscire a legarlo a sè per l’eternità. Il suo disperato bisogno di essere amata porta Elaine ad avvicinare vari uomini grazie alla sua bellezza, ai quali poi propina le sue pozioni, intrugli potenti ma imperfetti, tanto da fare perdere alle sue prede ogni briciolo di volontà, rendendoli completamente succubi, fino alla morte. La scia di decessi che si lascia alle spalle anche nella nuova cittadina allerterà la polizia che comincerà ad indagare e a sospettare di Elaine. Ma anche i poliziotti sono uomini ed è difficile resistere ad una così:

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The Love Witch è uno dei film visivamente più impressionanti che abbiamo avuto il piacere di vedere recentemente. La Biller è riuscita a ricreare con una grande dovizia di particolari un surreale immaginario anni ’70 in Technicolor, omaggiando la Hollywood dei bei tempi che furono e i vecchi gialli italiani, e riuscendo allo stesso tempo a dare al film una sua identità ben definita.

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E’ un film leggero, sensuale, femminile e femminista, dove la nostra Elaine, così dipendente dagli uomini, è allo stesso tempo una mantide religiosa che se ne ciba. E’ un film ricco di magia e colori sgargianti, con costumi e ambientazioni maniacalmente curati, dalla sala da tè vittoriana alla casa della protagonista. Qualche difettuccio c’è e una minor durata avrebbe sicuramente giovato al film. The Love Witch è però un film che si presenta già in partenza come qualcosa di diverso e per noi, che amiamo follemente questo tipo di immaginario e tutto ciò che è stregonesco, è già un piccolo cult.

The Love Witch, 2016, Anna Biller


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