READING

The Cloverfield Paradox

The Cloverfield Paradox

E all’improvviso, quando nessuno se lo aspettava, ecco arrivare come una catapulta il nuovo Cloverfield. Il debut trailer era atteso nella notte di domenica, durante il Super Bowl, e invece Netflix ci ha sorpreso ancora una volta, facendo uscire direttamente tutto il film. Eccoci quindi di fronte al terzo capitolo della saga più misteriosa degli ultimi anni, eccoci di fronte a The Cloverfield Paradox.

Diretto dallo sconosciuto Julius Onah, il film è stato scritto da Doug Jung e Oren Uziel, due che rispettivamente han messo mano a robe diversissime tra loro come Star Trek, 22 Jump Street e Shimmer Lake. Uziel poi sta scrivendo il nuovo Mortal Kombat, quindi ha tutta la nostra simpatia. The Cloverfield Paradox si presenta come un prequel dei due precedenti lavori (Cloverfield e 10 Cloverfield Lane), mostrandoci come hanno fatto ad arrivare sulla Terra i mostri alieni giganti. Ve lo diciamo subito: Paradox è un film di gente nello spazio. In pieno stile Star Trek o, per restare a film più recenti, in stile Life (col quale ha tanto, tantissimo in comune).

paradox

La storia è quella di un gruppo di astronauti (un inglese, un russo, un irlandese, un cinese, un americano ecc ecc) che vengono spediti in orbita per cercare di avviare un aggeggio che dovrebbe garantire energia illimitata alla Terra, rimasta a secco di risorse energetiche e destinata al collasso. La missione sembra essere un fallimento, dato che ogni tentativo di creare sta benedetta energia con un acceleratore di particelle pare vano. Le superpotenze mondiali attendono notizie dallo spazio: se la missione non va in porto, la guerra su scala globale pare inevitabile. Sulla Terra c’è anche uno scienziato contrario alla missione spaziale, il quale teorizza che l’operazione che stanno tentando gli astronauti della Cloverfield (questo il nome della navicella) potrebbe avere conseguenze irreparabili, andando ad alterare lo spazio-tempo e creando del casino tra le varie dimensioni. Questa teoria catastrofista è chiamata The Cloverfield Paradox e ovviamente nessuno ci dà peso. Big mistake.

tcpstill00113

Se il primo Cloverfield era il film della distruzione e il secondo quello della tensione e dell’attesa, questo è quello dell’azione. Come abbiamo già detto, trattasi di un film su una missione spaziale e no, purtroppo per noi non sono presenti mostri che fanno a pezzi i membri dell’equipaggio come tradizione vorrebbe. Ciò che vediamo in Paradox è un noioso avvicendarsi di eventi rocamboleschi che ci portano verso una conclusione della quale in realtà sappiamo già tutto, senza aggiungere nessun elemento davvero coinvolgente e sorprendente. Ci sono piccole cose divertenti (il braccio in stile Addams), qualche accenno di virata verso l’horror (i vermi), ma il colpo non viene mai affondato. Lo scossone grosso arriva con l’entrata in scena di Elizabeth Debicki, che fa sperare in un cambio di ritmo, invece il film si appiattisce subito sul destino di #quelladiSanJuniperoammorbandoci con i suoi turbamenti interiori, le sue lagne sulla famiglia lontana e sul desiderio di riabbracciare i figli morti. Insomma, tutto è riassunto in questa immagine:

rawfield

Se The Cloverfield Paradox è stato buttato su Netflix all’improvviso senza passare per la sala un motivo ci sarà. Il fatto è che quella di Cloverfield è una delle saghe più stuzzicanti che ci sono in giro e vederla arrancare nello spazio è davvero un peccato. Conosciamo bene J.J. Abrams e Drew Goddard (i veri burattinai di tutto l’ambaradan), sappiamo che spesso partono da un’idea fighissima per poi annacquarla con un sacco di cose tutt’altro che esaltanti, ma dopo questo Paradox la domanda che sorge spontanea è: che direzione vogliono far prendere a Cloverfield? L’invasione aliena e lo scenario apocalittico regalano agli autori una gamma di possibilità pressoché infinite per far progredire la serie, sarebbe forse il momento di tornare a fare i conti coi mostri giganti anzichè puntare su tanti piccoli spin-off come questo che rischiano di far allontanare i fan dal franchise.

The Cloverfield Paradox è in definitiva poco più di una discreta puntata di una serie tv scifi, appiccicata agli altri due film con del nastro adesivo scadente. E non bastano gli ultimi 15 secondi del film (inevitabile contentino) per tirare su un film senza verve e, fondamentalmente, senza idee. Speriamo sia solo un passo falso e che il prossimo episodio di Cloverfield (che sarà ambientato in una base militare) ci regali molte più soddisfazioni. E qualche mostro alieno in più.

VOTO: 5


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.