The Open House

E’ uscito venerdì 19 gennaio, giusto in tempo per rovinarci il weekend, il nuovo film horror ad etichetta Netflix. Stiamo parlando di The Open House, scritto e diretto dalla debuttante coppia Angel&Coote. Uno dei registi, Matt Angel, ventisette anni, è il classico “figlio di”, in quanto il padre Dan è un superproduttore e autore televisivo americano (The X-Files, Goosebumps e altri. Ah, produce anche questo film!). A differenza di altri figli d’arte, però, sembra che il buon Matt non abbia dalla sua il talento del padre. Tutto questo cappello introduttivo era dovuto, per farvi capire la dinamica che si cela dietro a questo film, che più che classicamente brutto si potrebbe definire inspiegabile.

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Adesso dovrei parlarvi brevemente della storia, solo che è impossibile farlo senza spoilerare. Non perchè il film sia pieno di trovate e colpi di scena clamorosi ma per l’esatto contrario: non succede niente di niente e se vi dico l’unica cosa che succede vi ho raccontato tutto il film. Quindi facciamo così: SPOILER ALERTAAAAA! Possiamo continuare.

Dopo aver perso il marito in un tragico incidente (schiacciato da una macchina), una donna in gravi difficoltà economiche si trasferisce nella casa di montagna della sorella col figlio teen (Dylan Minnette). La casa è in vendita, quindi madre e figlio devono ogni tanto uscire per lasciare la casa in mano agli agenti immobiliari e ai possibili compratori (da qui il termine open house). Col tempo però i due si accorgono che con l’aumentare delle visite qualcosa nella casa cambia. Eventi strani accadono: sbatte una porta, sparisce un telefono, si spegne la caldaia (lol). Finchè una sera tornando a casa trovano addirittura la tavola apparecchiata. Insomma, sembra che ci sia qualcuno dentro la casa. Fantasmi? Gnomi? Quello di The Boy che si è rifatto una vita in montagna? Mistero.

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Con la foto qui sopra il mistero svanisce. Insomma, c’è un tizio nella casa e non è simpatico nè pacifico. Chi è questo personaggio inquietante? Boh! Quale è la storia spaventosa che si cela dietro la sua presenza? Boh! Cosa lo lega a quel luogo? Boh! Perchè si nasconde? Boh! Ma soprattutto: perchè decide di farsi vedere solo a 10 minuti dalla fine del film PER AMMAZZARE i protagonisti? Boh! Cioè, se sei un killer ammazzali subito, non gli apparecchi la tavola per giorni. Vabbè.

Quello che sorprende in negativo di The Open House è l’approssimazione con la quale gli autori hanno scritto il film. Non siamo di fronte ad uno slasher, non siamo di fronte ad un film su forze soprannaturali, nè siamo di fronte ad un mistery ben studiato. Quello di Angel&Coote è un thriller raffazzonato che mescola elementi a casaccio sperando di trovare un’improbabile quadratura del cerchio. Tutto, e sottolineo tutto, in questo film è fuori luogo: dai personaggi (la vicina di casa schizzata per dare un tocco alla Twin Peaks), alla storyline vera e propria (inizialmente gli autori sembrano voler abbozzare una sorta di Ferro 3 in salsa horror, poi ci fanno pensare ad una sterzata verso l’home invasion stile mother!, finendo poi per scegliere la strada del nulla), fino alla cosa più difficile da sbagliare, ovvero la dose di violenza e sangue. Questi geni sono riusciti a far sembrare sbagliata e superflua la violenza in un film horror, il che la dice lunga sulla riuscita del film.

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L’unica utilità di The Open House è probabilmente quella di essere un buon tranquillante per la fan base (ragazzine) di Dylan Minnette, in trepidante attesa della seconda stagione di Tredici. E non mi stupirei affatto se la produzione avesse ragionato proprio in questo modo. Dopo due buoni film come Il Gioco di Gerald e 1922 Netflix realizza il suo primo horror veramente orrendo e da evitare. Per fortuna siamo appena all’inizio dell’anno.

VOTO: 4


  1. Max

    3 febbraio

    Sottoscrivo in pieno.
    Buttata via un’ora e trentacinque di vita. Un finale che ti viene voglia di squartare i registi/sceneggiatori.

  2. Gianlu (io)

    19 agosto

    Mi ha lasciato prima confusione (pensavo di essere solo io ad non aver capito nulla) poi vera amarezza( film da non vedere)

  3. Giuseppe

    1 settembre

    Io credo, e voglio farlo per riuscire a darmi una spiegazione che:
    Tutto inizia da quando incominciano le visite per la casa in vendita( infatti, si vede in modo iniquivocabile che uno dei visitatori della casa in vendita porta le stesse scarpe dell’assassino)
    Il possibile acquirente si rende conto che con la casa occupata da madre e figlio non possa entrarne in possesso, e quindi, inizia a farli spaventare facendogli credere che la casa sia infestata da presenze, fantasmi ecc… (i due personaggi coinvolti nella vicenda e cioè: la signora svitata e il commesso che fa il filo alla madre di Logan potrebbero essere stati inseriti come personaggi anche per sviluppare la follia omicida dell’assassino in quanto rappresentino presenze positive per madre e figlio e per una loro stabilità emotiva ed un loro prolungamento nella casa) cercando di farli andare via in questo modo. Ma, quando si rende conto che i due non se ne andranno ( anche a causa della situazione economica) neanche di fronte a questi finti eventi del paranormale, decide di ucciderli per liberare la casa. infatti appena uccide il ragazzo ecco che si reca all’ open house. Può sembrare privo di sostanza il mio ragionamento ma è l’unica spiegazione che riesco a percepire.

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