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The End Of The F***ing World

The End Of The F***ing World

Il problema fondamentale è che sto invecchiando. E no, non sto diventando una di quelle persone che quando invecchiano si addolciscono, prendono i bambini sulle ginocchia, raccontano loro fiabe e guardano i giovani che escono da scuola con speranza e malinconia. I giovani mi stanno sul cazzo. I giovani d’oggi mi stanno sul cazzo. O meglio, mi stanno sul cazzo i giovani fighi di oggi e ciò che è considerato cool e figo dai giovani d’oggi. Perchè? Perchè i giovani d’oggi sono tutti dei ritardati col cervello in pappa fottuto da internet, meme e trap? No, perchè sono un vecchio (rancoroso? può essere).

Questa piccola precisazione per dire che The End of the F***ing World, la nuova serie Netflix da 8 mini-puntate da 20 minuti, ha avuto su di me un effetto strano. Dopo la prima puntata desideravo già la morte di entrambi i protagonisti, i due ragazzini sboccati, borderline e ribelli. Ragazzini che ovviamente, girovagando un po’ sui vari social, mi sono accorto essere diventati istantaneamente icone (anti)pop. Io li ho odiati e ho desiderato per loro una punizione lenta e dolorosa. Ok, sto divagando troppo, torniamo sui binari giusti e vediamo com’è la serie creata da Jonathan Entwistle.

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Alyssa (Jessica Barden, già vista in Penny Dreadful) ha 17 anni, vive con la madre, il patrigno viscido e antipatico e i due piccoli gemellastri. Odia tutti, è una bulla, è una tipa tosta. James (Alex Lawther, il segaiolo di Shut up and dance/Black Mirror) è orfano di madre (suicida), vive col padre bontempone (che detesta), ha quasi 18 anni ed è mezzo psicopatico: la sua passione è uccidere animali. Ma un giorno a James gli animali non bastano più: decide di uccidere un essere umano. Alyssa è stanca di avere a che fare con persone banali e stereotipate, è stanca della sua vita, è stanca di tutto: decide che James è la persona che può darle una scossa. Le loro vite si intrecciano, i ragazzi scappano assieme: Alyssa ha in testa ribellione e libertà, James ha in testa l’omicidio. La fuga sarà precipitosa, drammatica e piena di imprevisti. Rivelazioni, delusioni, conferme, pazzie. Il futuro per i Bonnie e Clyde in erba non può essere che una trappola.

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The End of the F***ing World, tratta dal fumetto di Charles Forsman e andata in onda originariamente in UK su Channel 4, è una serie furbetta e accattivante, che conosce i suoi polli e sa bene quali ingredienti usare per preparare la ricetta giusta. I due protagonisti sono due outsider ribelli che si giocano tutto senza paura, affrontando sesso, omicidio, fallimenti e dolore con una determinazione che solo due che non stanno molto bene con la testa possono avere. Perchè ok, Alyssa e James potranno pure essere dei Mickey e Mallory in versione annacquata, ma sono due idioti. La chiave di tutto è che lo spettatore a questi due idioti finisce per voler bene. Non io, eh! Io li odio! Ma mettendomi nei panni dello spettatore medio empatizzo, faccio il tifo per chi ha deciso di andare a tutta velocità verso il fallimento, comprendo il loro rancore, li giustifico. E alla fine, inevitabilmente, mi commuovo. Perchè i ragazzi ne hanno passate tante, perchè il ghiaccio dei loro cuori si scioglie pian piano e nasce del sentimento, perchè forse Alyssa e James hanno avuto quel coraggio che molti non hanno mai avuto.

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La storia è raccontata con uno stile che sembra nascere da un Wes Anderson cresciuto nelle popolari di Lewisham tra violenza, ignoranza e degrado. Una delle cose più belle di TEOTFW è infatti il modo in cui riesce a tirare fuori sequenze dal forte impatto emotivo da un mare di merda e volgarità. E’ il mondo nel quale vivono i protagonisti ad essere così: un mondo irreale, pieno di sogni assurdi e romantici (scappare insieme oltremanica) ma anche di istinti criminali (e animali). Voglio dire, guardate qui:

Alyssa è sboccata, antipatica, cinica, parla come Kelly di Misfits, eppure quel “I think he’s properly beautiful” detto mentre guarda James ubriaco ballare in maniera impacciata non può non scioglierci il cuore. E se questa scena vi sembra contenga troppo miele, tenete conto che di lì a poco arriveranno gole tagliate, tentati stupri e altre cose simpatiche. TEOTFW è un contenitore di tanti piccoli quadretti sfiziosi (da quelli più emo a quelli più cazzuti) senza però un collante convincente che tenga in piedi la baracca. La line riguardante le poliziotte lesbo (tra le quali Yara Greyjoy) è piuttosto patetica, mentre il finale lascia più di una perplessità (non spoilero…però…vabbè…maddai!).

Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad un’avventura di formazione on the road dalla quale Alyssa esce rafforzata, con una nuova consapevolezza di sé, della vita e delle persone che le stanno intorno, mentre James resta il solito coglione. C’è tanto materiale per tumblr e per gif dentro a questa serie, ma dietro a tanto piacevole fumo di concreto c’è poco. Resta una bella colonna sonora dominata da pezzi 60s, un’ottima performance dei due attori protagonisti e il tentativo bizzarro di rendere pop e amabili due ragazzini odiosi. Per un prodotto per la tv rivolto ai gggiovani tanto basta.

VOTO: 6+


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