The Untamed

Finalmente un film che osa. Nel mondo del cinema d’autore festivaliero indeciso tra il neo-neorealismo à la A Ciambra e il cinismo di Haneke (con Ostlund e Lanthimos a raccogliere il testimone) ecco arrivare un UFO, un oggetto non identificato, un alieno che rompe le regole e il torpore. The Untamed di Amat Escalante è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 2016, dove ha strappato a sorpresa il premio alla miglior regia. Successivamente è scomparso dai radar, uscendo in sala in pochi paesi. Ora è finalmente diventato disponibile online (c’è anche su youtube), offrendosi alla nostra outsiderizzazione.

Non parlavamo di UFO a sproposito. Siamo in Messico, presso una squallida cittadina di provincia. Nel bosco vicino al centro c’è una casa. Dentro la casa ci sono un signore e una signora che custodiscono un segreto. Dentro una stanza della casa c’è qualcosa di strano: una persona? Un mostro? Un alieno? Un polpo? Mistero. Fatto sta chi entra dentro gode come un matto, fa il miglior sesso della sua vita e non riesce più a smettere di tornare. Una famigliola sfigata della città, in cui già ci sono segni di crepe e trasgressioni, finirà per entrare in contatto con l’essere.

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Come direbbero i francesi, The Untamed è un film osé. Osa, rischia, azzarda a spingersi in territori scivolosi e perturbanti, unendo psicanalisi, horror, film d’autore, sci-fi, erotismo. Se da un punto di vista tematico è un’opera non particolarmente innovativa – Eros & Thanatos, l’ES, l’istinto primordiale vs la ragione – è sotto l’aspetto visivo che il film di Escalante colpisce maggiormente. Come nei precedenti lavori del regista (Los Bastardos, Heli), lo stile asciutto, lento e naturalista si apre a momenti di violenza efferata e sesso estremo.  Le scene di sesso tra esseri umani e piovra aliena sono poi la vera punta di diamante, mettendo insieme Possession di Zulawski, Alien e il celebre dipinto di Hokusai Il sogno erotico della moglie del marinaioIl risultato è qualcosa di fastidioso e affascinante, conturbante e respingente, diverso da tutto quello che si vede ultimamente nei festival.

Da guardare accompagnato da insalata di polipo.

La región salvaje, 2016, Amat Escalante


  1. Carlo Trevisan

    23 Aprile

    Da fan della saga di Alien ero incuriosito da questo film.. Sicuramente ben diretto e non banale, ma la storia è una cagata allucinante. Trashata b-movie farcito da tanta retorica per dargli spessore.

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