Creep 2

E’ con tanta giuoia che torniamo a parlare del malato mentale con la maschera da lupetto nato dalle menti perverse di Patrick Brice e Mark Duplass. A distanza di tre anni da Creep (uno dei pochi found footage davvero interessanti degli ultimi anni, lo trovate su Netflix) arriva il sequel, intitolato semplicemente Creep 2. Sempre Brice alla regia e sempre Duplass nei panni del killer, che in questo nuovo capitolo abbandona il nome Josef per impossessarsi di quello della sua ultima vittima, Aaron.

Il format è sempre quello del found footage, ma questa volta lo sparring partner di Duplass è Sara (Desiree Akhavan), una che con gli spostati ha a che fare quotidianamente e che non si spaventa vedendo una maschera di gommapiuma o sentendo un forte rumore. La sfida tra predatore e preda sarà molto più avvincente.

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Sara è una youtuber che sta cercando di lanciare il suo programma, Encounters, nel quale risponde agli annunci più bizzarri trovati sui giornali o online per cercare di capire chi si nasconde dietro certe richieste. Si va dal quarantenne che vuole essere trattato come un neonato al vecchio solo che vuole  un po’ di compagnia. Insomma, una roba un po’ noiosa. Infatti nessuno lo guarda e Sara decide di chiudere la sua carriera artistica. Ma la sua attenzione viene catturata da un misterioso annuncio per videomaker. Di chi sarà mai l’annuncio? E’ lui o non è lui? Ma ceeerto che è lui! Mark Duplass aka Aaron, qui con barba hipster e codino, che incontra Sara nella consueta casa di montagna.

Cosa vuole Aaron da Sara? Vuole che giri un documentario. Un documentario su un serial killer in crisi di identità. Un documentario su di lui. Aaron si presenta così a Sara, senza giri di parole, senza nascondere nulla: ciao, io sono un assassino, ho ucciso 39 persone, mi sono divertito un casino ma adesso sono vecchio e annoiato, vuoi girare un film su di me? E Sara, che non ha paura di stare da sola in una casa nel bosco con uno sconosciuto che dice di essere un serial killer, risponde SI.

Metacinema!

Come avrete potuto capire siamo di fronte ad una storia che parte da premesse diametralmente opposte rispetto a quelle del primo film. Se in Creep Josef costruiva il suo rapporto con la vittima una menzogna dopo l’altra, qui fa esattamente il contrario, giocando a carte scoperte fin da subito e lasciando la palla in mano a Sara. Il giochino è particolarmente gustoso, perchè sia lo spettatore che Sara stessa faticano a capire quale sia l’effettiva verità.

Inutile dire che il film si regge per buona parte sui dialoghi (grotteschi ed inquietanti) e soprattutto sulle spalle di Mark Duplass, che gigioneggia e se la spassa un mondo nei panni del matto (a mio avviso uno degli psicopatici migliori visti al cinema negli ultimi 10 anni), passando da sequenze quasi comiche (ottima quella delle sassate all’uccellino) a parti effettivamente creepy e da brividi, come quella, bellissima, nella vasca da bagno. La Akhavan dal canto suo è una buona spalla e dà un bel volto ad un personaggio cazzuto che mostra la sua fragilità col passare del tempo e con l’aumentare della confusione.

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Creep 2 è un film ancora più minimale (la produzione è Blumhouse/Netflix, e chi sennò?) e di scrittura rispetto al precedente (che si basava quasi esclusivamente su una tensione che non esplodeva fino all’ultimo secondo), un film che lascia trasparire in maniera evidente la voglia matta di Brice e Duplass di fare qualcosa di fighissimo e spaccone, giocando coi personaggi come il gatto col topo. E’ un gioco, sì, ma un gioco diretto da un regista che fino ad oggi non ha sbagliato un film (abbiamo parlato QUI del gustoso The Overnight, l’altro film di Brice), interpretato da un bomber di livello assoluto come Duplass e, soprattutto, un gioco che non ha un finale scontato, nel quale le regole cambiano continuamente, spiazzando tutti (protagonisti compresi). Non aggiungo particolari perchè mai come in questo caso spoilerare è vietato, ma fidatevi, vi divertirete.

VOTO: 7


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