Brigsby Bear

Dalle menti brillanti di Kyle Mooney e Dave McCary, da anni protagonisti del Saturday Night Live, un film assurdo ma pieno di tanti buoni sentimenti che scaldano il cuore. Un uomo matto, un orso e mille avventure.

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Brigsby Bear racconta una delle storie più strambe che abbia mai ascoltato nella mia vita. Ci vuole del genio per partorire una cosa del genere ed evidentemente quel genio stava nelle menti di Kyle Mooney e Dave McCary (membri del team comico Good Neighbor, che dal 2013 impazza al SNL) e del loro amico d’infanzia Kevin Costello. Seguitemi e ditemi se non ho ragione.

James (Mooney) è un trentenne che vive coi genitori, non esce mai di casa ed è fissato in maniera morbosa con uno show per bambini che si chiama Brigsby Bear. Per farvi un’idea: ve lo ricordate Bear nella grande casa blu? Ecco, una roba del genere, solo con avventure nello spazio e cose così. James è un fanatico dello show, possiede magliette, poster, pupazzi e gestisce su internet un forum dedicato alla serie, con tanto di vlog con video analisi delle puntate. Un giorno in casa sua irrompe la polizia e arresta i genitori di James. L’accusa: rapimento. Insomma, James scopre di essere stato rapito da piccolo da quelli che credeva essere i suoi genitori ed è stato tenuto lontano dal mondo normale per più di 20 anni, cresciuto in una specie di bunker nel quale la realtà era decisa a tavolino dai rapitori. Ma la cosa che sconvolge di più James è un’altra: Brigsby Bear, il suo show preferito, era girato di nascosto dal padre-rapitore (un Mark Hamill sempre bello da vedere), in un set costruito in una stanza segreta di casa loro. Insomma, Brigsby Bear non esiste, era un modo inventato dal padre-rapitore-matto per crescere il “figlio” ed educarlo. James vede così crollare tutte le certezze della sua vita e cerca di adattarsi alla nuova realtà e alla sua nuova famiglia. Ma in testa ha solo un obiettivo: ridare vita a Brigsby Bear per concludere la sua storia. James si lancerà così nella realizzazione di un film, con l’aiuto dei suoi nuovi amici.

Insomma, mi sono dovuto dilungare parecchio per raccontare la trama del film perchè è ciò che a regola dovrebbe spingervi a guardarlo. Non è una storia bellissima? Ma i meriti del film di McCary non si fermano ad una bella trovata di sceneggiatura. Brigsby Bear è una dramedy intelligente e che trasmette positività. Siamo comunque di fronte alla storia di un disadattato, un ultratrentenne che non conosce la realtà, non sa come relazionarsi con la vita di tutti i giorni, è, patologicamente, un malato mentale. Questo aspetto drammatico della vita del protagonista resta sullo sfondo, sovrastato dal lato più avventuroso e giocoso della storia, ma quando sale in superficie, beh, fa abbastanza male. Brigsby Bear è stato presentato al Sundance e ha riscosso un immediato successo. E’ un film low budget che racconta la realizzazione di un altro film ancora più low budget (tra l’altro il risultato finale, con le immagini delle avventure dell’orsetto sono bellissime). Guardate questo film perchè è sicuramente uno degli esperimenti più divertenti dell’anno e comunque le avventure di un matto e di un orso gigante di peluche si guardano sempre volentieri.

Brigsby Bear, 2017, Dave McCary

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