Auguri per la tua morte

Prodotto dalla Blumhouse e diretto da colui che è dietro a tutti i Paranormal Activity brutti (quelli dal 2 in poi), ovvero Christopher B. Landon, ecco arrivare nelle sale italiane Happy Death Day aka Auguri per la tua morte.

Non è mai stato così semplice descrivere a grandi linee un film: ladies and gentlemen ecco a voi il Ricomincio da capo in salsa slasher! Sono gli stessi personaggi ad un certo punto che tirano in ballo il film con Bill Murray, giusto per spostare la lancetta da “plagio” a “omaggio” (cosa comunque piuttosto chiara). Ad ogni modo ci troviamo di fronte ad un film furbetto, accattivante e fatto apposta per un pubblico di millennials, ma senza essere troppo demenziale. Diciamo che siamo dalle parti dello Scream targato MTV (la serie tv), ma meno caciarone e scritto  leggermente meglio.

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Tree (Jessica Rothe) è la classica bionda figa e stronza. Prima di accusarmi di misoginia voglio fare presente ai cari lettori che il termine che viene usato maggiormente dai personaggi del film per rivolgersi a Tree è “stupida troia”, io sono stato anche gentile. Insomma, Tree è antipatica, spocchiosa, fa parte di una confraternita di ragazze odiose, si scopa il professore e tratta tutti malissimo. E’ il cliché della bionda antipatica che abbiamo visto mille volte nei college movie. Succede che il giorno del suo compleanno, mentre va ad una festa, viene aggredita da un killer mascherato e uccisa a coltellate. Nel momento esatto in cui viene colpita dal coltello tac!, si sveglia e inizia a rivivere la giornata da capo. La sera, con dinamiche diverse, viene uccisa di nuovo. Si risveglia. Rivive la giornata. Muore di nuovo. Tree, morte dopo morte, cercherà di capire come uscire da quel loop infinito e, soprattutto, cercherà di smascherare il killer che la vuole morta.

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Diamo subito a Cesare quel che è di Cesare: Auguri per la tua morte è un film che funziona. Funziona perchè l’horror e i suoi schemi sono un puro mezzo per fare una comedy per ragazzi, funziona perchè sa dosare bene adrenalina e siparietti scemi, funziona perchè il punto di riferimento è quel filone teen-slasher che ha spopolato negli anni ’90 e che a noi piace tanto (il già citato Scream, ma possiamo prendere anche I know what you did last Summer  Urban Legend) e funziona perchè è un film che conosce i suoi limiti ed il suo pubblico di riferimento, e non cerca di essere quello che non è (di sangue non c’è manco l’ombra e la cosa è indicativa).

Quindi capolavoro? No, wait, calma. Siamo pur sempre di fronte ad un film brutto. Ma ci sono film brutti e film brutti. Recentemente è uscito su Netflix The Babysitter, film che in parte vorrebbe giocare allo stesso gioco di Auguri per la tua morte ma sbagliando totalmente il tiro e finendo per essere uno dei prodotti più irritanti del 2017. La differenza sta tutta, come abbiamo detto, nel saper dosare horror e commedia, ma nel saper trasmettere anche nel modo giusto quel poco che si ha da dire.

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Il film di Landon vuole mostrarci una ragazzetta che giorno dopo giorno impara dai propri errori arrivando alla consapevolezza che nella vita se si è sinceri, corretti e non dei pezzi di merda si sta meglio con noi stessi e con gli altri. Stop. Messaggino semplice semplice da quinta elementare, ma che arriva schietto, diretto e senza artifici attraverso le avventure della protagonista. Per lo spettatore basic può bastare, per lo spettatore premium c’è comunque la curiosità di scoprire chi è il killer (e qui il film si gioca bene le sue carte) e il sollazzo di cogliere citazioni qua e là. Il tutto comunque supportato da un ritmo serratissimo.

Auguri per la tua morte come horror puro è da 4 in pagella, ma come teen movie è un 6 bello abbondante. Fate voi la media e aggiungete qualcosina, quick maths.

VOTO: 5,5


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