Cat Sick Blues

Ci sono film che mentre li guardi pensi “ma che cazzo sto guardando?“. Cat Sick Blues questo effetto lo fa ancora prima di iniziare, non appena leggi la trama: un uomo perde il suo amato gatto e decide che per riportarlo in vita deve immergerlo nel sangue di nove donne (una per ogni vita felina). Per procurarsi il sangue si traveste da gatto e va’ in giro a sgozzare e violentare donne. Bello, no?

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Il film dell’australiano Dave Jackson (estensione dell’omonimo corto del 2013) parte come l’ennesimo b-movie splatter a basso budget farcito di cose schifose a caso per sconvolgere lo spettatore, ma si rivela col passare dei minuti un azzeccatissimo horror con tutte le cose al posto giusto. Il killer protagonista, che chiameremo simpaticamente Uomo Gatto, è un personaggio malato che sembra essere uscito direttamente da un film di Jörg Buttgereit: è spietato, è sporco, è matto mattissimo, ma alla fine sta uccidendo per amore del suo gattino, quindi noi empatizziamo (tra l’altro il finale emo è una chicca). A fare da contraltare al killer c’è la bella Claire, ragazza che nello stesso giorno è stata stuprata e ha perso la sua gattina (uccisa dallo stupratore). L’Uomo Gatto simpatizzerà per Claire e, chi lo sa, se ne innamorerà.

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Ma non perdiamoci in smancerie. Cat Sick Blues è un film di gatti e sangue e teste che si staccano e facce spappolate e gole tagliate. E’ un film decisamente forte da affrontare, vi avvisiamo. Ma vale la pena guardarlo, perchè Jackson ha scritto una storia brillante e divertente, provocante e fuori dalle righe, permettendosi anche di provare a girare qualche sequenza un po’ hipster (il massacro nel dormitorio delle ragazze sulle note di questa canzone).

Se siete degli amanti dell’horror weird Cat Sick Blues è il vostro film, un film da osannare e odiare allo stesso tempo, un film che nonostante qualche difetto dimostra come si possa sopperire al basso budget avendo ottime idee e tanto entusiasmo. E poi quando gli effetti speciali sono fatti come dio comanda e il sangue scorre come deve scorrere, è sempre un piacere. Miaoooo.

Cat Sick Blues, 2015, Dave Jackson


  1. lea

    23 Ottobre

    insomma. i film “decisamente forti da affrontare” non fanno per me. gli occhi infilzati e le facce spappolate non li riesco ad affrontare. peccato perché sembra carino (e non è l’unico, anche il miticissimo RAW mi dicono che è un po’ per stomaci forti). sob.

    • Steiner

      23 Ottobre

      “RAW” è forte per la tematica ma è tranquillamente accessibile. E’ comunque un film per un pubblico vasto. Questo è in effetti molto audace, non è per tutti, ecco.

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