Dear Wendy

Lars von Trier scrive per il suo amicone Thomas Vinterberg un film tanto cool quanto crudele e spietato. Una banda di ragazzi e le loro pistole vs the world. 

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Ai tempi del liceo mi innamorai di un film che parlava di una banda di giovani outsider, i Dandies, che si riunivano in un luogo abbandonato per adorare il loro unico dio: la pistola. Un vero e proprio culto quello dei ragazzi per le armi da fuoco, celebrato attraverso precisi riti e regole ferree da seguire (una su tutte: mai e poi mai mostrare la propria pistola in pubblico). Il film sembrava quasi seguire il canovaccio di tanti film per giuovani che avrei potuto trovare su Italia 1 nelle rassegne “Estate Ragazzi” o robe simili, ma aveva qualcosa che non andava, qualcosa di imperfetto, qualcosa che mi ha sempre disturbato un po’. E, soprattutto, finiva nel sangue, nella tragedia, lontanissimo dall’happy ending dei teen movies. Quel film era Dear Wendy, diretto da Thomas Vinterberg e scritto da Lars von Trier. Io, diciannovenne cresciuto a zombi e Tim Burton, di quei due danesi sapevo poco e nulla (Dogville era uscito al cinema da pochi mesi) e tantomeno avevo idea di cosa fosse il Dogma 95. Tant’è, fu amore.

Dear Wendy fu bocciato dalla critica e totalmente ignorato dal pubblico e rappresenta ad oggi il punto più basso della carriera di Thomas Vinterberg. Allora perchè eleggerlo Outsider? Perchè siamo masochisti e vogliamo farvi vedere film di merda? No, perchè questo film ha al suo interno molti punti di interesse: è un curioso incontro tra le sperimentazioni di Lars (l’impalcatura dogvilliana è palese) e la voglia di Vinterberg di aprirsi ad un pubblico più ampio. Nonostante il tentativo di darsi un’aria sbarazzina, Dear Wendy porta con sè il peso di una forte critica alla società americana, con la questione delle armi ovviamente centrale, ma con una lente d’ingrandimento bella grossa anche sui problemi razziali.

Resto convinto che questo possa essere un film capace di coinvolgere profondamente se siete predisposti ad un certo tipo di avventure e di storie. Anche se non avete 20 anni e anche se odiate le pistole, sono certo che sarete attratti almeno per qualche istante dalla splendida Wendy.

Dear Wendy, 2004, Thomas Vinterberg


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