Riflessi sulla pelle

Piccolo cult del 1990, Riflessi sulla pelle (The Reflecting Skin) di Philip Ridley, è un gioiellino di genere, spiazzante e affascinante ancora oggi. E’ il nostro Outsider della settimana.

 

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Durante gli anni quaranta nella pianura canedese il piccolo Seth vive a contatto con un ambiente ambiguo e ostile: adulti squallidi, uccisioni di bambini, follia dietro l’angolo ma sopratutto l’orrore, quando lui stesso ha una passione per il macabro. Una digressione sulla perdita dell’innocenza in termini favolistici-horror, che porta la storia su binari sempre più bizzarri e angoscianti.

Esordio alla regia di Philip Ridley, scrittore, commediografo e pittore inglese, autore soprattutto di racconti per bambini, è un viaggio allucinante e perverso, vera immersione dal punto di vista infantile in un mondo deformato e agghiacciante.

Dall’esplosione della rana iniziale a un uomo che si dà fuoco con la benzina, il percorso è inquietante quanto affascinante e in parte decisamente irrazionale. Ambientato tra i campi di grano che rimandano ai dipinti Andrew Wyeth e Edward Hopper, Riflessi sulla pelle è tra i racconti d’infanzia visti al cinema più allucinanti che si ricordino.

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Un fotogramma del film.

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Il dipinto Christina’s World di Andrew Wyeth.

Echi dal cinema di Lynch, ovviamente, unita a un’insolita pomposità (in parte dovuta anche alla musiche) misto umorismo nero inglese, il film è visivamente pazzesco, con questa fotografia iperrealistica strabordante di colori e luci accese.

Un percorso che è sia l’iniziazione di un’infanzia più che perduta, che non c’è mai stata, di un bambino e del suo gruppo di amici, frammentata così da incubi e sospetti orrorifici dietro l’angolo. Ridley mantiene saggiamente il punto di vista del piccolo Seth, e una coerenza narrativa con un salendo di inquietudine che non lascia mai lo spettatore.

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Un film invecchiato decisamente bene, a suo modo un cult, che non ha proprio tutto a fuoco e diventa in parte ridondante, ma mantiene uno dei finali più indimenticabili di sempre. Da far vedere e rivedere a chi tenta di fare un bell’horror gotico oggi.

Riflessi sulla pelle (The Reflecting Skin), 1990, Philip Ridley


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