READING

Clown assassini e Donald Trump: è tornato “A...

Clown assassini e Donald Trump: è tornato “American Horror Story”

Ryan Murphy è tornato, e sinceramente se ne sentiva il bisogno. Ad un anno di distanza da Roanoke, una delle serie tv meglio pensate dell’America contemporanea (oltre a essere autoconclusiva, per grazia divina) si ripresenta con l’intento di essere oltraggiosa, decisamente not-so-politically correct, e ci propone un argomento estremamente azzardato: l’orrore provato dalla buona borghesia liberale americana nei confronti dell’elezione (inaspettata) del redneck per eccellenza, ovvero Donald J. Trump.

 Il topic di per sé gratifica, non c’è dubbio. L’horror story in questo caso parte da un’esperienza realmente vissuta dagli americani, ancora fresca, e che nasconde diverse critiche al sistema propagandistico elettorale avvenuto online, i ruggiti da tastiera che provengono niente meno che dalla repubblica federale che si professa come la culla della civiltà contemporanea.

62949338

 Vediamo quindi subito chi sono i protagonisti, i due lati di una medaglia ancora da definire: da un lato Ally (Sarah Paulson), moglie lesbica e mamma liberale, caduta in una profonda psicosi alla notizia dell’avvenuta elezione; e dall’altra Kai, fanatico nazionalista interpretato da Evan Peters, che esteriorizza il suo lato maniacale in quel modo grottesco che ci è così caro della mise en scene di Murphy. Il tutto intessuto di una sovrabbondanza di elementi pop e virali tanto nella fotografia quanto nel dialogo. E poi ci sono i pagliacci. I pagliacci che già vedemmo in Freakshow (il nostro amato Twisty) e che qui ricompaiono come elemento di denuncia sociale, in compagnia di una clown-crew che popola le crisi psicotiche di Ally (memorabile la scena girata nel supermercato, tramutato nell’archetipo del consumismo culturale e politico).

truck ahs

L’estetica al neon di questa prima puntata conferma Murphy come un eccezionale trasformista, e spero con tutto il cuore che sappia approfondire, rompendo l’epidermide che così bene è riuscito a creare. Nutro, insomma, una profonda fiducia nel nuovo AHS.

Welcome to the CULT.

Ele Saltarelli


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *