Concorto Film Festival 2017 – day 4

Giunti alla quarta giornata di proiezioni Concorto Film Festival si infiamma nella serata di martedì con un programma ricchissimo di eventi e ospiti. Continua la rassegna Borders sul tema dei confini e dei migranti, debutta il Focus Romania e prosegue la Deep Night in Serra. Ma sono gli ospiti i veri protagonisti della serata. Il regista belga Ely Chevillot, autore di uno dei film più “scomodi” della rassegna, ai microfoni del sempre brillante Alessandro Zucconi racconta le sue passioni per Lucrecia Martel e Michael Haneke, svelando che ha ancora in mente di soffermarsi sulle deviazioni giovanili nel suo prossimo film. Sul palco per una breve intervista salgono anche gli attori protagonisti di Calamity, Ingrid Heiderscheidt e François Maquet, che scherzano e cazzeggiano in felicità. Ma l’ospite clou della serata è Ottaven aka Canedicoda, artista multimediale tra i più apprezzati nel movimento underground italiano. Il suo live set di elettronica sperimentale non sarà la colonna sonora ideale per accompagnare il buffet, ma regala momenti di tutto rispetto tra ambient e atmosfere doom. Non male davvero. Da segnalare il commento di un attempato signore del pubblico che con le sue parole ci ha fatto volare su un altro pianeta “Ma che musica sperimentale…questi sono 20 anni che sperimentano, sarebbe anche l’ora che capissero che è il momento di piantarla lì.“. Saggezza.

Ma veniamo ai film in concorso.

Ottaven live

Ottaven live

DADYAA: Il corto nepalese ci porta in un villaggio innevato, semi-abbandonato, dominato dalla presenza di inquietanti pupazzi dalle spaventose maschere. Due anziani si interrogano sul loro destino. Un rito tribale si compie, tra tamburi e canti. Un corto particolare e avvolgente che riesce a sfiorare sia il mondo del documentario sperimentale che quello del video musicale. E, soprattutto, il Nepal visto dagli occhi di figli di quella terra, e non il solito ritratto occidentale da turista culturale. Bello. VOTO: 7

CE QUI ECHAPPE: Cosa fareste se scopriste che il vostro dolce figlioletto in età scolare sta diventando un mezzo maniaco sessuale? Tema spinosissimo e inusuale, affrontato con delicatezza e incisività da Ely Chevillot. Una madre lotta con un pensiero tremendo, che non le lascia scampo. Un film forte, quasi un Dolan asciugato dall’hipsteria, che fa riflettere e mette a disagio. Plauso. VOTO: 7

LES LEGENDAIRES: Il francese Vincent Le Port ci tiene a farci sapere che in Bretagna ogni anno un’orda di sgabinati si raduna per costruire delle statue giganti in onore degli dei. Una testimonianza interessante di un evento bizzarro, con momenti visivamente coinvolgenti. Una testimonianza che poteva durare 5 minuti, invece ne dura 16. Un po’ estenuante. VOTO: 5,5

"Ce qui échappe (The Elusive)", Ely Chevillot

“Ce qui échappe (The Elusive)”, Ely Chevillot

CALAMITY: Film belga che racconta una storia non proprio originalissima: un ragazzo presenta alla sua famiglia la sua nuova fidanzata Cléo, una trans. Imbarazzi, equivoci, tensione, pregiudizi, happy ending. Quella che sembra una minestrina riscaldata risulta essere una delle sorprese della serata, grazie a due registi che dimostrano di saper dirigere alla grande gli attori e che si permettono anche aperture oniriche e deviazioni rischiose. VOTO: 6,5

VALPARAISO: Arrivano i nostri. Carlo Sironi, romano de Roma, presenta un film tristissimo, su una giovane immigrata sudamericana che, vittima di una gravidanza indesiderata, abbandona il figlio neonato in ospedale. Cambierà idea dopo poco tempo, ma sarà troppo tardi. Valparaiso è un film molto italiano e tradizionale per impostazione e scrittura, ma è un film girato dannatamente bene e interpretato in maniera magnifica da Manuela Martelli. Un corto straziante che toglierà il sonno a un po’ di mamme. VOTO: 6,5

GIRAFFE: Il coccodrillo come fa? Non c’è nessuno che lo sa, ovvio, però a quanto pare anche il verso della giraffa è sconosciuto ai più. Dall’Olanda arriva Janne Schmidt che si inventa una hot line per amanti dei versi degli animali. In pratica tu chiami, chiedi di sentire il verso di un gatto e di là c’è una persona gentile che ti risponde MIAO. Gli affari della hot line vanno alla grande, fino al giorno in cui scoppia il bubbone giraffa. Sempre più clienti la richiedono, nessuno dei centralinisti sa dare una risposta soddisfacente. Si cercherà di colmare il vuoto professionale con scenette esilaranti. Commedia che parte da un’idea tanto scema quanto geniale. Un film leggero e molto divertente. Ce ne fossero. VOTO: 6,5


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