Concorto Film Festival 2017 – day 3

La terza serata di Concorto si apre con un film del concorso parallelo Borders, 489 Years, produzione francese della coreana Hayoun Kwan: un viaggio immaginario nella Zona Demilitarizzata Coreana come in un videogioco sparatutto. Ci si sposta poi in Serra dove si inaugura il focus dedicato all’Argentina. Nel boschetto Les Fufies & the Rubbish con il loro dj set e gli inserti di pelo sintetico delle loro T-shirt fanno scatenare il pubblico e la crew di Concorto. Immancabile anche ieri sera il tradizionale buffet di mezzanotte che ha visto protagonista un discutibile, almeno per la reporter non amante dei latticini in decomposizione, risotto zucca e taleggio. La serata si è conclusa poi con il direttore organizzativo di Concorto scatenato in un trascinante sirtaki. Cose belle.

Ma parliamo ora dei film in concorso proiettati ieri sera.

Les Fufies & the Rubbish dj set

Les Fufies & the Rubbish dj set

NÉBOA: Il titolo significa nebbia e nella nebbia di un paesino galiziano si muove la protagonista, donna che ha appena perso il padre e che fa il giro delle case di amici e parenti per cercare di sbolognare il cagnolone che il vecchio le ha lasciato in eredità. Brutta stronza senza cuore, penserete per tutti i 18 minuti del corto di Claudia Costafreda. In effetti è così. La stronza abbandona il cane in un bosco per poi avere un ripensamento, uccisa dai sensi di colpa e dal ricordo del padre che la ossessiona. Cercherà di redimersi, forse sarà troppo tardi. Si finisce nella nebbia. Un film strano, un film forse inutile ma che lascia qualcosa dentro (probabilmente la compassione per il cane). VOTO: 5,5

STONE ON STONE: Di cosa parlerà un corto iraniano con al centro una donna e con nel titolo le pietre? Fate uscire il piccolo razzista pieno di pregiudizi che è in voi e farete centro. Ma in Stone on Stone Mohsen Serjian e Marzieh Hakim trattano l’argomento con stile e delicatezza, sfiorandolo appena e regalandoci un buon ritratto di una realtà che spesso tendiamo a romanzare ma che è più vicina di quanto possiamo pensare. Non un film indimenticabile, ma merita il classico plauso. VOTO: 6+

ACROSS MY LAND: Storia di un quotidiano raggelante nell’America di oggi. Prodotto da Joaquin Phoenix, il corto di Fiona Godivier è un viaggio contemporaneo da thriller angosciante, riuscito e micidiale. VOTO: 7,5

FATIMA MARIE TORRES AND THE INVASION OF SPACE SHUTTLE PINAS 25: La vita comune di una donna filippina di mezza età, tra lavori di casa e perversioni sessuali, si va a mescolare ad un evento storico: il lancio nello spazio del primo Shuttle a bandiera filippina. Un bizzarro quadretto domestico che si smarca dalle solite commedie grottesche andando a sfiorare la fantascienza. L’autore, Manatad, gioca in maniera brillante con luci e colori. Promosso. VOTO: 7

Fatima Marie Torres and the Invasion of Space Shuttle Pinas 25, Carlo Francisco Manatad

Fatima Marie Torres and the
Invasion of Space Shuttle Pinas 25, Carlo Francisco Manatad

STELLA: A me non interessa se nel cast hai Heidi (per me Violante Placido resterà sempre Heidi di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, se poi ha avuto una carriera dopo quel film #fottesega) e Pierpaolo Capovilla che fa il cattivo. Non mi interessa nemmeno se il protagonista è uno chef incazzato che insulta gli altri cuochi, perchè Masterchef mi fa cagare (tra l’altro scelta scontatissima). Visto che di cucine e cuochi si parla: se vuoi fare un film devi darmi sostanza, piatti abbondanti e sugosi e saporiti, con quell’ingrediente a sorpresa che mi fa fare Ooohh come i bambini di Povia. Del piattino da fighetto non me ne faccio niente. Dispiace sempre insultare gli italiani, ma Stella se lo merita. Compitino banale che vorrebbe essere un thriller accattivante ma invece NO. VOTO: 4

THE DARK OF NIGHT: Il film della star hollywoodiana Robin Wright è un noir ironico che cazzeggia in lungo e in largo divertendosi a prendere in giro i clichè del genere. Noi ci divertiamo un po’ meno, ma apprezziamo in ogni caso le gole tagliate. L’impressione è che la Wright, annoiata, abbia voluto passare un pomeriggio in compagnia degli amici (c’è Sam Rockwell nel cast) a girare qualcosa. Buon film d’intrattenimento, niente più. VOTO: 6

RAILMENT: Dal Giappone arriva un corto d’animazione magnifico. Un viaggio onirico, surreale, a tratti inquietante, all’interno del vagone di un treno, tra realtà parallele e gallerie, con il sogno che si mescola ad una realtà meccanica e ripetitiva. Individuo, massa, depersonalizzazione: il film di Shunsaku Hayashi è probabilmente il film più profondo e sofferto visto al Festival fino ad ora. Il tratto dei disegni, poi, è ipnotico e affascinante. Arte con la A (ma anche con la R, la T e la E) maiuscola. VOTO: 9

KUKISTA JA MEHILÄISISTÄ: Il giorno del suo compleanno un ragazzo finlandese rompe il preservativo durante un amplesso e piomba nel panico. Il corto di J.J. Vanhanen ci racconta la corsa contro il tempo del ragazzo e di suo padre per procurarsi la pillola del giorno dopo. Commedia scandinava, piena di neve e buoni sentimenti, trasgressiva il giusto e adatta al grande pubblico (vecchiette e infanti compresi). Molto, molto piacevole. VOTO: 6,5


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