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Tanta nebbia per nulla: THE MIST (la serie) non è come speravamo

Siamo predisposti per natura a fare il tifo per qualsiasi serie tv horror veda la luce. Dalle più pompate alle più sfigate. Il problema è che ultimamente sembra sia davvero difficile per qualsiasi network buttare fuori una serie de paura davvero riuscita. Con The Walking Dead diventato la caricatura di sè stesso e American Horror Story che si preoccupa più di soddisfare l’ego di Ryan Murphy che gli spettatori, ci sono restate le briciole e ci siamo dovuti accontentare di un The Exorcist qualsiasi.

The Mist assume quindi un’importanza di un certo livello all’interno del mondo seriale horror per tanti motivi, primo tra tutti il fatto che arriva direttamente da uno dei racconti più suggestivi di Stephen King, che ha già ispirato l’ottimo film del 2008 di Frank Darabont. Sono appena usciti i primi tre episodi su Spike e il risultato è che ci troviamo di fronte ad un’altra delusione (per adesso).

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La storia di The Mist la conoscete tutti: in una tranquilla cittadina americana compare all’improvviso un muro gigantesco di nebbia che avvolge e uccide (in maniera più o meno misteriosa) chiunque ci si trovi in mezzo. Il film l’avete visto e sapete che poi spuntano dal nulla dei mostri giganti alieni arrivati da un’altra dimensione a causa di esperimenti militari poco cauti. Nella prime puntate della serie le dinamiche di partenza sono le stesse, ma con gli insetti che per adesso prendono il posto dei mostri. Per insetti intendo questo:

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Quello che vedete qui sopra è un povero cristo che nella 1×03 subisce le conseguenze di una farfalla che gli entra in un orecchio. Precedentemente un poliziotto subisce un attacco da un gruppo di scarafaggi. Bleah. Insomma, niente creature enormi all’orizzonte. Questa cosa, sia chiaro, è anche piuttosto figa. Il problema di The Mist è che sembra aver sbagliato totalmente il tiro per quanto riguarda atmosfere e personaggi. Non ci sono cazzi: se fai una serie che si basa sul mistero e sulle costanti “cosa ci sarà nella nebbia?” e “cosa è questa nebbia?“, devi mantenere sempre alta la tensione e la concentrazione su questi aspetti fondamentali. Invece The Mist ci tiene molto a farci conoscere i suoi personaggi basic: per la prima mezzora buona del pilot assistiamo ad una sorta di Tredici, con tanto di party liceale e stupro. Non stiamo scherzando, la prima puntata parte come un teen drama di basso livello (muore solo un povero cane) nel quale ci vengono presentati la ragazza buona, il ragazzo buono gay emo emarginato, il giocatore di football spaccone e belloccio e probabile stupratore, il poliziotto cattivo, il poliziotto buono, una tossica, il prete e un militare che cerca di avvisare tutti del pericolo in arrivo (ma che per tutta risposta viene sbattuto in cella e bollato come pazzo). Poi arriva la nebbia.

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Arriva la Mist e i campi da gioco si dividono in due: un centro commerciale e una chiesa. Questi sono i due luoghi nei quali i personaggi si sono asserragliati per proteggersi dalla misteriosa minaccia. Se nel centro commerciale non succede granchè di interessante (anche se arrivano da lì le prive rivelazioni su ciò che sta accadendo), in chiesa le dinamiche sono più drammatiche, con pochi personaggi sull’orlo della crisi nervosa e già in rivolta l’uno contro l’altro.

Siamo schietti: le prime tre puntate non ci sono piaciute. Andremo avanti sperando in un cambio di marcia, ma sinceramente ci saremmo aspettati una serie più mistery e d’atmosfera, meno attenta alla costruzione di intrecci ridicoli tra i vari personaggi e più orientata verso le cose che ci interessano davvero: nebbia, mostri, mistero. Senza dimenticare l’azione: in The Mist ce n’è davvero poca e gli unici colpi di coda sono dovuti alle scene di sangue (presenti in numero discreto ma azzoppate da una CGI pessima stile Asylum).

Guardatela, perchè è comunque un passatempo onesto (meglio delle rapine o del decoupage), ma non aspettatevi la serie che vi svolterà l’estate (come se servisse altro oltre a Twin Peaks e Game of Thrones).

Fatevi un tuffetto nella nebbia e fateci sapere.


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