Jane Wants a Boyfriend

Jane ha appena compiuto 25 anni. Abita coi genitori, fa la costumista in un piccolo teatro e ama i vecchi film. Ha una sorella che fa l’attrice e non ha amici. Jane ha la sindrome di Asperger e sogna di avere un ragazzo.

jane and jack

Ci sono piccoli film che raccontano grandi storie. Ok, detta così sembra la frase di lancio di qualche produzione hollywoodiana per famiglie, ma è una cosa che mi è venuta naturale pensando all’Outsider di questa settimana, Jane Wants a Boyfriend. In realtà non è nemmeno poi così vero, perchè la storia che ci racconta William Sullivan nel suo film (scritto da Jarrett Kerr) è legata alla realtà quotidiana di molte persone che soffrono di autismo o di Asperger: una realtà difficile, che raramente vediamo sullo schermo se non estremizzata (Rain Man è l’esempio più celebre, ma potremmo citare anche Crazy in Love). Sullivan ha l’intelligenza di non urlare ADESSO FACCIO UN FILM SULL’AUTISMO e realizza un indie movie moderno che senza grosse particolarità stilistiche (siamo in zona Baumbach/Swanberg…insomma, hipster newyorkesi) racconta con semplicità, ironia e grande sensibilità la vita di una ragazza qualunque, che vuole una vita qualunque e un amore qualunque.

Attorno a Jane (interpretata da una bravissima Louisa Krause) orbitano una serie di personaggi catalogabili come giovani newyorkesi ambiziosi sull’orlo di una crisi di nervi: dalla sorella maggiore Bianca, barista/attrice teatrale, al cuoco sciupafemmine Jack fino a Rob, fidanzato di Bianca e giornalista frustrato. Gente che in Mistress America non avrebbe sfigurato. Gli unici che sembrano sbattersene di tutto e tutti, vivendo tranquilli la loro vita senza preoccupazioni sono i genitori di Jane, figli di un’altra epoca, senza ansie e patemi d’animo.

Jane cerca l’amore, l’amore che ha conosciuto solo attraverso i film (va pazza per Il Quarto Uomo di Karlson e conosce a memoria tutte le battute di Coleen Gray) e che non ha mai sperimentato sulla sua pelle. Bianca (Eliza Dushku) è la sorella iperprotettiva che nonostante sia un’artista open-minded le evita qualunque contatto con il sesso maschile. E’ inevitabile che prima o poi arrivi qualcuno a rompere questa routine. Quel qualcuno è Jack (Gabriel Ebert), amico latin lover di Bianca, la persona meno adatta all’apparenza per Jane. E invece.

Jane Wants a Boyfriend possiede tutte le carte in regola per entrare nel vostro cuore: è intelligente, è brillante (stupendo il monologo di Jack sulle zuppe come metafora delle relazioni sentimentali), è divertente, è a modo suo romantico e descrive bene sia la situazione delicata di Jane che quella di molti trentenni di oggi, sempre più in cortocircuito tra aspirazioni professionali e rapporti umani (i feel you bro). Il film di Sullivan ha i suoi momenti strappalacrime, è ruffianetto e ha un inevitabile happy ending, ma non per questo si merita di essere bollato come buonista. E poi chissenefrega, è bello vedere qualche storia che finisce bene ogni tanto. Guardatelo.

Best quote:Life isn’t always like it is in the movies that you watch.” “No, it has to be! It has to be or else they wouldn’t have made those movies to begin with!

Jane Wants a Boyfriend, 2016, William Sullivan


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